Lux Prima: l’indie trascendentale di Danger Mouse e Karen O

Un album celestiale e psichedelico, che porta l’indie sempre più in là.

Poteva un disco che unisce due artisti come Danger Mouse e Karen O non essere un capolavoro? La risposta, per chi li conosce, è scontata. E infatti Lux Prima, progetto collaborativo annunciato già dai due artisti mesi fa, è un album di statura qualitativa pericolosamente alta, pur essendo anche piacevole all’ascolto. Chiaro, non stiamo ascoltando Steve Reich, parliamo sempre di indie rock. Ma pure, per il genere, ci troviamo di fronte ad un album che tranquillamente si posiziona da subito tra le migliori uscite dell’anno 2019.

In Lux Prima si fondono le esperienze dei due artisti presenti. Danger Mouse, alias Brian Burton: produttore, musicista geniale, terzo componente non ufficiale dei Black Keys; e Karen O, voce degli Yeah Yeah Yeahs e uno dei volti più noti della cosiddetta New Rock Revolution di inizio millennio. La coppia interseca alla perfezione le proprie influenze ed il proprio bagaglio musicale, creando qualcosa di unico e completo allo stesso tempo.

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Karen O, Danger Mouse – Credits to Pitchfork.com

Il termine che verrebbe da utilizzare per descrivere Lux Prima è “trascendente”, anche se molti potrebbero ritenerlo fuori luogo. Si potrebbe anche parlare di un album filosofico, misterioso, tenebroso, ma anche sottile, tranquillo, pacatamente cogitativo. Non stiamo sparando termini a casaccio: Lux Prima è tutto questo, e anche di più. Già la title track, che introduce il disco, dà l’idea di un’opera che vuole andare più in là rispetto ad una semplice collezione di canzoni rock.

Lux Prima in latino significa “la prima luce”, cosa che ci riporta nientemeno che al mito cristiano della creazione. E infatti, ascoltando la canzone, si ha veramente l’idea di una lenta nascita del suono. Un cerchio si chiude con l’ultima traccia, complementare, che si intitola Nox Lumina: luci notturne, ma anche, girando intorno al latino, notte delle luci. Questo giusto per dare un’idea delle ambizioni tematiche e stilistiche del disco.

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A livello strettamente musicale, l’album mescola i seguenti generi: indie, soul, funk, e arrangiamenti classicheggianti. Il garage rock degli Yeah Yeah Yeahs viene in effetti quasi dimenticato, per perdersi nella perfezione produttiva di Danger Mouse; il quale, come suo solito, crea un unico panorama sonoro del quale tutti gli strumenti (e le voci) sono solo elementi costitutivi, non indipendenti. Ma la cosa funziona benissimo, specie in canzoni come Turn the Light, Woman, Drown, e la già citata Nox Lumina, che sono le migliori del disco.

Il vero peccato è che questo album passerà probabilmente molto inosservato, essendo poco soddisfacente a livello di ascolto: è un disco fatto di ombre e sfumature, che va esplorato e capito. Inoltre è “lento”, misurato, discreto. Ci rivolgiamo allo strettissimo numero di lettori che hanno deciso di aprire questa recensione: siete in pochi, purtroppo, e proprio per questo motivo non permettetevi di perdere gioielli musicali come questo.

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Danger Mouse, Karen O – Credits to The New York Times

Lux Prima segnala come la qualità musicale non si nasconda sempre nelle forme di musica radicale, e non debba neppure essere necessariamente anti-commerciale. Danger Mouse e Karen O hanno prodotto un album perfetto proprio perché equilibrato, che dice tutto senza dire nulla, che è grandioso proprio perché umile, modesto proprio perché ambizioso. Gemme del genere vanno assolutamente trascurate il meno possibile.

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Danger Mouse, Karen O – Lux Prima / Anno di pubblicazione: 2019 / Genere: Indie Rock