Le Storie della Scimmia: Kubrick e il finto atterraggio sulla Luna

Stanley Kubrick nel 1968 girò 2001: Odissea nello Spazio mostrando al mondo una delle più importanti opere fantascientifiche in assoluto

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Stanley Kubrick coinvolto nel Complotto Lunare?

La storia che andremo a vedere oggi non è su 2001: Odissea nello Spazio, e neanche su Shining oppure su qualsiasi altra opera di Stanley Kubrick.

Il filmato preso in esame è l’allunaggio del 20 Luglio 1969, quello in cui si vedono gli astronauti Neil Armstrong Buzz Aldrin che calpestano il suolo lunare.

Fin qui tutto normale, nulla di strano all’orizzonte. La scienza ha più volte dimostrato che l’uomo è stato effettivamente sulla Luna, che tutta la missione Apollo 11 è altrettanto effettivamente avvenuta dando la possibilità ad Armstrong e Aldrin di calpestare il suolo lunare. Noi però amiamo le storie, siamo appassionati di cinema e ogni racconto ci incanta e ci lascia sognare. A noi, nonostante tutto, piace la storia che vede coinvolto Kubrick nell’allunaggio, ci piace poter immaginare che il regista lo abbia fatto per salvare suo fratello, bollato come comunista negli States. Sì perché gli Stati Uniti, nonostante la loro retorica dell’esportazione della Democrazia hanno una costante paura del nemico interno.

Andiamo con ordine però, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Stanley Kubrick nel 1968 realizza 2001: Odissea nello Spazio, facendo vedere attraverso questo film di fantascienza (seppur definirlo così è riduttivo), la possibilità che ha il cinema di poter rendere assolutamente credibile qualcosa che in realtà è frutto di effetti speciali di prim’ordine. Soprattutto se vicino al regista associamo il nome di Douglas Trumbull.

Chi è Trumbull? Mr. Trumbull è tra i più illustri effettisti del mondo. Le collaborazioni che ha avuto durante la sua lunghissima carriera spaziano da 2001: Odissea nello Spazio, passando per la pellicola Blade Runner e fino ad arrivare a Incontri Ravvicinati del terzo tipo. Quindi, non proprio un neofita. Ma anche Star TrekAndromeda e altri anche più recenti.

Il 20 Luglio 1969 parte un razzo dalla base di Cape Canaveral chiamato  Saturno 5 che dovrebbe portare in orbita la navetta lunare Columbia.

Bill Kaysing, nel suo libro Non siamo mai andati sulla Luna, sostiene che in realtà quel Saturno 5 parte vuoto. Non c’è nessuno a bordo, è tutto finto. Tant’è che, sempre seguendo le sue teorie, sostiene che il Saturno sia andato a cadere nell’Oceano Artico. Tutto questo, dopo essere sparito dagli occhi indiscreti di chi lo stava osservando da terra (comprese le telecamere). Viene successivamente recuperato e buttato nel Pacifico, dove avrebbe dovuto cadere se tutto fosse stato vero. Ma per Kaysing tutto è una farsa, nulla di vero è avvenuto quel fatidico 20 luglio 1969. Fanno trascorrere del tempo e, dopo la proiezione del famoso filmato, vanno a recuperare anche i 3 astronauti (compreso Collins che rimase in orbita e pilotò l’astronave per il rientro sulla Terra).

Ecco il servizio della Rai del 1969

La gente, in particolare gli americani, sono eccitati all’idea di quanto appena visto in tv. Basti ascoltare la trasmissione Rai per capire cosa stesse succedendo in quel periodo in Italia, di come la gente stesse reagendo. Visibilio, eccitazione e felicità.

Ciò che è stato trasmesso, però, è tutto falso. È un film diretto da Stanley Kubrick. Il regista era la persona più adatta, insieme al sopracitato Trumbull, per realizzare una passeggiata lunare realistica e convincente. Kubrick accetta per soldi? No. Accetta perché la CIA inizia a ricattarlo. Il fratello Raul è un comunista, iscritto al Partito Comunista. Una posizione così netta potrebbe nuocere gravemente alla carriera del cineasta. Ci basti vedere la storia di Dalton Trumbo per capire cosa volesse dire essere comunista e lavorare nel cinema. Certo, stiamo parlando di quasi venti anni prima ma i retaggi ancora si sentivano. Il maccartismo ha sempre avuto i tratti della caccia alle streghe.

Oltretutto la NASA cede a Kubrick il brevetto per un’ottica rivoluzionaria per la sua macchina da presa con cui il regista girerà Barry Lyndon.

La Teoria del Complotto Lunare viene rinforzata anche da un film, chiamato Capricorn One, in cui tre astronauti devono atterrare su Marte. In realtà però, tutto è finto e ciò che si apprestano a girare è un film. Un film che deve essere presentato al pubblico. Togli Marte, metti la Luna ed ecco che esce perfettamente la Teoria sopracitata.

A dare man forte ai complottisti c’è anche la cancellazione dei nastri originali dell’allunaggio. La NASA li ricicla insieme ad altre cassette. Dunque, ciò che abbiamo è una copia degli originali ma non gli originali. Oltre alle ombre, che dovrebbero essere scurissime e di stessa gradazione. Invece nel video è possibile vederle diverse. Oltre al vento, che avrebbe dovuto essere assente mentre invece vediamo sventolare la bandiera. La polvere che rotea, seppur in assenza di gravità ciò non sia possibile.

Errori che Kubrick, si dice, abbia fatto volontariamente: una roccia con una C sopra, come se fosse un marchio di fabbrica. Quindi la volontà di mostrare un oggetto scenico. Una bottiglia di Coca Cola, mostrata in Australia (dove il segnale video è arrivato prima dando il tempo, forse, ai tecnici di ripulire la scena).

E le rocce che vengono dallo spazio?

Wernher Von Braun, durante le sue missioni in Antartide avrebbe recuperato queste rocce e le avrebbe donate al governo statunitense affinché lo tutelassero, essendo stato uno dei capisaldi dello sviluppo missilistico della Germania nazista. In Antartide si sono schiantati molti meteoriti.

Perché fare ciò?

I motivi principali che hanno portato gli americani a creare una storia del genere sono due fondamentalmente:

  • Guerra Fredda, riuscire a recuperare terreno sui russi che stavano vincendo la corsa allo spazio
  • Il Vietnam, per distrarre la popolazione dalla rovinosa disfatta

Noi, proprio come voi, non possiamo giudicare. Non possiamo sapere se l’uomo sia andato o meno sulla luna, possiamo soltanto amare la storia che ruota intorno al Moon Hoax, detto in inglese, ovvero la Frottola della Luna. Quella che vede uno dei cineasti più amati coinvolti in uno dei più grossi passi che (forse) l’umanità ha compiuto.

 

 

4 Commenti

  1. “Non possiamo sapere se l’uomo sia andato o meno sulla luna”

    Non so se lo dici seriamente, ma se è cosi posso toglierti il dubbio. Sì che possiamo. Ho intervistato Trumbull, che ha detto chiaramente che con gli effetti speciali del 1969 sarebbe stato impossibile falsificare le riprese delle missioni lunari. Per cui devono essere reali.

    Le altre prove che ci siamo andati: https://lunasicisiamoandati.blogspot.ch/2017/12/3-le-conferme-degli-sbarchi.html

  2. Ciao Paolo, grazie per il commento. Lo dico seriamente, nel senso che come ribadito più volte nell’articolo la Luna non è il mio campo. Non sono interessato a sapere se ci siamo andati o meno, però posso dirti che mi ha da sempre affascinato la storia che lega uno dei più grandi cineasti di sempre ad una bella tesi del complotto. Tesi, per l’appunto. Mi piace pensare che ci siamo andati, ma allo stesso tempo mi piace anche la storia di Kubrick che gira un film e dell’effettista Trumbull che ricrea l’ambientazione. Ho letto anche altri articoli che parlavano di allunaggi successivi al ’69; ovvero, nel ’69 effettivamente non ci siamo andati ma ci siamo andati successivamente. Ti apprezzo e seguo le tue pubblicazioni ma nel marasma della rete mi è sfuggita la tua intervista a Trumbull. Potresti mandarmela in qualche modo? Ti ringrazio Paolo!

    • Ciao Nicola,

      la tesi kubrickiana si scontra con un problema fondamentale: se fosse stato davvero Kubrick a girare le immagini dei sei allunaggi, sarebbero molto più belle! E conoscendo il suo perfezionismo, avrebbe insistito per girarle “on location” 🙂

      La mia intervista a Trumbull è qui: https://attivissimo.blogspot.ch/2013/08/incontro-con-douglas-trumbull-maestro.html

      L’idea “primo viaggio falso, successivi veri” è carina, ma si scontra col fatto che il secondo viaggio fu fatto appena quattro mesi dopo il primo.

      Ciao,

      Paolo

  3. Si, moltissimi infatti contestano il fatto che l’abbia girato effettivamente lui per il suo perfezionismo che definirlo maniacale è un eufemismo.

    Grazie Paolo, la leggerò senz’altro! Ti auguro una buona giornata e spero di averti in commenti successivi sui vari “Gomblotti” cinematografici 🙂

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