I consigli della Scimmia: Un posto sicuro

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‘’..successe tutto quando nel cuore della notte, in preda allo scetticismo più assoluto per il cinema italiano e l’assenza di titoli allettanti su Netflix, mi ritrovai dinanzi questa pellicola su uno dei molteplici siti pirata che oggi affollano i nostri risultati di ricerca al solo menzionare la parola: streaming!..’’ In locandina formato digitale, un Marco D’Amore, beato, se ne stava sdraiato su un fiume di palline da ping pong. Alla stessa maniera, dall’altra parte dello schermo, il qui presente, se ne stava sbracato su un materasso un po’ troppo duro per la sua schiena. Lo faccio? Due ore circa di pellicola. E se me ne pento? E se si blocca? E se l’audio è pessimo? Lo faccio. E ringrazio il cuscino sotto il fondo schiena per avermi incoraggiato a farlo. In due parole: Un figlio in conflitto con il padre (sai che novità..) viene a conoscenza delle condizioni precarie in cui riversa la salute dello stesso. Dalla malattia, nasce un motivo per smuovere il torpore che per anni aveva dominato il nostro protagonista. Detta e letta cosi, la trama, sembra interessante e assai melanconica. Ebbene, cari miei, questa pellicola meriterebbe il primo posto tra i film ad uso didattico. Questo film nasce con un unico grosso grido: quello allo SDEGNO. Una critica sociale forte e aggressiva. Una satira assente; la comicità è un’amica che non viene invitata alla festa del dolore. E’ tagliata fuori. La narrazione riprende fatti che non riguardano solo ed esclusivamente la nostra penisola ma bensì, l’intera Europa se non l’intero MONDO. Parliamo dell’ETERNIT, dell’amianto, di quello che queste polveri sono state capaci di fare a noi poveri cittadini del mondo, dediti al lavoro e al sudore per la famiglia. Provatela a digitare questa sigla su Google; fatemi sapere come vi sentite. E se l’immagini e le testimonianze non scalfiscono le vostre labbra e serrano i vostri occhi beh.. provate a sedervi e ascoltate quello che l’intero mondo ha provato. Come? In che maniera? Non non servono interviste o report televisivi. SERVE QUESTO FILM. Perché il potere che possiede questa creazione cinematografica sta in questo: udire l’eco del dolore che ha come comune denominatore una semplice vicenda narrata in questo film. Ah, il tutto contornato da vicende secondarie che non fanno altro che rendere il piatto ancora più appetitoso. Assaggiatelo, gustatelo, ma più di tutto, lasciatevi SENSIBILIZZARE.

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