Benedict Cumberbatch e la difficoltà di interpretare Patrick Melrose

Benedict Cumberbatch spiega come l'interpretazione di Patrick Melrose sia stata la cosa più dura che abbia mai affrontato

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Patrick Melrose

Attenzione l’articolo potrebbe contenere spoiler

Patrick Melrose, la miniserie in 5 episodi trasmessa su Sky Atlantics, in poco tempo ha stregato i suoi spettatori. Un perfetto equilibrio tra dramma e comicità non solo per la storia riadattata dagli sceneggiatori: David Nicholls ed Edward Berger, ma, soprattutto, grazie alle impressionati capacità recitative dell’attore Benedict Cumberbatch.

Tratta liberamente dai romanzi di Edward St Aubyn, la serie racconta di Patrick Melrose (Benedict Cumberbatch), il rampollo di una famiglia aristocratica, mentalmente instabile e tossicodipendente. La sua vita è resa ancor più problematica dalla morte del padre, che fa riaffiorare nella sua mente le violenze subite e demoni del passato con i quali si scontra nuovamente.

Da Doctor Strange al detective Sherlock, Cumberbatch, per l’ennesima volta, dimostra di essere un artista istrionico. Infatti, l’attore britannico, non solo riesce a reinventarsi nei panni di un tossicodipendente problematico, ma riesce a farlo con una tale naturalezza che la sua performance è stata premiata con la sesta nomination agli Emmy.

Un talento naturale, sicuramente. Ma, anche un grande studio di personaggio che lo stesso attore ha voluto fortemente interpretare. Innamoratosi, dopo aver letto i libri su consiglio dell’amico Patrick Kennedy:

“È stata più dura addirittura di Parade’s End (miniserie del 2012). Patrick Melrose è un uomo brillante e divertente. Che riesce a trovare la via della salvezza nonostante la sua vita sia stata devastata fin da subito, tanto da portarlo quasi a suicidarsi nella sua tossicodipendenza. È una storia di speranza, con grandi svolte drammatiche. Ci si trova davanti alla miglior finestra sulle estreme condizioni della vita”.

Anche nei panni di produttore della serie, Benedict Cumberbatch ha ammesso di non esser stato colpito tanto la tossicodipendenza, quanto più dall’anima nascosta di Patrick Melrose. Ed è proprio sulla natura ironica e fragile di Patrick, che l’attore ha puntato la sua interpretazione:

“Non sai mai bene quello che puoi fare. alle volte pensi ‘So chi è quella persona, voglio renderle giustizia’. Ma non era questo il caso. Il cuore del soggetto era qualcosa che pensavo di conoscere in qualche modo. Ho cercato di portare questo dentro la testa pensando alla prospettiva di un personaggio unico e straordinario che ha sofferto troppo”.

Seguendo i vari libri, Nicholls e Berger, hanno deciso di sfruttare per il primo episodio il secondo volume del ciclo scritto da Edward St Aubyn: Bad News. Qui il 22enne Patrick, completamente strafatto, arriva a New York per il funerale del padre (Hugo Weaving) e finisce per strusciarsi  sul pavimento come una foca urlante:

“Dai libri hai un punto di vista così soggettivo che il cuore ti batte fortissimo. Come attore è stata una sfida straordinaria vivere tutto questo. Ma la soddisfazione di averlo fatto è ancora più grande”.

Inoltre Cumberbatch ha affermato che, per realizzare la miniserie, è diventato un esperto conoscitore di tutti quanti gli effetti delle varie sostanze (sempre senza provarle). Grazie anche alla consulenza con due ex tossicodipendenti che lo hanno aiutato a rendere ancor più veritiere le dipendenze di Patrick.

Tratteggiare un uomo difficile e complesso è stata la sfida che, però, Cumberbatch ha vinto. Anche in quella che ritiene esser stata la scena più difficile che ha girato:

“Quella in cui mi ritrovo chiuso in una camera di un hotel e sono costretto a fare i conti con le mie paure e dipendenze. Anche le scene di litigio con mia madre e mio padre sono state molto dure. D’altronde ogni cosa riporta lo spettatore all’evento drammatico che Patrick Melrose subisce da bambino e che si ripercuote sulla sua intera esistenza”.

Riassumere le tante sfumature della storia di un personaggio tossicodipendente, ironico, che si sposta tra Francia, Inghilterra e la New York degli anni Ottanta, non è facile. Sintetizzare una vita così variegata, fatta di alti e bassi che sia un foglio di un libro o una frame, è un’impresa. Tuttavia se Edward St Aubyn è stato abile a scrivere e raccontare questa storia, Benedict Cumberbatch lo è stato altrettanto nell’interpretare Patrick Melrose.

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