Titane: Recensione del film vincitore di Cannes 2021

Dal 1 Ottobre al cinema il controverso film vincitore di Cannes 2021: Titane, body-horror firmato da Julia Ducournau. La nostra recensione.

Titane
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Con il 1 Ottobre arriva nei nostri cinema il film che, assolutamente a sorpresa, ha visto assegnata la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2021: Titane, opera seconda di Julia Ducournau. Un disturbante body-horror dominato dalla coppia carismatica Agathe Rousselle-Vincent Lindon.

Titane è anche l’occasione per celebrare la riapertura a Roma, nel Rione Trastevere, del Cinema Troisi. La sala riapre i battenti dopo ben otto anni grazie all’impegno dell’Associazione culturale Piccolo America, scegliendo come primo titolo proprio questo controverso esperimento cinematografico.

Un’opera destinata a polarizzare nettamente il giudizio critico. Dopo l’esordio con Raw, Julia Ducournau guarda evidentemente al cinema di David Cronenberg, ma anche a The Neon Demon e il linguaggio audiovisivo di Nicolas Winding Refn. Il risultato, però, lascia quantomeno perplessi.

E se qualcuno resterà profondamente sedotto dalle sequenze più violente, provocatorie e ardite di Titane, per altri potrebbe trattarsi perfino del film più orripilante dell’anno.

L’annuncio della Palma d’oro ha destato scalpore per le più svariate ragioni. Anzitutto, il Presidente della giuria Spike Lee ha messo a segno una gaffe storica, annunciando il film vincitore in apertura della cerimonia di premiazione. Sono seguite poi le polemiche di rito.

Com’era ampiamente prevedibile, una parte della stampa ha visto nella vittoria di Titane la semplice volontà di premiare una regista donna. Ad uno sguardo più attento, in compenso, non possiamo non notare che tra i titoli in concorso a Cannes c’erano diverse altre autrici.

Se la giuria (e il suo presidente) non hanno scelto Bergaman Island di Mia Hansen-Løve o magari La fracture di Catherine Corsini, non è certo un caso. Un horror come Titane, fino a pochi anni fa, non sarebbe infatti mai stato ammesso in concorso a Cannes oppure alla Mostra del Cinema di Venezia.

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Rispetto agli standard di questi grandi festival internazionali (e una certa idea di cinema d’autore) Titane è certamente un’opera di rottura. Eppure, dopo la visione resta il sospetto che il disagio, il disgusto innescato naturalmente dalla violenza di Titane, resti in fondo profondamente gratuito.

La regista ha scelto semplicemente di ricalcare temi e sensazioni già ampiamente esplorate dall’Horror contemporaneo, o siamo davvero in presenza di un’opera sperimentale?

Titane: La trama

Alexia (Agathe Rousselle) è rimasta vittima da bambina di un incidente d’auto. Per salvarle la vita i chirurghi hanno dovuto ricostruire il suo cranio tramite una placca di titanio. Ora quell’innesto in metallo è parte integrante della sua identità.

Alexia è una ballerina, è ossessionata dalle automobili, dal sesso e dall’omicidio. In fuga dalla polizia, verrà salvata da Vincent (Vincent Lindon), capitano di una caserma di vigili del fuoco. Suo figlio Adrien è stato rapito, e anche se sono passati molti anni il suo dolore non accenna a dimunuire.

Alexia ai suoi occhi diventerà così Adrien, mentre due anime perse sembrano scoprire finalmente il calore di una famiglia.

Titane: Recensione del film vincitore della Palma d’oro a Cannes 2021

Titane
Titane, il secondo lungometraggio di Julia Ducournau, vincitore della Palma d’oro a Cannes 2021, arriva nei cinema italiani questo 1 Ottobre

Nel lontano 1996 Crash di David Cronenberg vinceva il Gran Premio della giuria del Festival di Cannes. Oggi, a distanza di esattamente venticinque anni, l’incontro carnale di umanità e macchina torna a sedurre la croisette.

Nonostante si tratti certamente d’immagini ardite, il primo essenziale limite dell’opera seconda di Julia Ducournau si rivela allora nella sua natura fortemente derivativa.

Per quanto non si tratti certo di un genere affine ai gusti e alla sensibilità del grande pubblico, le sperimentazioni legate al body-horror possono vantare ormai decenni di storia. E se l’Horror è forse il genere più vivo e vitale del panorama cinematografico contemporaneo, per stupire serve ben altro.

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L’idea di un essere pansessuale, una mutante mostrata ossessivamente nella sua nudità, non basta a giustificare una sceneggiatura superficiale, pretestuosa, incapace di indagare le ragioni dei protagonisti.

Più oltre, Titane di Julia Ducournau presenta un altro profondo limite, perfino più imperdonabile. Ovvero, non possedere nulla dell’allegoria e la metafora.

L’insistenza sul corpo femminile martorizzato resta, ad esempio, il dato più sconvolgente del cinema di Lars Von Trier. Peccato che le protagoniste femminili del regista danese raccontino la società contemporanea, la feroce repressione della diversità e la follia come infrazione della norma.

Al contrario, qui la sceneggiatura balza da un’assassina a una figlia in cerca d’amore, passando con assoluta disinvoltura dalle atmosfere cyber-punk alla più classica struttura del melodramma.

Poche intuizioni sul piano visivo, per quanto certo disturbanti, finiscono per diventare perfino ripetitive. I lividi sul corpo invecchiato di Vincent Lindon. La gravidanza indesiderata che deforma il corpo di Alexia.

Com’era oltremodo prevedibile, il travaglio e il parto diventeranno il climax di un film che sembra limitarsi a collezionare sequenze forti, senza cercare la riflessione né il senso.

Ma non basta innescare nello spettatore una serie di reazioni epidermiche per gridare al capolavoro, meno che mai può essere considerato sperimentale un film che gioca col disagio, ma si rivela nella struttura e nella scrittura un’opera profondamente convenzionale.

Una Palma d’Oro tanto scandalosa non mancherà comunque di trovare i suoi amatori. Consigliamo dunque Titane ai cultori del gusto dell’orrido, che forse troveranno un film tanto brutto che travalica il confine col sublime.

Titane: Il cast

  • Vincent Lindon: Vincent
  • Agathe Rousselle: Alexia
  • Garance Marillier: Justine
  • Laïs Salameh: Rayane

Titane: Trailer ufficiale italiano