David Fincher contro Marvel Studios: “i registi non hanno libertà creativa”

David Fincher contro Marvel Studios
Il regista David Fincher
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David Fincher contro Marvel Studios: “i registi non hanno libertà di creare”

Durante un’intervista promozionale della nuova serie tv “Midhunter” targata Netflix, il regista ha dichiarato le sue perplessità riguardo il metodo di lavoro adottato dagli Studios. Il problema gira attorno alle scarse libertà concesse ai registi dei film Marvel, che non sono liberi di esprimere il loro potenziale artistico a causa di un regolamento eccessivamente rigido.

Fincher auspica un cinema diverso

Riportiamo di seguito un estratto dell’intervista “C’è un largo gruppo di autori di talento, ma non credo che abbiano sufficiente libertà creativa lavorando per Marvel. Credo che se potessimo creare per loro una base di storie profonde, complesse, adulte, interessanti, impegnative e coinvolgerli nella regia, potrebbero dimostrare di sapersi muovere al di fuori dei canonici tre atti. Esiste anche un cinema al di fuori delle regole rigide che non deve durare due ore e mezza e concludersi con un colpo di scena, viviamo in un periodo molto emozionante”.

Fincher in effetti non ha tutti i torti, dato che la Marvel ha creato un sistema in cui Kevin Feige è l’unico uomo al comando, ed è lui a dettare i tempi, lo stile e le scelte dei registi.

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David Fincher contro Marvel Studios
Kevin Feige, il n° 1 dei Marvel Studios

Sarebbe proprio questo modo di lavorare ad aver spinto Feige a scegliere dei registi di talento ma giovani, per le fasi 2 e 3  della Marvel Cinematic Universe. Così facendo ogni film prodotto si inserisce nell’insieme composto da tutti gli altri film Marvel, dando vita ad un meccanismo per cui ogni film è semplicemente meglio o peggio di quello precedente, senza riuscire però a rappresentare una novità. La cosa terribile è che in questo modo non solo non si contribuisce all’evoluzione dell’industria cinematografica, ma si tarpano anche le ali ai giovani talenti di Hollywood, che spesso non riescono ad inserirsi in un ambiante così difficile, che non permette loro di esprimere il proprio potenziale.

Fonti: movieplayer.it; Badtaste;