To Stay Alive: A Method – Recensione in anteprima

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In anteprima esclusiva italiana, lunedì 12 giugno Biografilm Festival ha proiettato al cinema Lumière a Bologna To Stay Alive: A Method, l’incontro dello scrittore con la rock star, per parlare del ruolo dell’artista, di depressione e di resistenza.

Il documentario olandese di Erik Lieshout, Arno Hagers e Reinier van Brummelen è una storia narrata da Iggy Pop, che legge l’omonimo manifesto di Michel Houellebecq.

Per chi non fosse familiare con il suo nome, Houllebecq (che è in realtà lo pseudonimo di Michel Thomas) è un poeta, sceneggiatore e autore considerato tra i più rilevanti scrittori francesi contemporanei.

Dal suo soleggiato giardino a Miami, Pop recita Houellebecq e le storie dei personaggi della sua vita, affrontando se stesso e la propria lotta come giovane rockstar nel corso della lettura.

To Stay Alive: A Method è un film di interviste e dialoghi che continua ad aleggiare nella testa ben oltre i 70 minuti della sua durata, e dove Iggy si rivolge direttamente al pubblico per parlare di malattia mentale, di abbandono e di reazione attraverso il saggio che nel 1991, dalla Francia, sembrò evocare la sua stessa lotta.

Il metodo di sopravvivenza di Iggy Pop come individuo, e come rockstar, in un mondo da lui definito impersonale, è spiegato tramite le parole di Michel Houellebecq, suo grande fan sin dai tempi della sua turbolenta adolescenza. In tutti questi anni, i due come si sono aiutati l’un l’altro?

To Stay Alive: A Method è stato scritto nel 1990 nella morsa della disperazione. Dopo il divorzio dalla moglie, Houellebecq viveva in una piccola stanza a Parigi e soffriva di un esaurimento a causa del suo impiego presso il Ministero dell’Agricoltura. Non era niente, non era nessuno. Aveva una scelta: essere distrutto, o ricominciare. Ha scelto allora di diventare uno scrittore. La stanza non aveva altro che il letto sul quale Houellebecq scrisse le sue note, alcune bottiglie vuote e un enorme poster di Iggy Pop sul muro.

Nel suo saggio, che è una vera e propria guida, Houellebecq inspira coraggio in se stesso e nei suoi lettori. “Continua ad andare. Non avere paura. Il peggio è già passato”. L’autore esorta a non venire a patti con la vita, ma ad aggrapparsi alle proprie e più profondo emozioni e convinzioni:

Nasciamo tutti poeti essenzialmente, anche se nel percorso restiamo bloccati in un lavoro d’ufficio o in una relazione senza fine.”

Lo scrittore francese (che ha firmato libri di grande successo tra cui Le particelle elementari, Piattaforma. Nel centro del mondo e Sottomissione) ha definito l’artista come “colui che mette il dito nella piaga della società e spinge forte a fondo. Esattamente ciò che pensa anche l’ex star degli Stooges.

Dal loro incontro nel 2007, i due sono divenuti grandi amici e hanno confessato di essere fan l’uno del lavoro dell’altro; un rapporto di reciproca stima che non nascondono neppure nel film, al loro incontro nella casa dei nonni dello scrittore. A partire dal rapporto con Houllebecq, con cui condivide la percezione del ruolo dell’artista nella società, ma anche gli stessi gusti letterari e musicali, Iggy Pop ha iniziato a interessarsi progressivamente alla Francia, fino a realizzare due album in lingua francese (da lui parlata a malapena) mentre si trovava a casa dell’amico.

Durante la cerimonia di premiazione di Biografilm sabato 17 giugno, il film si è aggiudicato il premio della giuria internazionale nella categoria “Best Film Unipol Award” e lo stesso Iggy Pop è apparso in video per ringraziare il pubblico e raccontare l’importanza dell’opera dell’amico nell’affrontate la sua lotta alla depressione.

Non è facile descrivere To Stay Alive: A Method, e le parole dello stesso Iggy aiutano a spiegare l’intimità scovata al suo interno per ogni spettatore, perché il film, come ogni sua canzone, deve riempire l’ascoltatore di sé.

To Stay Alive: A Method documenta una chiamata al non arrendersi e diventa, storia dopo storia, un’esortazione all’andare avanti.

Un film da non perdere.

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