Il conformista – Recensione

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Oggi 16 Marzo è il compleanno di un grande artista: Bernardo Bertolucci. Un regista fondamentale per la storia del Cinema che ci ha regalato pellicole indimenticabili come Ultimo Tango a Parigi, Novecento e The Dreamers. In questo articolo parleremo de Il Conformista. Il film è del 1970 ed è tratto dal romanzo di Alberto Moravia. Gli attori che vi recitano sono: Jean-Louis Trintignant (Marcello Clerici), Stefania Sandrelli (Giulia), Dominique Sanda (Anna Quadri), Enzo Talascio (Luca Quadri) e Gastone Moschin (agente Manganiello).

Roma 1938. Conosciamo Marcello Clerici, docente e spia fascista. Marcello è fidanzato con Giulia, un’ingenua ragazza borghese. L’uomo con questo matrimonio è alla ricerca di una vita normale, per sistemarsi e non aspira ad un amore passionale. La madre di Marcello è una borghese malinconica e drogata ed il padre è un ex-fascista, ricoverato in un istituto. Marcello si prepara al matrimonio e durante la confessione in chiesa riemergono eventi traumatici che hanno segnato la sua infanzia. L’uomo riconosce l’ipocrisia del cattolicesimo e nello specifico del prete che lo sta confessando, che non sembra colpito dal racconto. Successivamente i due giovani si sposano e decidono di fare il viaggio di nozze a Parigi. Ma dietro al viaggio di piacere si nasconde una missione: un vecchio professore di Marcello, Luca Quadri, è un rifugiato politico e deve essere ucciso. A controllare la difficile impresa ci sarà l’agente Manganiello, che seguirà il protagonista nei suoi spostamenti.

La storia è intrigante ma viene arricchita da una messa in scena impeccabile. La regia di Bertolucci ci accompagna fedele durante la visione, composta da inquadrature quadrate con l’uso di camera fissa ma che non rinuncia a diventare dinamica e frenetica quando la trama lo richiede. Le malinconiche musiche sono di Georges Delerue. La fotografia è affidata a Vittorio Sorano che svolge un lavoro eccellente: la luce entra suggestiva nelle scene, con toni che vanno dal rosso, all’arancio ed anche al blu. Sorano dà un valore aggiunto al film, costruendo due atmosfere diverse per le due città che ci si presentano: Roma e Parigi. Viene fuori così un altro aspetto importante: l’architettura, impetuosa e dominante davanti all’uomo che diventa quasi insignificante al confronto.

Gli attori vengono diretti al meglio. Stefania Sandrelli recita la parte di una giovane fatua e superficiale, che non si accorge nemmeno di cosa le accade intorno. Il ruolo di Jean-Luois Trintignant è una parte molto complessa: Marcello è un uomo combattuto che si ritrova in un clima politico opprimente. E qui il titolo del film fa da filo rosso che ci guida. Seguendo la definizione vera e propria: il conformista è chi si adegua a modelli socialmente prevalenti. Nel nostro caso, il regime fascista che non lascia scelta e libertà di pensiero. Marcello indugia più volte riguardo la sua missione, ma ciò non basta. Rimane a guardare passivamente l’epilogo del destino del professore senza far nulla. Manca di forza e di coraggio per ribellarsi a questa società, è l’inetto. Ma non sarà sempre così, infatti il regime dittatoriale cadrà lasciando la paura di aver scelto la fazione sbagliata.

Le riprese a Roma si sono svolte nel quartiere EUR per sottolineare l’impronta fascista ed accentuare la differenza poi con una Parigi più popolare. E’ la forza delle immagini che riesce a donare dramma in questo frammento di storia della nostra nazione, ma anche dell’Europa. Abbiamo davanti il Grande Cinema, che riesce a lasciarci con importanti quesiti, che fa riflettere attraverso l’uso sapiente delle immagini.

Bernardo Bertolucci è decisamente un elemento indispensabile alla Settima Arte, con le sue opere a contribuito alla crescita del Cinema vero, il Cinema d’Autore.

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