Stranger Things 4, Volume 2. La recensione no spoiler

Stranger Things 4, Volume 2. La nostra recensione degli ultimi due epici episodi della quarta stagione.

Stranger Things 4 Volume 2
Courtesy of Netflix © 2022
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Con il 1 Luglio arriva su Netflix uno dei momenti più attesi della stagione. Ovvero, l’epico doppio finale di Stranger Things 4. Un lungo e complesso pay-off sviluppato attraverso due episodi, dei quali l’ultimo, il Capitolo 9, si contraddistingue per la durata monster di oltre due ore e mezza.

Un episodio destinato a fare scuola, non fosse altro che per l’incredibile hype che Netflix e i Fratelli Duffer sono riusciti a creare attorno a questa uscita evento, seguita da milioni di spettatori in tutto il mondo, ma soprattutto abilmente incendiata da numerosi presagi di morte.

Notoriamente, infatti, la resa dei conti con Vecna nel Sottosopra vedrà cadere almeno uno dei personaggi più amati della serie. Ma non temete. Se fino ad ora siete riusciti abilmente a schivare gli spoiler sui social, non saremo certo noi a rivelarvi crudelmente il nome o i nomi dei giovani eroi colpiti in battaglia.

Piuttosto, dopo la recensione del Volume 1 (la trovi a questo link) cerchiamo di proseguire l’analisi con un finale di stagione forse forzatamente lungo, ma comunque incredibilmente intenso, capace di dare risalto ad ogni singolo personaggio di questo grande racconto corale, capace di sposare l’imprevedibilità degli elementi soprannaturali con l’umanità di un autentico spaccato della provincia americana.

Stranger Things 4, Volume 2: La trama

Stranger Things 4 è anzitutto un viaggio a ritroso nell’inconscio e la memoria di Eleven, Undici nella versione italiana (Millie Bobby Brown). La ragazzina dovrà infatti ritrovare il suo “creatore”, l’uomo che per tanti anni ha chiamato Papà (Matthew Modine) per risalire al suo trauma originario, dove per altro di nasconde anche la spiegazione della natura di Vecna e la verità sul Sottosopra.

Dal canto loro, anche i suoi amici, divisi su tre differenti fronti, si organizzano contemporaneamente per affrontare lo scontro definitivo con Vecna. Eddie Munson (Joseph Quinn) è diventato ormai un elemento fondamentale della banda. Il piano prevede che, insieme al fido Dustin (Gaten Matarazzo), organizzi “il più grande concerto metal di sempre” per distrarre i feroci pipistrelli che infestano il Sottosopra.

Nel frattempo Max (Sadie Sink) con la complicità di Lucas (Caleb McLaughln) e sua sorella Erika (Priah Ferguson) si offre come esca in casa Creel, la cosiddetta “casa degli omicidi”, mentre Steve (Joe Keery), Nancy (Natalia Dyer) e Robin (Maya Hawke) entrano nel Sottosopra della casa per attaccare Vecna.

In California, lontano da Hawkins, anche Mike (Finn Wolfhard) e Will (Noah Schnapp) cercano di ritrovare Undici e organizzare il così il loro personale attacco. Infine, nella gelida Siberia, anche Hopper (David Harbour) e Joyce (Winona Rider) decidono di non limitarsi alla fuga ma offrire coraggiosamente il loro contributo, sperando che anche il loro intervento da remoto possa avvantaggiare i ragazzi.

Queste le premesse di una guerra che si sviluppa su più fronti, attraverso due differenti mondi, combattuta da tutti con i mezzi più improbabili e creativi, ma soprattutto con incrollabile coraggio, per scongiurare un disastro che sembra sempre più prossimo.

Stranger Things 4, Volume 2: Recensione no spoiler

Stranger Things 4 Volume 2
Gli ultimi due episodi di Stranger Things 4 sono disponibili su Netflix a partire dal 1 Luglio (Ph:Courtesy of Netflix © 2022)

Dal Volume 1 di Stranger Things 4 avevamo appreso una verità fondamentale. Il Male ha sempre un volto umano. Se Vecna un tempo è stato un uomo, anzi un bambino, sa farsi strada nella mente delle sue vittime attraverso la sofferenza, le ferite, i traumi irrisolti che, proprio come demoni, tormentano queste persone.

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Più le vittime saranno gravate dal peso di queste sofferenze, più sarà facile per Vecna trovare il vulnus, la ferita che diventa il varco da attraversare per impossessarsi delle loro vite. E cosi The UpsideDown, il Sottosopra, la dimensione parallela che ha fatto la fortuna di Stranger Things, si conferma qualcosa di molto più complesso del banale, caro vecchio Inferno.

Sembra quasi che i Fratelli Duffer vogliano dirci che solo i più stolti cittadini di Hawkins – bifolchi ignoranti pronti a perseguitare dei ragazzini solo perché diversi, appassionati di Metal, giochi di ruolo e Dugeons & Dragons – possono ancora credere al mito del Diavolo e dell’Inferno dantesco. Mentre l’orrore, l’abnorme e l’assurdo sanno mutare continuamente in forme sempre più complesse.

Forme che si nutrono della sofferenza umana, da essa traggono forza, come dagli orrori comuni della società contemporanea. E così Stranger Things racconta la discriminazione e il bullismo, la smania di vendetta e la giustizia privata, i misteriosi esperimenti delle agenzie governative, ma anche le difficoltà di una madre single (parliamo ovviamente di Joyce, alias Winona Rider) e di un reduce del Vietnam.

Stranger Things e la grande traduzione del racconto corale americano

Nel Volume 1 abbiamo assistito ad un lungo, drammatico flashback, dove Hopper (David Harbour) racconta esplicitamente come da giovane recluta in Vietnam si sia trovato a maneggiare senza alcuna protezione armi al Fosforo bianco, segnando per sempre il destino della figlia che avrebbe avuto solo molti anni dopo, morta di cancro dopo mesi di atroce sofferenze.

Non si tratta certo di un dettaglio infinitesimale, già che nella storia personale di Hopper i Fratelli Duffer hanno scelto di inserire elementi storici assolutamente reali, che sono un esplicito atto di accusa nei confronti del governo e dell’esercito degli Stati Uniti.

E se gli anni ’80 rappresentavano il mito di una età dell’oro, dominata dal consumismo e da politiche economiche sempre più aggressive, i Duffer con Stranger Things non si limitano a rivisitare i classici dell’Horror e della Fantascienza americana. Come per ogni capolavoro post-modern che si rispetti, scelgono piuttosto di costruire un grande affresco su molteplici livelli di lettura.

Un’opera di grande intrattenimento, giocata sulle continue invenzioni audiovisive, in grado di polverizzare ogni record, ma anche un racconto corale capace di spaziare tra luci e ombre, critica sociale e un ritratto spietato del lato più oscuro della provincia americana, memore del cinema di Robert Altman e del suo “pupillo” Paul Thomas Anderson, oltre naturalmente al maestro Stephen King.

Dopo Stranger Things i Fratelli Duffer gireranno l’adattamento de Il Talismano di Stephen King

I riferimenti continui all’immaginario, le storie del maestro Stephen King e i molteplici adattamenti cinematografici tratti dalle sue opere, diventano con il Volume 2 di Stranger Things 4 un riferimento esplicito. Anche senza rivelarvi nulla della scena, infatti, possiamo dirvi che un personaggio legge ad alta voce una pagina de Il talismano, scritto nel 1984 da King con Peter Straub.

Nella recensione del Volume 1 avevamo citato, oltre naturalmente a It e Stand by Me, i film Carrie lo sguardo di Satana di Brian De Palma e La zona morta di David Cronenberg, ma soprattutto un racconto firmato nel 1977 da King con lo pseudonimo di Richard Bachman, Ossessione.

Ma ora sono gli stessi Fratelli Duffer a fornirci la loro chiave di lettura, la loro principale fonte di ispirazione. Non a caso, Il talismano è infatti una storia che si sviluppa a cavallo tra due mondi, il nostro e una terrificante dimensione parallela. Ma, soprattutto, è la storia di un ragazzino “solo contro tutti”, impegnato a cercare un rimedio miracoloso che salvi la vita di sua madre.

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Il romanzo di Stephen King e Peter Straub si apriva e chiudeva con un omaggio a Mark Twain, attraverso le citazioni Tom Sawyer e Huckleberry Finn. Ovvero, i più grandi classici della narrativa americana per ragazzi, le prime leggendarie avventure di un ragazzino impegnato a sopravvivere nella Terra delle opportunità, forte solo della sua folgorante intelligenza.

Si chiude così il cerchio delle molteplici ispirazioni nasconte tra le spire, le invenzioni e l’intreccio di Stranger Things. E dulcis in fundo, arriva in questi giorni da Netflix la conferma che saranno proprio i Duffer Brothers a realizzare l’adattamento de Il talismano, con una serie prodotta da Steven Spielberg, già impegnato moltissimi anni fa in un progetto poi mai realizzato.

Stranger Things 4, Capitolo 9. Il lungo addio a una delle serie più amate di sempre

Certo, in molti potranno imputare ai Duffer la scelta di aver edulcorato e diluito il finale in una interminabile puntata monster, che poteva forse essere più concisa, o forse poteva essere più agilmente divisa in due episodi di durata più tradizionale, che avrebbero chiuso anche questa stagione alla decima puntata.

Ma se la struttura narrativa del Capitolo 9 sembra certamente ispirata più da ragioni commerciali e promozionali che non da reali esigenze drammaturgiche, noi ci sentiamo di perdonare agli autori questo piccolo peccato veniale.

Forse perché negli ultimi due episodi la colonna sonora supera ancora se stessa, celebrando i Metallica di Muster of Puppets ma anche Siouxie and the Bansheees con Spellbound. Ma soprattutto, perché con il finale della quarta stagione hanno raggiunto la perfetta fusione atomica tra Horror, Sci-Fi, Romantic Comedy e la gloriosa tradizione americana del racconto corale, da America oggi a Magnolia.

Ogni singolo personaggio apparso nel corso della serie, fosse anche in una sola sequenza, trova la perfetta conclusione del proprio arco narrativo. Ogni strato della società viene rappresentato nella sua realtà e nelle sue convenzioni, dalle scuole superiori al mondo degli adulti, spaziando continuamente dalla dimensione soprannaturale del Fantastico a quella ben più reale della violenza tra gli uomini.

Poche, pochissime opere contemporanee hanno saputo centrare un equilibrio tanto perfetto tra intrattenimento popolare, qualità della regia e della scrittura, profondità delle implicazioni umane, sociali e politiche. E per questo, non possiamo che aspettare con ansia la quinta, ultima stagione, sperando che questo lungo addio duri ancora il più a lungo possibile.

Stranger Things 4: Il cast

  • Joseph Quinn: Eddie Munson
  • Winona Ryder: Joyce Byers
  • David Harbour: Jim Hopper
  • Finn Wolfhard: Michael “Mike” Wheeler
  • Millie Bobby Brown: Jane – Eleven – Undici
  • Gaten Matarazzo: Dustin Henderson
  • Caleb McLaughlin: Lucas Sinclair
  • Noah Schnapp: William “Will” Byers
  • Natalia Dyer: Nancy Wheeler
  • Charlie Heaton: Jonathan Byers
  • Cara Buono: Karen Wheeler
  • Matthew Modine: Martin Brenner
  • Sadie Sink: Maxine “Max” Mayfield
  • Joe Keery: Steve Harrington

Stranger Things 4, Volume 2: Trailer ufficiale italiano

RECENSIONE
Stranger Things 4
Avatar di Marta Zoe Poretti
"this is a mirror you are a written sentence" Giornalista-pubblicista e #Cinemalover, specializzata in Filmologia e Storia del Cinema.
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