Dietro il concept: Fantômas

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Approcciarsi ai Fantômas non è semplice. La folle big band capitanata da Mike Patton stravolge ogni tipo di chiave musicale conosciuta.

Per chi (pochi, si spera) non lo conoscesse, Mike Patton è uno dei musicisti più prolifici di sempre.
Il suo eclettismo e l’assurdo range vocale nel corso degli anni l’hanno confermato come una delle punte di diamante della scena avant-garde, grazie a continue uscite discografiche e side project sempre al vertice della sperimentazione.

Fantômas sono quella che si può definire la vetta del suo delirio onirico, fatto di campionamenti schizofrenici e una totale strumentalizzazione della voce.
Un vero e proprio supergruppo, formato da “King” Buzz Osborne (Melvins) alla chitarra, Dave Lombardo (Slayer) alla batteria, Trevor Dunn (Mr. Bungle) al basso.
Partendo da una base Metal, Patton e soci sperimentano a piene mani il concetto di sonorizzazione, fondendo una vasta gamma di generi a deliranti campionamenti elettronici e vocali.

In questo secondo appuntamento con la sintesi dei Concept album, vi parleremo infatti non di uno, ma di ben quattro concept sfornati dalla band nella loro carriera.
Quattro esperimenti nel delirio, volti a far fermare l’ascolto più volte per chiedersi cosa diavolo si stia ascoltando.

Buona Lettura.

 

Fantômas (1999)

La sonorizzazione del primo fumetto sulle avventure di Fantômas, celebre criminale letterario da cui la band prende il nome, è il primo degli stravaganti concept pensato da Patton.
Un fumetto trascritto in musica, dove ogni brano è titolato dal numero di una delle trenta pagine.
Una serie di picconate brutali alle basi del rock di stampo classico, sgretolato e ricostruito in un marasma proto-metal con contorno di follia vocale Patton-Style.
Questo primo disco dei Fantômas è tanto schizofrenico quanto affascinante.
Una sorta di delirio logico, assemblato in microstrutture e bombardato nelle nostre orecchie senza pietà.

Fantômas minaccia il mondo.

The Director’s Cut (2001)

Confondere e Sorprendere.
Nel loro secondo concept, i Fantômas rivisitano celebri colonne sonore del mondo del cinema nel loro folle stile.
Affrontare mostri sacri come Cape Fear, Twin Peaks Rosemary’s Baby non è compito facile, ma Patton entra a piedi pari nel cuore delle composizioni e le stravolge totalmente.

Abbiamo Il Padrino, che potrebbe essere tranquillamente una ghost-track di un album degli Slayer; Una Der Golem che più Doom-metal non si può; Una Charade in chiave così distorta che persino Henry Mancini non la riconoscerebbe.

La voce di Patton tocca picchi sonori umanamente inconcepibili.
L’ugola di Mike vomita urla contorte provenienti dal buco più profondo dell’inferno, per poi trasformarsi nel timbro caldo del miglior crooner jazz, concludendo con tonalità da voce bianca.

Un disco da riascoltare ossessivamente.

Delìrivm Còrdia (2004)

Si può descrivere l’ intera di vita di un uomo, dalla sua nascita fino alla sua morte sotto i ferri di un’ operazione chirurgica in musica?

I Fantômas l’ hanno fatto, e il risultato va oltre il concetto di musica.
Delìrivm Còrdia è un album che contiene una sola traccia.
Una sola composizione di 74 minuti di Ambient, psichedelia, accordi doom subito troncati da loop e rumori campionati lisergici, voci distorte e angoscianti, cori litugici.
Ma sopratutto, estasi avant-garde come solo Mike Patton è capace di crearla.
Patton infatti fa della sua voce uno strumento, campionando cori, urla e sospiri in loop oscuri e schizofrenici oppure aggiungendo tastiere e canti corali in risonanze ad alto impatto emotivo.
Ne viene fuori uno straordinario equilibirio, cha accompagna l’ ascoltatore in racconto lisergico e paronoico, alternando  momenti di calma interiore e serenità a fasi oscure e disturbanti.


Questo non è un album per chi vuole ascoltare musica, è un album per chi vuole sperimentare la musica come sensazione emotiva.
Non è possibile cercare di dare un senso alle composizioni di Patton, bisogna farsi catturare dal loop e assecondare la nostra mente alla musica.

 

Suspended Animation (2005)

Il quarto e dissacrante album dei Fantômas ha come concept la fusione delle colonne sonore dei cartoni animati e il mese di Aprile.

In ognuna delle trenta tracce, tutte titolate con giorno e numero del mese di Aprile 2005 e raramente sopra i 90 secondi di durata, Patton e soci ricamano un tessuto sonoro di follia.
Schegge di grindcore demenziale, così improvvise che l’orecchio dell’ascoltatore non fa in tempo ad abituarsi, che subito qualcos’altro richiama all’attenzione.

Se Director’s Cut svelava la passione di Patton per il cinema, Suspended Animation ne rivela quella per la j-pop culture, fatta di videogames,manga e stravaganza.
A supporto di tale idea, l’artwork e le immagini del disco (che è a tutti gli effetti un calendario, con tanto di linee tratteggiate per le pieghe) sono opera di Yoshitomo Nara, celebre pop-artist degli anni Novanta.

 

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