Le Rockbitch, la band che sconvolse il mondo

Tra riti pagani e spettacoli erotici, le esibizioni live delle Rockbitch hanno lasciato un solco indelebile nel panorama musicale. Vediamo insieme le loro folli gesta con questo articolo-tributo.

Rockbitch

The Golden Condom

No. Qui non stiamo parlando dell’omonimo libro della psichiatra Jeanne Safer, un libro che esplora la straordinaria gamma di possibilità che esistono nel trovare l’amore. Per le Rockbitch, non c’era tempo per il romanticismo. Questo fantomatico ”preservativo dorato” serviva infatti al fortunato vincitore che lo avesse intercettato una volta lanciato dal palco come lasciapassare. Un lasciapassare molto speciale..

Per coinvolgere gli spettatori nei loro riti orgiastici -sì, avete letto bene- le Rockbitch davano loro la possibilità di entrare nel backstage tramite questo prezioso oggetto. Una volta preso al volo, veniva indossato e utilizzato a dovere a fine concerto (non gonfiato come avviene spesso nei live). Quel preservativo, era un vero e proprio lasciapassare per le gambe delle autoproclamate paladine del sesso libero.

Gli inizi

Nacquero col nome di Cat Genetica nell’84, dalla mente di un Adamo ed Eva britannici e molto particolari: Amanda ”la cagna” al basso e Tony ”la bestia” alla chitarra. Anche i nomi d’arte, come avete letto, erano altrettanto particolari. Non tanto quanto le loro future colleghe, ma ancora non lo sapevano. Nel giro di 5 anni, le idee sul matriarcato, il poliamore, e il paganesimo femminista si fecero sempre più marcate e il loro nome cambiò in Red Abyss. Anche la loro musica ne subì le conseguenze, passando da un rock con influenze funky ad un punk con influenze metal. Ma non era ancora finita.

Il nome definitivo

Fu infatti l’inclusione di Luci ”la sgualdrina del palco”, Chloe ”la puttana di sangue”, e la coppia di ”suore della magia sessuale” Suna e Martina a radicalizzare ulteriormente l’ormai ruvidissimo sound e le ancor più ruvide convinzioni sessuali (nonché i ridicolissimi soprannomi). Sorse così l’eterni sabba delle Rockbitch, adepte di una setta autocostuita votata al paganesimo rituale e al sesso di gruppo (consumato anche sul palco).

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Le difficolta fuori dalla patria

Leccarsi le parti intime a vicenda mentre si suona, usare delle candele accese come dildos e urinarsi addosso evidentemente non è così mal visto nel Regno Unito. Infatti per le Rockbitch i veri problemi cominciarono in Tour. In particolare in Svezia, dove un gruppo di femministe unitosi a un altro gruppo di ferventi cristiane boicottò un loro concerto. Da lì fu l’inizio del declino perché molti pub e locali di allupati dovettero rifiutare le loro esibizioni, pena il ritiro della licenza.

Le estreme esperienze live durarono comunque moltissimo: quasi 4 anni senza mai fermarsi (salvo per lo scioglimento avvenuto nel 2002). Col nuovo millennio, quel covo di streghe sexy ebbe solo il pubblico come compagnia maschile. Tony ”la bestia’‘ infatti lasciò la band nel 2000 per aspirazioni da produttore, lasciandole libere di accrescere la loro ”sorellanza”.

Momenti esilaranti e gli ultimi anni

Sempre a proposito di live, spicca in questo panorama dell’orrido un’esibizione fatta in una scuola media nell’97. No, non era una scuola di pervertiti, semplicemente adottarono per l’occasione uno stile più sobrio, privo di nudità, testi osceni, e persino con un nome esilarante e tutto nuovo scelto per l’occasione: Rocky Beaches.

Dal ritiro delle scene ad oggi, ciò che rimane della band (”Jo” la batterista è morta ormai da sette anni) vive con uno stile di vita comunitario e poliamoroso in una remota regione della Francia. A capeggiare questo squadrone del sesso ora c’è Lisa Wills, ex chitarra solista del gruppo, e la già citata suora della magia sessuale Suna Dasi, che da semplice ballerina provocante si è trasformata in madrina spirituale di una comune che ormai non cerca più nuovi adepti.

Un piccolo monito

Spiace sentirlo dire, ma oramai la congrega è al completo. E per sempre. Niente più Golden Condom, niente più momenti speciali nei camerini (avvenuti anche in Italia), niente mercificazione pubblica. Perché alla fine, il loro modo di fare era diventato solo carne per la gogna mediatica, e non aveva più senso sfoggiarlo pubblicamente. Quindi, se pensate di fare un viaggetto in Francia per andarle a trovare, potreste rimanere delusi dall’esclusività di queste GG Allin al femminile.

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