I migliori 13 antieroi della storia del cinema

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Michael Corleone – Il Padrino (1972)

“Fredo sei il fratello maggiore e io ti voglio bene, ma non ti azzardare a schierarti mai più contro la famiglia è chiaro…mai più!!”

Capolavoro assoluto diretto da Francis Ford Coppola, tratto dall’ominimo romanzo di Mario Puzo. Michael Corleone è il figlio del Padrino, Don Vito Corleone, il boss malavitoso più potente e rispettato di New York, interpretato da un allora sconosciuto Al Pacino, che con la sua bravura, dopo l’uscita del film si guadagnò una nomination agli Oscar.

Michael Corleone è il più giovane dei figli di Don Vito, e nell’arco del film lo vediamo compiere un percorso ed un cambiamento che lo rendono differente da tutti gli altri personaggi, lo mettono in luce e ne fanno un protagonista. Ex marine in congedo, è l’unico dei figli di Vito Corleone a non prendere parte agli affari malavitosi della famiglia, cosa della quale il padre va molto fiero, il quale spera che un giorno il figlio possa diventare governatore. Ma la strada che Michael intraprende è completamente opposta. A poco a poco, lo vediamo farsi strada all’interno della famiglia, la sua apparente reticenza ed insicurezza mostrano allo spettatore una cosa, ma le sue azioni ne dimostrano un’altra. È un personaggio inaccessibile, i suoi pensieri non vengono mai portati all’esterno, tutti i suoi tormenti e i suoi dilemmi morali sono assolutamente inconfessabili. La sua estrema freddezza non concede nemmeno allo spettatore di conoscere ciò che Michael pensa.

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Marcello Rubini – La dolce vita (1960)

“A me invece Roma piace moltissimo, è una specie di giungla, tiepida, tranquilla, dove ci si può nascondere bene.”

Film che ha dato un nome allo spirito romano degli anni ’60, diretto da Federico Fellini. Marcello Rubini, interpretato da Marcello Mastroianni, è un giornalista che si occupa di servizi scandalistici a Roma e segretamente lavora ad un suo libro, coltivando il sogno di diventare scrittore. Fra un servizio di gossip e l’altro, Marcello si avventura fra i personaggi di una Roma borghese, annoiata ed eccentrica, testimone delle vicende che circondano le realtà nelle quali si trova.

Marcello Rubini, cinico e disincantato, è un personaggio che mostra un forte conflitto, è un giornalista di gossip che si trascina da una festa all’altra, ma segretamente desidera diventare uno scrittore, ha tutti gli strumenti necessari per poterlo diventare, ma la sua indolenza gli impedisce di realizzarsi. Prova affetto per la fidanzata Emma, ma allo stesso tempo la ripudia, la tradisce e la respinge, preferendo la vita eccentrica dell’alta borghesia. Nemmeno sul finale riesce a dare ascolto alla piccola Paola, simbolo di semplicità e innocenza. Riceve continuamente un’opportunità di salvezza dall’esterno, ma si dimostra un debole, senza il coraggio di poter afferrare il cambiamento.

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