Mirkoeilcane: il suo secondo album oltre Stiamo tutti bene

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Mirkoeilcane

Il nuovo che avanza.

Con la sua partecipazione al festival di Sanremo nella Sezione Giovani  con la canzone Stiamo Tutti Bene di quest’anno Mirkoeilcane ha, con discrezione, attirato l’attenzione della critica e soprattutto di un pubblico più ampio.

Quest’ultimo non di facile convincimento vista la concorrenza tra i Giovani del ritmico ed orecchiabile Mudimbi e del giusto compromesso tra pop e autorialità di Ultimo (uscito vincitore). Mirkoeilcane ha inoltre raccolto numerosi riconoscimenti, tra cui quello per il Miglior Testo dell’intero Festival.

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Stiamo tutti bene.

Eppure Stiamo Tutti Bene richiede un ascolto attento, non può permettersi di piacere a chi lo ascolta distrattamente, scorrendo come un flusso (non che sia qualcosa a cui ambire). Con quel suo parlato, ben lontano dal rap a cui le nostre orecchie sono ben più abituate, poggiato su un ritmo ed un arrangiamento complesso e tutt’altro che scontato.

E’ una canzone il cui apprezzamento è strettamente legato al contenuto del testo. Anche quella che potrebbe sembrare una scelta facile, ammiccante, del tema scottante e attuale delle migrazioni e delle tragedie in mare, è in verità una scelta tutt’altro che sicura di successo: per scivolare nella retorica e nella banalità ci si può impiegare un tempo minore della durata dell’intera canzone.

Invece Mirkoeilcane, attraverso alcune scelte, dà segno di grande coscienza, scrittura e creatività, nonostante la canzone nasca da un racconto fattogli direttamente da una persona che quest’esperienza l’ha vissuta. Innanzitutto balza subito all’orecchio la scelta di usare il punto di vista di un bambino e di scrivere in prima persona; inoltre è interessante notare la scelta del più comune dei nomi propri italiani: “Ciao, mi chiamo Mario..”, un modo semplice e discreto per dichiarare il più semplice e giusto ideale: non esistono confini. Sulla stessa linea anche la passione del bambino per il calcio. Questo ed il linguaggio semplice quasi colloquiale. Tant’è che non si evince immediatamente il vero tema della canzone.

La bellezza del testo di Mirkoeilcane è nell’equilibrio tra semplicità e la facilità con la quale il sottotesto emerge.

E non risulta stucchevole neanche l’illusione del bambino, che sembra non capire bene la realtà delle cose, di non capire la tragedia che si compie nel tragitto (visto come viaggio di vacanza e non come fuga e la morte vista come sonno) un po’ ricordando nella poetica lo stesso motore de La Vita E’ Bella di Benigni.

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Il secondo album “Secondo me”

Questa canzone va ad inserirsi nel secondo album di Mirkoeilcane, dal titolo Secondo Me, che segue il buon disco d’esordio dal titolo Mirkoeilcane del 2015.

La canzone, durante la presentazione al festival, faceva intuire due cose a chi non lo conosceva ancora: una grande capacità di scrittura, sia nel dramma che nell’ironia, ed un’ottima coscienza musicale. Nell’album queste due  trovano pieno riscontro.

L’ironia colora tracce come Se Ne Riparla a Settembre, parabola di una nascita e dello sviluppo di una relazione nel corso di un anno e della tendenza al credere legittime le tentazioni estive. Gusti è una rassegna di personaggi e dei rispettivi gusti musicali, riuscitissima nei passaggi dall’uno all’altro (un personaggio per strofa) e nella critica verso quei gusti non sinceri e di facciata. La riflessione sulla musica prosegue in So’ Cantautore, in cui fa utilizzo anche del dialetto romanesco ma non eccessivamente stretto. A Roma, provenienza evidente di Mirkoeilcane, rende omaggio in Da Qui.

La vera perla dell’album è la canzone Beatrice, storia di un amore nato in gioventù e sgretolatosi nella passione e nella “curiosità” con l’età adulta.

E’ una canzone che sorprende per la maturità soprattutto sonora, per il testo e da cui è meraviglioso lasciarsi sorprendere, quindi meglio non aggiungere altro. Di una cosa vi avvisiamo però: ascoltandola c’è il rischio di commuoversi.

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Maturità sonora e musicale, appunto. Gli arrangiamenti sono ottimi, con tendenze verso il rock ed il folk e le canzoni alternano spesso semplicità a complessità nella costruzione. In pieno stile cantautorale.

Influenze: una nuova scuola cantautorale?

A tal proposito, in coda, è interessante riflettere sulle influenze ed i modelli di Mirkoeilcane, da cui si può trarre una riflessione più generale. Leggendo alcune sue dichiarazioni ma soprattutto ascoltando, emerge una forte influenza ad esempio di Daniele Silvestri sull’opera di Mirkoeilcane.

In effetti tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono di cui sopra appartengono anche allo stesso Silvestri, oltre che più in generale a quella che potremmo definire la seconda generazione (Silvestri stesso, Fabi, Consoli, Gazzè, Cristicchi ecc.) di cantautorato italiano, se decidiamo di accorpare in unico primo ed incredibile gruppo i cantautori che vanno cronologicamente dalla scuola genovese di inizio anni ’60 (Paoli, Tenco, De Andrè ecc.) fino a Dalla, Guccini, Fossati, De Gregori di anni ’70 inoltrati ed oltre, passando per tutti gli altri noti e notevoli.

Una seconda generazione che ha attinto dai miti della prima e che ora sta iniziando a diventare scuola per una nuova e più giovane generazione.

 

 

Risultati immagini per mirkoeilcane secondo meGenere: Pop
Anno pubblicazione: 2018

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