Nope: la spiegazione della scena finale del film di Peele

Nope, il terzo film di Jordan Peele, è un horror fantascientifico originale e potente, con un finale che non risparmia critiche all'epoca in cui viviamo.

Condividi l'articolo

Nope può vantare uno dei finali più interessanti degli ultimi anni

Nope, approdato da poco su Prime Video, ha riscosso tantissimo successo di pubblico e critica tra i fan del creatore di horror Jordan Peele. Strizzando l’occhio alla fantascienza, il regista, questa volta, ha impostato la sua pellicola ancora una volta su tematiche che esplorano e analizzano l’epoca in cui viviamo, mostrandoci i suoi difetti nella maniera più scioccante possibile.

Peele, con Nope, decide di addentrarsi dentro la nuova epoca dei media, mostrandoci la storia e l’evoluzione della diffusione delle notizie e dello streaming. Come? Per scoprirlo vi basta leggere il nostro articolo!

steven yeun

Nope: la trama

L’addestratore di cavalli Otis “OJ” Haywood Jr. (Daniel Kaluuya), eredita il ranch del padre, morto in circostanze misteriose, insieme alla sorella Emerald (Keke Palmer), collaborando con gli studi di Hollywood per portare sul set cavalli addestrati per le scene dei film. Gli affari non vanno bene e i due, spesso, sono costretti a vendere alcuni dei loro esemplari per arrivare a fine mese.

L’acquirente principale è Ricky “Jupe” Park (Steven Yeun), proprietario e fondatore di un parco a tema western, Jupiter’s Claim. Ex bambino prodigio degli show televisivi, Jupe ha avuto una tremenda esperienza da giovane: durante le riprese di una nota sitcom, lo scimpanzé Gordy, protagonista della serie, attaccò mutilando e uccidendo i membri del cast, spaventato dallo scoppio di un palloncino. Jupe assistette a tutta la scena, fino all’abbattimento dell’animale (qui vi spieghiamo la vera storia dietro questo evento).

Jupe sembra essere molto ossessionato dalla terribile vicenda, conservando molti oggetti del famoso show in una stanza segreta.

Fnc02pXWYAImdEb

Gli eventi inspiegabili di Nope si manifestano quando, durante un blackout, alcuni cavalli del ranch di Otis e Emerald vengono rapiti da una strana presenza, simile ad un disco volante. Decisi ad immortalare lo strano oggetto, si attrezzano con telecamere e “trappole” per segnalare la sua presenza, senza però fortuna.

Particolare inquietante, come noteranno dalle telecamere, è che la “cosa” riesca a mimetizzarsi nel cielo, passando inosservata. Otis ricorda la misteriosa morte del padre, con un cielo nuvoloso dal quale cadevano oggetti di ogni tipo. Uno di questi, purtroppo, aveva colpito suo padre, perforandogli il cranio.

Grazie all’aiuto di Angel, un tecnico, e del noto regista Antlers Holst, gli Haywood cercheranno in tutti i modi di immortalare lo strano oggetto. Ma attenzione: in Nope niente è come sembra e loro non sono gli unici a sapere dell’esistenza della strana cosa sopra le loro teste. Tra l’altro, è molto affamata e gelosa del suo territorio.

first poster for jordan peels next horror film nope

Nope: tematiche e spiegazione del finale

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER

Nope è, sicuramente, il film meno spaventoso di Peele, rispetto a Scappa – Get Out e Noi. Al limite tra la fantascienza e il mistery, sono poche le scene puramente horror. La migliore di tutti è la cascata di sangue sulla casa, costruita con rumori inquietanti e sguardi terrorizzati dei protagonisti. Peele mostra tutto il suo talento di regista dell’orrore con pochi fotogrammi, centrando in pieno l’obiettivo.

In merito ai temi enunciati nel film, se ne possono distinguere principalmente due: lo sfruttamento degli animali nel mondo dello spettacolo e la nostra brama di fama. Il primo è molto più evidente del secondo.

Dall’inizio alla fine di Nope vediamo animali che vengono sfruttati come fenomeni da baraccone, talmente tanto stressati da toccare il limite del loro livello di sopportazione, come le grandi star che all’apice della loro carriera non reggono la pressione. Agli occhi degli addetti ai lavori sono solo oggetti di scena, figure relegate al solo ruolo di oggetti di scena confinati nel rettangolo dello schermo.

Non a casa le sequenze del film sono scandite proprio dai nomi degli animali, veri protagonisti di Nope. Dalla scimmia Gordy, ai cavalli di Otis, fino all’alieno che volteggia sul ranch, nessuno di essi viene compreso e trattato come un essere vivente, ma solo come puro intrattenimento. Solo Otis, appunto, trova la “chiave” per svoltare la carriera di lui e dei suoi compagni di avventura.

Nope

Il personaggio interpretato da Daniel Kaluuya è l’unico che mostra il dovuto rispetto agli “animali da palcoscenico”, trattandoli da suoi padri e imparando a interagire con loro. Non sfruttare ma collaborare con questi singolari “attori”, a differenza di tutto il resto dei personaggi, compreso Jupe.

Folgorato dalla sete di fama e notorietà, è ossessionato dallo show business in seguito all’incidente con lo scimpanzé Gordy, di cui è testimone. Non si fa scrupoli a sacrificare i cavalli per sfamare il gigantesco alieno, vedendolo solo come una fonte di lucro e non come un’essere senziente e da rispettare. In Nope, il proprietario di Jupiter’s Claim è ideatore di uno show cringe e da quattro soldi, focalizzato solo sulla possibilità di essere, ancora una volta, sotto le luci dei riflettori.

Utilizziamo l’esempio di Jupe per collegarci alla seconda tematica fondamentale di Nope. I protagonisti sono, costantemente, ossessionati dalla ricerca di notorietà. Quasi sprezzanti del pericolo, non si tirano indietro appena si materializza la possibilità di filmare un UFO, badando poco al fatto che questi ha causato la morte di vite umane.

Questa poca empatia verso il genere umano, comunque, non è una caratteristica prettamente di Otis, Emerald e tutti gli altri. Si tratta di una caratteristica del nostro mondo: assistiamo continuamente a scene di morte e devastazione, senza provare nulla se non curiosità, sia da parte di chi mostra le immagini, sia dalla parte di chi le vede. Un processo di distaccamento emotivo portato sotto forma di film in Nope, nemmeno troppo velato.

C’è chi vede nella possibilità di immortalare l’alieno un’occasione di riscatto sociale; chi il progetto della vita; chi puro intrattenimento. Sin dalle scene iniziali, il rimando continuo alla forma di uno schermo ci mostra come Peele voglia aprire gli occhi sull’epoca in cui viviamo. Andy Warhol predisse che “nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti“. Il futuro è adesso, la previsione è più che concreta. L’ossessione di Jupe nel film Nope è l’ossessione di tutti: essere famosi.

Non importa se poi si viene trascinati nel ciclone devastante dello show business, che trita e rigetta i suoi protagonisti senza pietà (sia in senso letterale che metaforico). L’importante è farne parte, esserci. Solo Otis, il meno digitale di tutti, non sembra subire questo fascino. La sua stessa postura del corpo, testa bassa e poca appariscenza, e il dispositivo mobile che utilizza (un vecchio cellulare) lo rendono un uomo concentrato sul presente, non schiavo del “guardare”, cosa che lo manterrà in vita nonostante i contatti ravvicinati con l’alieno.

La sorella Emerald, anche lei ossessionata dallo show business, ci consente la lettura della scena finale di Nope. Mentre l’alieno si libra in cielo, mostrando tutta la sua forma (con una bocca a forma di schermo del cinema o del cellulare), la ragazza riesce, finalmente, ad immortalarlo nell’istante in cui “attacca” il gonfiabile gigante di Jupe. Nonostante i pericoli, il rischio di morire, il non sapere se il fratello sia ancora vivo, il suo fine ultimo è sempre lo stesso: essere la prima ad arrivare sulla notizia.

In un mondo nel quale la ricerca dell’ultima notizia è come la spedizione del sacro Graal, Emerald ottiene la sua dose di fama e notorietà grazie alla foto dell’alieno, soddisfacendo questo bisogno moderno di necessità di far sapere al mondo che si esiste, che si è più famosi degli altri. Una gara dove sopravvive solo il più forte, o il più fortunato. I morti dietro la loro ricerca di fama non contano più niente: hanno vinto.

nope poster 2
uno dei poster di Nope / credits: Bloody Disgusting

Nope: il cast

Daniel Kaluuya: Otis “OJ” Haywood Jr.
Keke Palmer: Emerald “Em” Haywood
Steven Yeun: Ricky “Jupe” Park
Jacob Kim: Ricky “Jupe” Park da giovane
Michael Wincott: Antlers Holst
Brandon Perea: Angel Torres
Wrenn Schmidt: Amber Park
Keith David: Otis Haywood Sr.
Terry Notary: Gordy

Nope: il trailer

Nope: official trailer / credits: UniversalpicturesIta

Sono molteplici i temi di Nope che meriterebbero una trattazione. Lasciamo che siate voi a proporli, commentando questo articolo!

Seguiteci su Lascimmiapensa