21st Century Schizoid Man: testo e significato della canzone dei King Crimson [VIDEO]

Schizoid
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Il leggendario brano dei King Crimson prevedeva e raccontava, nel lontano 1969, incubi e paranoie della modernità con rara intelligenza. Ecco come rileggiamo oggi 21st Century Schizoid Man

21st Century Schizoid Man è senza dubbio la canzone più famosa dei King Crimson, nonché uno dei brani portanti del primo progressive rock. Pubblicata nel 1969 nella tracklist del famoso album In the Court of the Crimson King, è un capolavoro di rock jazz fusion che vede il meglio della chitarra di Robert Fripp e una formazione assolutamente tecnica dare vita a suoni davvero avveniristici.

All’epoca la canzone viene interpretata come commento su (e prende certamente spunto da) la controversa Guerra in Vietnam. Ma le liriche del pezzo, scritte dal paroliere Peter Sinfield, vanno ben oltre, arrivando ad immaginare le estreme conseguenze future delle trasformazioni della società delle quali il conflitto in oriente è solo un sintomo.

Sinfield si immagina quindi l’uomo del ventunesimo secolo (cioè il secolo attuale, dal 2000 al 2100), come evoluzione grottesca e distopica persino di tutti i tratti peggiori di quello del ventesimo. Guerra, fame, sangue, morte, stupri, avidità, distruzione: nel testo della canzone il destino dell’umanità comprende tutte queste caratteristiche catastrofiche.

E per quanto questo orribile futuro venga descritto in maniera vaga e poetica, stupisce a distanza di tanti anni come diverse delle previsioni azzardate si rivelino, fuori di metafora o meno, fin troppo esatte. Giudicate da voi: ecco il testo originale della canzone con traduzione in italiano.

Cat’s foot, iron claw
Neurosurgeons scream for more
At paranoia’s poison door
21st century schizoid man

“Zampa di gatto, artiglio di ferro
Neurochirurghi gridano che vogliono di più
Alla porta avvelenata della paranoia
Uomo schizoide del ventunesimo secolo”

Il primo verso della canzone fa riferimento alla favola francese Le Singe et le Chat (“La Scimmia e il Gatto“), dalla quale viene la famosa espressione “togliere le castagne dal fuoco”. Nella favola infatti una scimmia, furba e intelligente, chiede a un gatto di togliere le suddette castagne dalle braci sulle quali stanno. In cambio gliene promette una parte.

Il gatto procede ma i due animali vengono interrotti dall’arrivo di una domestica. La scimmia si tiene tutte le castagne e il gatto le dita bruciate. Il riferimento può facilmente essere all’intervento americano e occidentale in Vietnam, nel cercare di favorire la vittoria dei sud-vietnamiti ma ricavandoci solo delle “dita scottate”.

Ma si può andare oltre nella metafora, confrontando la zampa (animale) di gatto con l’artiglio (artificiale) di ferro come una paura della modernità e delle nuove tecnologie che soffocheranno la natura. Lo stesso vale per la neurochirurgia e la psichiatria, che aprono porte fino a quel momento ben chiuse e che spalancano orizzonti forse orribili sul futuro della mentalità umana.

Anche qui, però, ci si potrebbe solamente riferire al distrubo da stress post-traumatico riportato da molti soldati rimasti traumatizzati dal Vietnam. Per quanto il fatto che nelle liriche i neurochirurghi vogliano “di più” sembri più suggerire le immagini di scienziati pazzi lovecraftiani alle prese con esperimenti abissali.

Blood rack, barbed wire
Politicians funeral pyre
Innocents raped with napalm fire
21st century schizoid man

“Scaffale col sangue, filo spinato
Pira funeraria dei politici
Innocenti stuprati con il napalm
Uomo schizoide del ventunesimo secolo”

La paura della guerra si mescola con quella della violenza, dello stupro ma anche della divisione sociale (rappresentata dal filo spinato) e della distruzione insensata. Il napalm, strumento di morte ben noto in Vietnam, rappresenta un’arma di distruzione che in questa immagine è persino in grado di compiere violenza sessuale, in un futuro apocalittico inimmaginabile.

Nel 1969 come sappiamo anche il clima politico è teso e “la pira funeraria dei politici” potrebbe indicare un completo collasso del sistema in seguito a una rivoluzione in occidente e l’uccisione di tutti i capi di stato e di governo. L’immagine ricorda poi orrendamente gli Auto-da-fé dell’inquisizione religiosa e rende chiaro come anche una prospettiva simile sia da temere e non da auspicare.

Death seed, blind man’s greed
Poets starving, children bleed
Nothing he’s got, he really needs
21st century schizoid man

“Seme della morte, avidità dell’uomo cieco
Poeti affamati, bambini che sanguinano
Non ha niente di cui ha davvero bisogno
Uomo schizoide del ventunesimo secolo”

L’uomo avido è cieco non perché non vedente, ma perché non guarda in faccia nessuno. Cinismo, individualismo ed egocentrismo la faranno da padroni nel futuro, portano invece categorie non essenziali come gli artisti (i poeti) a non essere nutriti e a divenire scarti della società. Sappiamo che oggi infatti in tantissimi ritengono queste figure superflue, pretenziose e non necessarie.

I bambini “sanguinano” nel senso che ovviamente tra violenza, egomania e guerre sono loro, gli innocenti, le vere vittime. Per loro il futuro non ci sarà proprio ed in questo senso è facile pensare alle nuove generazioni e a ciò che dovranno affrontare nelle decadi a venire. Infine, l’intuizione suprema: l’uomo del ventunesimo secolo ha tutto, ma niente che davvero gli serva. Potete negarlo?

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Avatar di Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.