Dinosauri: i paleontologi vogliono nomi “più inclusivi” per le nuove specie

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Nomi più “rigorosi, inclusivi e rappresentativi” per i nuovi fossili di dinosauri scoperti: ecco l’appello dei paleontologi

Problema con le denominazioni delle varie specie di dinosauri scoperte nel corso degli ultimi secoli. I paleontologi chiedono delle linee guida per studiare dei nomi più “inclusivi”, che tengano conto del luogo di ritrovamento dei fossili e del metodo di studio applicato, nonché delle caratteristiche fisiche dell’animale ricostruito.

Secondo un team guidato dalla paleo-biologa Emma Dunne, tra i tutti i nomi assegnati dagli scienziati ai dinosauri scoperti risalenti all’era mesozoica, circa 1500 in totale, almeno tre su cento sarebbero “ispirati a personaggi controversi o riflettono una cultura sessista, razzista o neocoloniale“, riporta l’agenzia Ansa.

Per ovviare al problema si tratta di “Legare i nomi in primis alle località del rinvenimento dei fossili e alle caratteristiche anatomiche distintive delle specie, magari facendo riferimento anche alla lingua e alla cultura delle popolazioni locali, troppo spesso dimenticate”, sostiene Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano.

“Una regolamentazione è certamente auspicabile, se pensiamo che in anni recenti sono stati coniati nomi improponibili come quelli dedicati a società multinazionali“, dice Del Sasso. In questo momento la Commissione Internazionale sulla Nomenclatura Zoologica (ICZN) non sembra avere intenzione di permettere una modifica retroattiva dei nomi assegnati alle specie già scoperte. Ma è certo che il segno dei tempi moderni si fa sentire, diciamo così, anche nello studio di quelli antichi.

Fonte: Ansa

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