Interstellar vince il Premio Nobel per la Fisica

Kip Thorne e la sua squadra di fisici hanno vinto il Premio Nobel per la Fisica. Il lavoro scientifico svolto è alla base di Interstellar.

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Interstellar oltre il Premio Oscar: è da Nobel!

In barba a tutti quelli che hanno cartabollato il film come un’esagerazione, una tiratura per i capelli di concetti assurdi, e sopratutto che lo hanno silurato cinematograficamente, Interstellar si è aggiudicato il Premio Nobel per la Fisica.

O meglio, Kip Thorne, Reiner Weiss e Barry Barish, tutti e tre studiosi delle onde gravitazionali, si sono aggiudicati il prestigioso encomio. Thorne ha collaborato fianco a fianco con Nolan durante la stesura della sceneggiatura, per rendere Interstellar il film di fantascienza più aggiornato sul tema che si potesse realizzare.

I tre, e Interstellar, hanno letteralmente dato all’umanità nuovi occhi per leggere l’universo come mai fatto fino adesso. Questo è stato uno degli encomi riconosciuti agli studiosi.

Il trio è quello che ha reso possibile, grazie al macchinario di loro invenzione, gli interferometri laser, la captazione delle onde gravitazionali arrivateci da molto molto lontano (e non dalla Lucasfilm!). La scoperta ci permette ora di capire con precisione la distanza e la natura dei movimenti, se si tratta di supernove o buchi neri.

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L’amore è quantificabile!

Dov’è che Interstellar interviene in tutto questo? Beh, Thorne & Co., con lo zampino di Nolan, hanno esaminato con cura tutti i fenomeni che avrebbero potuto creare tanta energia da increspare ed attivare il tessuto dello spazio-tempo. Vi dice niente la parola Wormhole?

Pronti a lasciare il nostro sistema solare?

Ai meno contenti per questa notizia si contrappongono i sostenitori sfegatati di quello che vorrebbero il film come un capolavoro. Ora, forse, abbiamo la conferma che lo è veramente, per il senso alle cose che potrebbe dare, qui, o in un’altra Galassia!

Che il secondo capitolo sarà il Nobel alla Poesia? D’altronde, buchi neri, Wormhole, tesseracht, Thorne e Nolan a parte, il film si basa su un concetto unviersale: l’amore è quantificabile.

Rifatevi un’idea, qui c’è la nostra recensione del film.

Infuriati, infuriati contro il morire della luce!

Fonte: BadTaste

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Sono nato senza valvole cardiache. Il medico ha detto ai miei che la cosa era grave, e che andava curata subito. Mia madre però lo prese come un segno del destino, e decise che la malformazione andasse lasciata così com'era. Le lastre evidenziavano la presenza di due rulli di pellicola al posto dei ventricoli. Non ho sangue nelle vene. Ho flussi di celluloide.