Band in Italy – 3 ascolti fondamentali per conoscere i Bluvertigo

Bluvertigo

I Bluvertigo sono stati tra i maggiori protagonisti della scena musicale italiana degli anni Novanta.

Anche questa settimana, nella nostra rubrica Band in Italy, torniamo a parlare delle band italiane che maggiormente hanno influenzato il panorama musicale nostrano negli ultimi decenni.

Anche per i Bluvertigo gli ascolti saranno tre.

1. Un brano pubblicato nei primi anni di attività.

2. Un singolo rappresentativo, scelto sull’intera discografia.

3. Una canzone dell’ultimo album per evidenziarne la dinamica evolutiva.

I Bluvertigo nascono a Monza all’inizio degli anni Novanta, dalle idee di due ottimi musicisti: Marco Castoldi, in arte Morgan, e Andrea Fumagalli, in arte Andy. Ai quali si aggiungono Sergio Carnavale e Livio Magnini.

Dopo aver collaborato in diversi progetti nella seconda metà degli anni Ottanta e aver provato diversi nomi, i Bluvertigo debuttano con l’album Acidi e basi pubblicato dall’etichetta indipendente Mescal nel 1995.

I testi sono originali, fantasiosi e innovativi. Pur ispirandosi lievemente al cantautorato italiano, si caratterizzano per la particolarità degli argomenti trattati e per la capacità di criticare e demolire i dogmi della religione e della società, senza mai risultare banali. Ciò è evidente in canzoni come Iodio, L’eretico, Altre forme di vita, La Crisi.

La musica è un insieme variegato di idee, stili e generi. Un genere tutto loro, caratterizzato da influenze New Wave, Rock, Elettronica, Funky. Il tutto si amalgama perfettamente nella maggior parte dei brani dei Bluvertigo. Morgan e compagni non hanno mai negato di essersi ispirati ad alcuni dei loro artisti preferiti, tra i quali troviamo il maestro Franco Battiato, David Bowie, Lou Reed, Depeche Mode, Duran Duran, King Crimson (citati anche nella copertina del primo album Acidi e basi).

Andiamo ora ad ascoltare le tre canzoni scelte per rappresentare la band.

1. Iodio – Acidi e basi (1995)

“Bisogna sempre per forza parlare d’amore?

Bisogna sempre comunque far nascere il sole?

È necessario far credere di fare del bene?

È necessario alle feste donare le rose?”

Acidi e basi è un album che mette in chiaro fin dal principio le intenzioni della band di Monza. Sperimentare, inventare, stimolare e suonare bene sono gli obiettivi alla base di quest’opera prima.

I testi sono ironici, intelligenti e divertenti. Lo spirito critico non manca, ma con lo stile dei Bluvertigo non risulta affatto noioso. 

Tra i migliori brani del disco troviamo Vivosunamela, L’eretico, I still love you.

Odio – e questa è una canzone sull’ 

Odio – un sentimento umano e duraturo” 

Iodio è il primo singolo del disco e riesce subito a catturare l’attenzione degli ascoltatori. Il testo si prende gioco della tendenza sdolcinata della società a considerare soltanto i sentimenti positivi, demonizzando e occultando l’esistenza dell’odio. Non esiste solo l’amore, l’essere umano prova sinceramente anche odio, anche se, come dice il brano, è scomodo parlarne.

L’inizio è volutamente lento e dolce per creare l’atmosfera ideale con il suono della chitarra acustica. Il ritornello esplode poi con forza nel grido di odio, in cui vengono elencati i diversi destinatari dell’odio di Morgan.

2. Altre forme di vita – Metallo non metallo (1998)

“Se non esistessero i fiori, riusciresti a immaginarli?

Se non esistessero i pesci, riusciresti a immaginarli?”

Metallo non metallo è l’album che porta al grande successo di pubblico e critica i Bluvertigo. Si tratta di un lavoro dalla grande forza comunicativa, dal suono innovativo e intrigante. È con questo disco che la band riesce a definire e ad affermare a pieno il proprio sound, ricco di influenze, certamente tra i più originali e innovativi del decennio musicale italiano.

Tra i migliori brani del disco troviamo Cieli neri, Fuori dal tempo, Oggi hai parlato troppo, Il mio malditesta.

“Però mi sembra strano

Che solamente noi

Siamo stati generati dal caso.”

Altre forme di vita è un capolavoro sia dal punto di vista musicale, che dal punto di vista concettuale. Un testo divertente in cui si prende per assodata l’esistenza di altre forme di vita oltre quelle terrestri. Una critica alla religione cattolica e alla visione uomo-centrica dell’universo in cui si dà per scontata la nostra enorme rilevanza a livello intergalattico. Una base dal ritmo rapido e coinvolgente, con gli effetti ideali per costruire l’immagine di un universo ricco di forme di vita extraterrestri.

3. La crisi – Zero (1999)

“Sto vivendo una crisi

e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va

sto vivendo una crisi

e una crisi è nell’aria ogni volta che mi sento solo”

Zero è l’ultimo album di inediti pubblicato dai Bluvertigo. In seguito la band parteciperà a Sanremo con il singolo L’Assenzio (The power of nothing), lanciando per l’occasione l’album raccolta di successi Pop Tools.

Zero è un disco con il quale la band, pur non raggiungendo la completezza e l’originalità artistica del predecessore, ottiene comunque un buon risultato. Ci sono molti pezzi interessanti come Zero, Sono=sono, Sovrappensiero.

“Molto spesso una crisi è tutt’altro che folle 

è un eccesso di lucidità 

sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi 

resta qualche traccia”.

La crisi è una delle migliori canzoni dei Bluvertigo. Un pezzo volutamente pop, tanto leggero quanto significativo. Il testo prende in analisi la crisi, considerando tutti gli aspetti che la caratterizzano, fino ad arrivare alla conclusione.”Una crisi è tutt’altro che folle, è un eccesso di lucidità.”

Nonostante gli atteggiamenti e le performance televisive di Morgan degli anni seguenti, nonostante il ritorno a Sanremo col singolo Semplicemente non abbia raggiunto le aspettative dei fan storici, i Bluvertigo, con la loro sperimentazione e la loro innovazione, rimarranno sempre un pilastro della musica italiana degli anni Novanta.