I migliori 10 MacGuffin della storia del cinema

Psycho (1960) Alfred Hitchcock – I 40.000 DOLLARI

Migliori 10 Macguffin

Non sarebbe possibile fare un articolo sui MaCguffin senza citarne il re indiscusso. Hitchcock ha fatto di questo trope il suo marchio di fabbrica. Giusto per citare un altro esempio: il campione di uranio in Notorious, ma ci fermiamo qui perché Hitchcock meriterebbe un articolo a parte.

Tutto all’inizio della storia in Psycho ci dà modo di credere che il centro della vicenda ruoti attorno alla busta con i soldi rubati da Marion. A conferma di ciò vi sono le continue inquadrature della busta, che portano lo spettatore a concentrare l’attenzione su quella che inizialmente ci appare come la storia di una donna che dopo aver compiuto un furto vuole scappare dalla sua vita. Ovviamente Hitchcock gioca sapientemente con lo spettatore, depistandolo e concorrendo a coltivare una falsa aspettativa, troncandola bruscamente e ribaltandola in modo totale nella seconda parte del film, dove appare chiaro che l’espediente dei soldi rubati non era altro che una scusa per introdurci nel vero e spaventoso centro della storia.

 

Mulholland Drive (2001) David Lynch – La scatola

Migliori 10 Macguffin

Nel suo libro In Acque Profonde, è David Lynch a dichiarare che la scatola blu è un MacGuffin, e pertanto, priva di significati. Il solo scopo della scatola, è quello di proiettare lo spettatore fuori da quello che è il sogno allucinato di Diane, rivelandoci l’illusorietà della prima parte del film.

Pertanto, la scatola, che inizialmente sembra essere la chiave di volta per comprendere il mistero, ha soltanto la funzione di svegliare lo spettatore dal torpore di ciò che ha visto fino a quel momento. Infatti dopo l’apertura della scatola, lo spettatore si ritrova all’interno dell’appartamento di Diane, e ciò che vede è proprio lei che dorme sul suo letto. Anche il cowboy è un Macguffin, e quando dice “Hey bella ragazza, è ora di svegliarsi”, non si riferisce solo a Diane, ma anche a chi guarda, cioè allo spettatore, che per tutto il tempo ha assistito a nient’altro che a un sogno (per una spiegazione più approfondita si legga l’analisi del film).