Baby Reindeer, la spiegazione del finale della serie Netflix

Baby Reindeer offre un ritratto particolare dello stalking, mescolando il confine tra vittima e persecutore. Ecco come Donny chiude il cerchio dopo essere stato stalkerato per anni da Martha.

Gli attori Richard Gadd e Jessica Gunning in Baby Reindeer
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Attenzione, se non avete ancora visto la miniserie, questo articolo contiene spoiler.

In questi giorni tiene banco, su Netflix, la miniserie “Baby Reindeer”, che in sette puntate esplora la complessa relazione del protagonista Donny con la sua stalker, Martha. Scritta e ideata dallo stesso Richard Gadd (colui che interpreta il protagonista), Baby Reindeer è ispirata ad un’inquietante storia vera di stalking e abusi subiti da un uomo da parte di una donna per quattro anni. La miniserie, fra l’altro, è un adattamento dell’omonima opera teatrale.

Diretta da Weronika Tofilska e Josephine Bornebusch, la miniserie offre una rappresentazione onesta e ricca di sfumature della psicologia di entrambi i personaggi coinvolti. La storia segue Donny, un comico e scrittore scozzese in difficoltà, che si sta riprendendo da una violenza sessuale subita da un uomo in passato. Un giorno, quando Martha entra nel pub dove lui lavora, le offre una tazza di tè per confortarla. Questo gesto spontaneo segna l’inizio di un’intricata vicenda di stalking e molestie, che hanno un impatto catastrofico sulla vita dello stesso Donny.

Il finale di Baby Reindeer, spiegato

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L’attore Richard Gadd in una scena di Baby Reindeer

La scena finale di Baby Reindeer vede Donny ordinare vodka e cola, forse in ricordo di Martha, che ordinava sempre una coca light al suo pub. Tuttavia, si rende conto di aver lasciato il portafoglio a casa. Il barista, un bell’uomo dai capelli rossi, guarda Donny con lo stesso mix di pietà, simpatia e compassione con cui Donny aveva guardato Martha quando lei era entrata per la prima volta nel pub, e dice: “Non preoccuparti”. Donny alza lo sguardo verso il barista, commosso dalla sua gentilezza e generosità, ma anche con un accenno di infatuazione.

Poi scorrono i titoli di coda, con Donny che ha chiuso il cerchio e si trova in una posizione simile a Martha all’inizio della serie. Questo finale aperto suggerisce che relazionandosi con Martha e trascorrendo settimane ossessionato dai suoi messaggi vocali e dalle sue fissazioni, Donny stesso sia diventato come lei: uno stalker malato di mente. Questo finale sarebbe in linea con la costante confusione che ci trasmette la serie tra vittima e carnefice e la sua attenzione al rapporto tossico tra Donny e Martha, alimentato dai rispettivi traumi del passato.

Tuttavia, questo tipo di finale sottolinea anche la crescita e il raggiungimento della maturità di Donny. Ha affrontato il trauma della violenza sessuale, condividendolo non solo pubblicamente, ma anche con i suoi genitori. Ha ammesso i suoi errori. Quindi, quando guarda il barista vi è in lui un profondo senso di autoconsapevolezza riguardo al fatto che si trova in una posizione simile a quella di Martha, ma che stavolta ha il potere e l’autorità per agire in modo diverso, per frenare i suoi peggiori impulsi. La bellezza della serie è che sta esclusivamente allo spettatore decidere come va a finire.

Baby Reindeer, perché la serie si intitola così

Quando Donny entra nel pub nella scena finale, sta ascoltando uno dei messaggi vocali di Martha. Passa quindi alla categoria dei “non ascoltati”, dove Martha condivide con lui l’origine del soprannome “piccola renna” (Baby Reindeer, appunto) e il motivo per cui lo ha sempre chiamato così. Spiega che da bambina aveva una piccola, tenera e soffice renna giocattolo – con “grandi labbra, occhi enormi e un simpatico sederino” – che portava ovunque e che ha ancora oggi.

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Martha rievoca un ricordo della sua infanzia durante il periodo natalizio: una fotografia di lei seduta con la renna giocattolo, che lei descrive come l’unica cosa bella che abbia mai avuto da piccola. La abbracciava ogni volta che i suoi genitori litigavano, il che accadeva molto spesso, e cercava conforto in lei. Gli spiega poi che lui stesso le ricordava quella renna, con “lo stesso naso, gli stessi occhi, lo stesso bel sederino”. Gli occhi di Donny si riempiono di lacrime quando ascolta il messaggio, e inizia a singhiozzare, mentre acquisisce una visione più profonda della sua infanzia e delle origini della sua psiche contorta.

Perché Martha non è davvero cattiva

Se l’origine del nome “Baby Reindeer” la dice lunga sullo stato mentale di Martha, la serie ci dice pure che la stalker è un’anima profondamente turbata che soffre di un’infanzia traumatica. In un’intervista Richard Gadd ha spiegato il suo punto di vista e di come la vera Martha sia una vittima, piuttosto che il cattivo, e non dovrebbe quindi essere incolpata. Quella di Gadd è una profonda critica alla rappresentazione moderna dello stalking e degli stalker. L’attore sostiene che si siano creati stereotipi infondati su questa figura e questa miniserie lancia un gigantesco avvertimento sia per chi ne è vittima, che per chi perseguita a sua volta.

Gadd vede lo stalking e le molestie come sintomi di una vera e propria malattia mentale. Dipingere Martha come una cattiva gli sembrerebbe ingiusto, considerando i suoi problemi di salute mentale. Gadd crede che il sistema l’abbia delusa. Si rammarica che Martha non abbia mai ricevuto un supporto adatto per curare la salute mentale, portandola a proiettare sugli altri (in questo caso su Donny) il suo trauma e la sua sofferenza per oltre quattro anni. In altre parole la serie ci dice che Donny sentiva una strana combinazione di fascino, empatia e senso di colpa nei confronti di Martha.

Piuttosto quindi che ritrarre Martha come la cattiva, la serie descrive lei e Donny come due facce della stessa medaglia. Due individui angosciati che rimangono coinvolti in un rapporto malato mentre proiettano i loro traumi passati l’uno sull’altro. Mentre Martha purtroppo non è in grado di liberarsi da questi comportamenti, Baby Reindeer suggerisce che Donny potrebbe invece riuscirci. Questa idea è al centro della serie e costituisce anche la base per il suo finale aperto.

L’ultimo incontro di Donny con Darrien

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L’attrice e regista Nava Mau (a destra) in una scena di Baby Reindeer

Mentre Donny sta cercando di decodificare la segreteria telefonica di Martha, la sua ex ragazza, Keeley, gli fa visita. Le dice che ha rinunciato alla sua carriera comica, subito dopo che è finalmente decollata. Preoccupata di trovarlo in quello stato, lo invita a tornare a casa di sua madre, dove trova la bozza completa di una sceneggiatura che aveva scritto per Darrien, l’uomo che lo aveva drogato, adescato e aggredito sessualmente nel 2011.

Ciò spinge Donny a fare visita a Darrien, forse nel tentativo di trovare una qualche forma di redenzione. Hanno una conversazione agrodolce, in cui Donny inizialmente si scusa per essere scomparso, ma poi Darrien spiega che ha visto il video di Donny e l’ha trovato coraggioso. Invece di scusarsi o assumersi qualsiasi responsabilità, tuttavia, Darrien offre a Donny l’opportunità di scrivere una sceneggiatura, assicurandogli che “non sarà come l’ultima volta”.

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Anche l’incontro di Donny con Darrien segna un momento di chiusura del cerchio, ma Donny non è più impotente e pieno di disprezzo per se stesso, né vulnerabile come lo era in passato. Quando entra nella casa di Darrien, ne osserva diversi aspetti, ricordando l’abuso indotto dalla droga che aveva assunto. Anche se non ci viene mai mostrato esplicitamente ciò che Darrien ha fatto a Donny, questa interazione ha sicuramente fornito la giusta chiusura per consentire il viaggio di Donny verso la guarigione.

Cosa è successo al padre di Donny e come questo si riflette sul suo passato

Quando il video di Donny diventa virale e la sua carriera finalmente decolla, lui dà accidentalmente a Martha il suo numero e lei lo chiama per minacciare di rivelare la sua sessualità e la storia della violenza sessuale ai suoi genitori. Questo costringe Donny a far visita ai suoi genitori in Scozia, dove gli racconta tutto. Prima fa coming out, poi gli rivela che è stato violentato da un uomo. Mentre Donny teme che lo giudichino e lo vedano meno uomo, questa conversazione finisce per essere estremamente terapeutica e positiva per lui.

Non solo i suoi genitori lo abbracciano senza giudicarlo, ma suo padre gli racconta che anche lui aveva subito abusi sessuali da piccolo. Non lo afferma esplicitamente, ma lo lascia intendere dicendo che è cresciuto nella “Chiesa cattolica”. A Donny serve un momento per capire cosa sta dicendo suo padre (anche a noi spettatori, per la verità), ma una volta che se ne rende conto, la famiglia si abbraccia e le parole non servono più. La scelta di dire tutto ai genitori lo fa sentire più leggero e lo aiuta a liberarsi del suo profondo senso di vergogna e di odio per se stesso una volta per tutte.

Quanto è accurato il finale di Baby Reindeer rispetto alla storia vera

Nella miniserie Martha viene arrestata e accusata di stalking e molestie. Durante il processo, si dichiara colpevole di tutti i capi d’imputazione: lo stalking e le molestie nei confronti di Donny e le molestie nei confronti dei suoi genitori. Martha ammette quindi i suoi crimini, viene condannata a 9 mesi di prigione e contro di lei viene emessa un’ordinanza restrittiva di cinque anni. È l’ultima volta che Donny la vede. In effetti questo finale è in linea con ciò che è accaduto nella realtà, anche se i dettagli sono leggermente diversi.

Nella storia vera, Richard Gadd era riluttante a far finire in prigione qualcuno alle prese con problemi di salute mentale così gravi. Eppure, dopo circa due anni e mezzo di stalking, Gadd è riuscito a ottenere un ordine restrittivo contro la vera Martha. Tuttavia, Martha ha continuato ad andarsene in giro continuando a molestare la sua famiglia e i suoi amici. “Baby Reindeer” si prende quindi alcune libertà cinematografiche per fornire un miglior senso di giustizia rispetto alla storia vera, sebbene catturi l’essenza del complicato rapporto tra Martha e Gadd.

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