I migliori 10 anime del 2016

02) JoJo no Kimyou na Bouken: Diamond Wa Kudakenai

Riassumere JoJo in poche righe é un compito tanto arduo quanto necessario. Un’opera così particolare, eccessiva e tipicamente orientale, difficile da non apprezzare per la sua spiccata originalità. Il quarto capitolo della saga incentrata sulle avventure della famiglia Joestar ci trasporta in una cittadina apparentemente tranquilla e solare: Morio-cho. Josuke Higashikata, un liceale dotato di poteri rigenerativi, verrà trascinato in una spirale di eventi bizzarri, tra avversari stravaganti e serial killer curanti dell’estetica. Sarà compito suo, e delle altrettanto singolari compagnie al suo fianco, sventare ogni minaccia e continuare a vivere nella tranquillità quotidiana. Impossibile non innamorarsi di un prodotto tanto folle e geniale da stuzzicare la fantasia e l’ardore giovanile in ogni tipo di spettatore. Tanti eventi, tanti scontri e tanti episodi memorabili che si vanno a concatenare in una struttura lineare ma efficace e mai noiosa. I colori di Morio-cho, insieme alla sua struttura, rimandano continuamente agli anni ’90, senza mai scadere nel banale. Un citazionismo sfrenato e palese quello di JoJo, tra riferimenti alle tracce dei Pink Floyd e l’aspetto estetico di David Bowie, sparsi in ogni angolo di un ambiente dotato di alchimia e creatività innata. Ogni singolo elemento é perfettamente inserito, dai personaggi alla colonna sonora, passando per il comparto grafico e il tratto di disegno. Sicuramente il capitolo più bello della saga e una delle opere migliori degli ultimi anni. Sia benedetto Hirohiko Araki.