Sanremo: 10 vittorie assolutamente immeritate nella storia del Festival [VIDEO]

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10 canzoni vincitrici di Sanremo che forse, ripensandoci oggi, non se lo meritavano così tanto

Il Festival di Sanremo ci guarda dall’alto di settant’anni di storia. La kermesse canora è al centro della cultura del nostro paese da quando esiste la televisione in Italia (e anzi, da qualche anno prima) e tutte le maggiori tendenze musicali della penisola sono sempre passate per Sanremo, volenti o nolenti.

In decadi e decadi di competizione tantissimi famosi cantanti si sono guadagnati la meritata fama proprio su quel palco, conquistando il pubblico con brani memorabili ancora oggi fondamentali nella nostra cultura musicale. Ma, ahimé, è vero anche il contrario: fin troppe volte a vincere sono state canzoni che, ad essere buoni, non se lo meritavano proprio.

Vero, alla fin fine è sempre questioni di gusti. Ma vi sfidiamo a riascoltare questi dieci brani vincitori e a non porvi perlomeno qualche dubbio sui loro meriti (se non sui meriti dei loro interpreti). Ripercorriamo quindi quelli che per noi sono i dieci pezzi che a Sanremo davvero NON meritavano di vincere.

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1. Peppino di Capri – Non Lo Faccio Più, 1976

Cominciamo con il buon vecchio Peppino Di Capri e questa sua intramontabile hit. Testo: “E lo scialle della mamma guarda un po’ che fine fa / Forse lei te l’ha prestato, forse invece non lo sa”. Le famose incontenibili passioni amorose degli anni ’70 in un brano orchestrale che dà spazio di quando in quando un effetto per chitarra completamente fuori luogo, il tutto per descrivere un rapporto intimo in un trionfo di eufemismi e suggestioni tra le righe. Che dire: erano altri tempi.

2. Homo Sapiens – Bella da Morire, 1977

Nel 1977, l’anno del punk (tanto per dire), la canzone vincitrice del Festival è questa ballad soft rock mielosa e incantevole proposta dagli Homo Sapiens, nome nel frattempo sprofondato nell’oblio. Il complesso, non lontano dallo stile de I Cugini di Campagna, suona quel genere di musica leggera italiana inessenziale e sempre insistente sulle universali tematiche amorose tanto care agli adolescenti post-sessantottini del tempo. Evitabile.

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3. Mino Vergnaghi – Amare, 1979

Attenzione perché questo brano di Mino Vergnaghi, vincitore dell’edizione 1979 (e presentato pure da Mike Bongiorno), parla… d’amore. Un tema che si sente sempre il bisogno di trattare, insomma. Il successo è talmente eclatante che Vergnaghi incide, nel corso della sua carriera, ben… un LP. Uno solo, uscito nello stesso anno con titolo eponimo. Siamo sicuri che in moltissimi ricorderanno con estrema nostalgia la sua sentita interpretazione, ma… davvero meritava la vittoria?

4. Riccardo Cocciante – Se Stiamo Insieme, 1991

Il vincintore del 1991 è il leggendario Riccardo Cocciante, boccoli e tutto, che propone uno dei suoi brani lamentosi cantato rigorosamente fuori metrica. Il più classico sfogo amoroso, che avrebbe trovato più posto negli anni ’70 che nei ’90 e che si risolve in una ballad trascinante e incantabile (provate a cantarci sopra senza essere lui). Parliamo di un gigante, certo: ma questa canzone in particolare si poteva anche tenere lontana dalla cima della classifica Sanremese.

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