I 10 film trash più folli di sempre

ATTENZIONE! I film trash mietono vittime ogni giorno: leggere questo articolo può nuocere gravemente alla salute di qualsiasi cinefilo.

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Kung Fury, di David Sandberg (2015)

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Kung Fury non è un film ma un corto, visto che dura soltanto 31 minuti. Eppure è talmente trash (volutamente trash) che escluderlo da questa classifica sarebbe stato un vero peccato. Nella sua breve mezz’ora infatti la pellicola riesce a proporre un’infinità di perle che vi lasceranno tra il confuso e il divertito a morte. Viaggi nel tempo su una tastiera del pc, un poliziotto dinosauro di nome Triceracop (e già qui si potrebbe benissimo chiudere tutto ed essere soddisfatti), vichinghi dotati di mitra, dinosauri spara laser (?!), ninja, Thor in versione gigante, videogame viventi, Hitler che si proclama Kung Furher, aquile di metallo giganti, e, ovviamente, l’Eletto, il solo capace di padroneggiare alla perfezione il Kung Fu. Il tutto condito da una ambientazione anni ’80 e da una regia e fotografia che cerca di imitare ed elogiare proprio lo stile di quegli anni. Un cocktail di assurdità dove la follia regna sovrana e la risata è inevitabile. Anche questo, disponibile su Netflix.

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Jesus Christ Vampire Hunter, di Lee Gordon Demarbre (2001)

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Credo che il titolo preannunci già da sé la quantità di trashaggine presente nel film. Ma, se casomai questo non vi bastasse, ecco qualche dettaglio per farvi rendere conto delle potenzialità (sprecate) della mente umana. Una schiera di vampiresse sta mietendo vittime in città, prediligendo il sangue di giovani…lesbiche. Un prete punk ed un suo collega decidono allora di affidarsi a Gesù Cristo, che ridiscende in Terra per porre fine alla grave situazione. Ma Gesù, ovviamente, non si accontenta di miracoli, benedizioni e prediche, no. Deve risolvere tutto attraverso…il kung fu. E quindi, ecco ancora una volta le mazzate ignoranti di cui nessuno sentiva la mancanza. Dopo essersi fatto adorare dalle folle a mo’ di musical, dopo aver preso a bastonate una setta di atei, aver avuto una conversazione con Dio presentato sotto forma di gelato variegato, aver benedetto la birra per usarla come acqua santa e essersi fatto assistere da un wrestler messicano per combattere i servi di Satana, ecco che Gesù compie la sua missione, lasciando la città a bordo di uno skateboard. Solo una parola: magnifico. Anche questo rintracciabile su Youtube.

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Age of Dinosaurs, di Joseph J Lawson (2013)

Lo Sharknado della terra ferma, il Jurassic Park dell’Asylum. Se non ci credete, ecco qui la trama. Una nota società hi-tech riesce a ricreare i dinosauri attraverso sofisticate tecnologie. Tuttavia, durante un’esposizione al pubblico, le creature scappano e creano il caos in città, mentre un ex pompiere deve salvare la sua figlia in pericolo, ingaggiando una feroce battaglia contro i dinosauri sparsi ovunque. Il tutto si riduce ovviamente ad un gigantesco massacro. Esplosioni, recitazione dei livelli più bassi, montaggio evidentemente non supervisionato con cambi di scene no-sense, sparatorie, combattimento finale sulla scritta Hollywood, scienziate milfone per tenere sveglio il pubblico a cui il film è destinato, ed una cgi spaventosamente brutta non riescono clamorosamente a salvare il film dall’essere etichettato come la brutta copia di quello che sarebbe voluto essere. Ovviamente, occhi in fiamme ma risate garantite.

The Room, di Tommy Wiseau (2003)

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The Room, definito da Entertainment Weekly “Il Quarto Potere dei film brutti”, il titolo perfetto per concludere una classifica sul trash. Mentre le altre pellicole erano destinate ad un pubblico più disimpegnato, pensate per essere frivole e piacevolmente terrificanti, o comunque ideate da menti poco sane e lucide, The Room ha il grandissimo, imbarazzante difetto di volersi prendere sul serio.
Nonostante la premessa, la trama del film si può riassumere così: Johnny e Lisa vivono assieme. Un giorno Lisa decidere di tradire Johnny con il suo migliore amico, Mark. Mentre la loro storia segreta continua, alcuni personaggi secondari la scoprono. Alla fine, anche Johnny ne viene a conoscenza: disperato, si uccide. E questo è tutto. Il resto è soltanto un’ora e trentanove di scene completamente, completamente, completamente inutili. Oltre alla terribile recitazione di Tommy Wiseau (anche regista), oltre alle scene esageratamente veloci in cui due (o più) personaggi si incontrano e si salutano nell’arco di neanche due minuti, oltre alle tre, lunghissime, noiosissime scene di sesso nei soli primi venticinque minuti con una musica imbarazzante come colonna sonora, oltre all’happy birthday più stonato e brutto di sempre, oltre all’uso completamente senza senso del green screen per risparmiare negli spostamenti sul tetto, oltre all’audio ballerino regolato veramente male, oltre alla incredibile confusione dei personaggi sul proprio stato d’animo, comportamento ed intenzioni, oltre al gigantesco numero di volte in cui vengono scambiati dei saluti, ciò che veramente accapponare la pelle in questo film è la presenza pressoché costante di quella terribile risata finta che Wiseau fa in continuazione. Davvero, in continuazione. E spesso persino fuori luogo. Ah, e menzione speciale va alla scena della sfuriata, in cui il protagonista mette a ferro e fuoco la casa: quando butta giù i quadri, uno di essi si blocca a mezz’aria, tristemente frenato…dalla cinepresa. CAPOLAVORO.

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