Tredici: 5 Motivi per non cancellarlo

Tredici è una delle serie più bistrattate di sempre e ora rischia persino la cancellazione, una condanna fin troppo esagerata per uno dei teen drama più belli dei nostri anni.

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Dylan Minnette in Columbia Pictures' "Goosebumps," starring Jack Black.

Fin dalla sua uscita sulla piattaforma Netflix, Tredici ha diviso letteralmente il pubblico a metà, scindendo le persone tra detrattori e sostenitori del prodotto. Una divisione che ha portato a molti scontri e dibatti, anche su argomenti rilevanti come il suicidio, aprendo sempre più discussioni rilevanti per la società di oggi. Ultimamente una notizia uscita in rete, di cui vi abbiamo parlato anche noi, ha fatto nuovamente parlare di Tredici e della sua possibile cancellazione a causa, secondo alcuni psicologi, della sua istigazione al suicidio. Un’accusa parecchio campata in aria e che lascia il tempo che trova, ma utile per tornare a chiarire alcune cose sullo show. Ecco quindi i 5 motivi per cui Tredici, oltre ad essere un ottimo teen dramma, è anche una serie da salvare dalla cancellazione:

(scritto in collaborazione con Lapo Maranghi)

1) La fotografia

La fotografia in Tredici è forse l’elemento più trascurato di tutti, ma allo stesso tempo è uno dei punti di forza più rilevanti dell’intero show. L’uso della luce e dei colori, si rivela per l’intero corso degli episodi, curato e attento al dettaglio, aiutando lo spettatore più distratto con la linea temporale del costrutto narrativo. Il contrasto tra le cromie calde e quelle fredde inoltre, costituisce una linea di demarcazione tra il prima e il dopo il suicidio di Hannah Baker, proiettando all’esterno le emozioni dei vari personaggi e principalmente quelle del protagonista. Potremo quindi assistere a scenari tendenti al blu negli attimi in cui Clay cercherà di scoprire il perché della morte della sua amica e ad attimi in cui la luce virerà sul giallo/arancio per poter raccontare di un passato felice, ma che non tornerà più.

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