I migliori film sul disagio giovanile – Parte 2

Ritorno dal nulla

Secondo appuntamento con la rubrica dedicata al disagio giovanile. Se avete amato la Top 5 sul disagio giovanile, eccovi 8 nuovi cult che esplorano i recessi più oscuri di un’adolescenza ai margini: tra nichilismo, droghe, prostituzione, giovani assassini e le più svariate vie della perdizione.

Creature del cielo (Heavenly Creatures) di Peter Jackson, 1994

Molti anni prima de Il Signore degli AnelliPeter Jackson è solo un giovane regista neozelandese, conosciuto nell’emisfero underground per una coppia di horror demenziali: Fuori di testa (Bad Taste) e Splatters – Gli schizzacervelli (Braindead). E’ proprio con Creature del cielo (Heavenly creatures) che Peter Jackson segna un punto di svolta, scopre il successo internazionale e vince il Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Creature del cielo, infatti, è una delle opere più profondamente disturbanti sull’adolescenza, i suoi demoni, l’affetto morboso e potente che lega chi prima non conosceva altro che isolamento e solitudine. Un legame capace di diventare un mondo a parte, fatto solo di arte, musica e bellezza. E se dal mondo reale qualcuno proverà a intromettersi, la sua punizione sarà la morte.

Per altro, quella di Juliet Hulme e Pauline Parker è una storia vera, accaduta nel 1953, nella ridente cittadina di Christchurch. Il giovane Peter Jackson rivela un certo intuito per il successo. Per interpretare Juliet, che dopo aver scontato la condanna per omicidio diventerà una famosa scrittrice di gialli, il regista sceglie un’esordiente oltremodo promettente: Kate Winslet, destinata presto a imbarcarsi sul Titanic.

Thirteeen – 13 anni di Catherine Hardwicke, 2004

Anche Evan Rachel Wood (True Blood, Westworld) deve il suo primo grande successo alla struggente interpretazione di un’adolescente inquieta: la giovane Tracy di Thirteen – 13 anni. Al suo fianco c’è Nikki Reed, anche autrice della sceneggiatura, che racconta senza filtri la disperazione della sua vera adolescenza.

Nikki è la fantomatica cattiva compagnia, che trascina una timida scolaretta in un vortice di sesso, droga ed eccessi. Quando la conosce, Tracy è praticamente una bambina. Con la sua nuova amica, scoprirà invece popolarità, trasgressione, le attenzioni di quello che crede un affetto sincero. Ma quando decide di allontanarsi, Nikki deciderà di far scoprire a Tracy anche l’inferno del bullismo.

Leggi anche: I migliori 12 film sulla droga

thirteen - 13 anni

Wampyr (Martin) di George A. Romero, 1977

Sugli adolescenti esiste una regola d’oro: se le persone che amano li accusano ingiustamente , compiranno esattamente quel genere di azioni.

Su questa regola si fonda un piccolo capolavoro del 1977, firmato George A. Romero: Martin, distribuito in Italia con il titolo di Wampyr, rimontato da Dario Argento con una nuova colonna sonora di Goblin e Aldo Salvi.

John Amplas interpreta un diciassettenne orfano dei genitori, costretto a trasferirsi da uno zio nella piccola cittadina di  Braddock, in Pennsylvania. Peccato che il caro zio veda nel ragazzo la maledizione della loro famiglia, nonché la reincarnazione di Nosferatu il vampiro.

Tra violenti esorcismi (il prete è interpretato dallo stesso Romero), crocefissi e corone d’aglio, Martin inizia a confondere il confine tra vampirismo e un disperato bisogno d’amore. Scoprirà così che lamette e siringhe di narcotici sono anche migliori dei morsi, iniziando a colpire donne sole e inermi. Anni dopo, Romero indicherà Martin come il migliore dei suoi film.

Martin George A. Romero

Doom generation di Gregg Araki, 1995

Vera pietra miliare tra i film sul disagio giovanile è Doom Generation di Gregg Araki, capitolo centrale della trilogia della Teenage Apocalypse, iniziata con Totally Fucked Up e conclusa con il visionario Ecstasy Generation.

Rose McGowan è Amy Blue, scortata dai fidi Jordan e Xavier in un road movie a base di rave party, abusi di droga, sesso, crimini violenti, fino all’inevitabile, rocambolesca fuga dalla polizia.

Un ritratto in acido della generazione che ha archiviato rapidamente il grunge e l’eroina, per inaugurare l’era di techno, afterhour e droghe sintetiche: magiche formule che sanno trasformare la notte e i giorni in una festa apparentemente senza fine.

Leggi anche: I migliori 5 film mindfuck


Ken Park di Larry Clark, 2002

Tra la seconda metà degli anni ’90 e i primi 2000 Gregg Araki, Larry Klark e Harmony Korine realizzano i film più estremi, espliciti e disturbanti sulla realtà degli adolescenti americani. E se il cinema di Harmony Korine, Tra Gummo e Julien Donkey Boy, si fonda su un linguaggio grottesco e surreale, il fotografo Larry Clark sfida la sopportazione dello spettatore puntando a un realismo implacabile.

Esempio perfetto Ken Park: film che inizia con il suicidio del protagonista Shawn, prosegue con le sessioni di asfissia autoerotica del sadico Tate, mostra la vita infernale di Peaches, vestita da sposa dal padre, che rivede in lei la madre defunta, oltre allo squallore della baracca dove Claude è cresciuto tra una madre inebetita e un padre violento e alcolizzato.

Prima di Larry Clark, nessuno aveva mai mostrato l’assolata, ricca California sotto una luce tanto impietosa.