Lost: I 10 (+1) migliori personaggi di una serie immortale

In occasione dell'anniversario del primo episodio di Lost, abbiamo deciso di parlarvi di quelli che per noi sono i migliori personaggi

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Il 22 settembre del 2004 partiva dall’aeroposto di Sidney il volo Oceanic 804, ovvero sia il famigerato aereo che precipitando su un’isola deserta al largo delle coste dell’Australia diede inizio a tutti gli eventi visti in Lost (qui la spiegazione del finale), leggendaria serie ABC che proprio in quella data rilasciò il primo, storico episodio.

Nell’arco delle 6 stagioni delle quali lo show è composto, lo spettatore ha modo di conoscere ed empatizzare con tantissimi personaggi diversi, tutti accomunati dalla volontà di sopravvivere. In occasione dell’anniversario dell’inizio delle avventure di Jack, Kate e soci, abbiamo deciso di parlarvi di quelli che per noi sono i personaggi migliori scritti da Damon Lindelof e dal suo staff.

I 10 Migliori personaggi di Lost: I criteri

Come in ogni classifica che si rispetti, sebbene basata su ovvi gusti personali, abbiamo cercato di seguire uno schema quanto più possibile metodico. Innanzitutto abbiamo incluso nella pletora dei selezionabili solamente personaggi che vediamo avere a che fare direttamente con l’isola, anche per pochi episodi. Dunque secondo questa logica Nikki e Paulo (tranquilli, non ci sono), avrebbero potuto essere scelti mentre Charles Widmore no. Si, è vero che in una rapidissima comparsata, il falcoltoso imprenditore mette piede sull’isola, ma la sua storia si svolge principalmente in altre sedi. Dunque lo abbiamo escluso.

Inoltre, ovviamente, la sensibilità di chi vi scrive. Lost è un’esperienza seriale unica ed inimitabile. Ognuno crea feeling con personaggi diversi per motivi personali e insindacabili. Tuttavia abbiamo il privilegio di poter scrivervi delle personali emozioni che questa serie e questi personaggi hanno suscitato in noi. Sentitevi dunque liberi di dirci chi avreste inserito voi ma ricordatevi sempre che si tratta di un lavoro quasi prettamente soggettivo. Detto questo, iniziamo.

10) Juliet Burke (Elizabeth Mitchell)

Facciamo la conoscenza di Juliet in Storia di due città, primo episodio della terza stagione. Nei primi momenti ci viene presentata come una donna fredda, algida con un rapporto particolare con Ben, capo degli “Altri”. Tuttavia ha anche una relazione con Goodwin, cosa che porterà l’uomo a finire in uno dei piani di Ben e quindi, a morire.

Col tempo però capiamo che si tratta solo di un’altra vittima dello spietato personaggio interpretato da Michael Emerson. Juliet si trova sull’isola solo per amore di sua sorella malata ed ha come scopo quello di studiare i problemi di fertilità delle donne dell’isola.

Juliet è costretta ad eregere un muro che la difenda da tutti e questo la fa apparire antipatica e a tratti insopportabile. Tuttavia tutto cambia quando incontra Jack prima e Sun poi. Aiutando quest’ultima a portare avanti la sua gravidanza, riesce a scegliere da che parte stare e, sebbene venga vista come un nemico, riesce a guadagnarsi la fiducia di tutti, specialmente di Sawyer. La storia d’amore tra i due è uno degli apici dell’intera vicenda con una conclusione indimenticabile.

Juliet non poteva non essere in questa classifica ma purtroppo non può trovarsi più in alto. Si tratta, è vero, di un personaggio machiavellico, freddo calcolatore che nasconde un’anima fragile e calda. L’interpretazione della Mitchell, con la sua voce calma e flemmatica, il suo sguardo glaciale esaltano il tutto. Tuttavia è stata sfruttata davvero troppo poco e riesce a dare meno di quello che avrebbe potuto. Dunque non ce la siamo sentita di porla più in alto.

9) Daniel Faraday (Jeremy Davies)

Di tutti i personaggi che vedremo in questa classifica, Faraday è quello che appare meno in scena. Lo conosciamo infatti solamente in L’Inizio della Fine, primo episodio della quarta stagione di Lost. Tuttavia nel breve periodo che resta sullo schermo, il giovane fisico figlio di Charles Widmore, segna in maniera indelebile l’avventura dei nostri.

Egli infatti è l’unico a comprendere la natura dei viaggi nel tempo che contraddistinguono le ultime stagioni. La sua mente geniale riesce a dare risposte dove nessun’altro poteva farlo. Il suo concetto di costante nello spazio tempo è forse l’elemento più affascinante che incontriamo in tutta la storia.

Daniel però è molto di più di un genio della fisica. Si tratta infatti di un ragazzo tormentato, innamorato della musica. Passione che però ha dovuto abbandonare in favore della matematica così come sua madre voleva. Nei suoi esperimenti ferisce gravemente l’ex fidanzata Theresa, cosa che lo indebolisce ancor di più a livello umano e lavorativo. Lo troviamo infatti a lavorare come reietto in un laboratorio di Oxford insieme ad un coniglio che si chiama come sua madre, Eloise. Faraday infatti nei suoi viaggi nel tempo troverà la morte per mano della sua stessa genitrice da giovane mentre era incita di lui. Una cosa che segna profondamente un essere già di per sè così incompreso.

Questi sono tutti dettagli che ci raccontano di un animo fragile, ferito e debole ma dal quale, suo malgrado, dipende la salvezza di tutti. Il suo amore per Charlotte infine, che viaggia attraverso il tempo, è uno degli apici narrativi di Lost. La morte della giovane tra le braccia di Faraday è uno di quei momenti che non dimenticherete facilmente, garantito.

8) Charlie Pace (Dominic Monaghan)

Charlie è uno di quei personaggi che ci accompagna fin dalla prima puntata di Lost. Presentatoci come una rockstar vittima dell’eroina e con tendenze suicide, Charlie compie una delle maggiori e più significative evoluzioni caratteriali di tutta la serie. Inizialmente appare infatti come un inetto incapace di pressochè qualsiasi cosa che vuole solo trovare un posto tranquillo per farsi la sua dose.

Tuttavia il suo cuore è più coraggioso di quanto sembri e due incontri fatti sull’isola cambiano per sempre la sua vita. Primo quello con John Locke che riesce con i suoi metodi decisamente poco ortodossi a far uscire Charlie dal tunnel della droga. Ma è il secondo, quello con Claire, che indirizza la vita del nostro musicista. In poco tempo la ragazza diviene la sua musa, la ama sopra ogni cosa e capisce che se c’è un motivo per diventare un uomo migliore, quello è lei.

Quando la giovane mette al mondo Aaron, Charlie scopre un lato paterno che non pensava di avere. Sente verso il piccolo una responsabilità che non gli spetterebbe ma che lo fa crescere e maturare. Infine tutto questo processo evolutivo culmina con uno dei sacrifici, una delle scene migliori dell’intera saga. Uno di quei momenti impressi nell’anima di ogni fan e che rappresenterà per sempre il senso più profondo di Lost. Tutto riassumibile in tre parole divenute ormai leggendarie: Not Penny’s Boat.

7) Sayid Jarrah (Naveen Andrews)

Pietra miliare di Lost, Sayid è uno di quei personaggi riuscito ad entrare con prepotenza nel cuore di tutti fan sebbene parta come uno degli elementi più negativi del gruppo. Si tratta infatti di un ex torturatore della Guardia Repubblicana irachena la cui prima, vera iterazione con un altro personaggio è proprio un atto di tortura nei confronti di Sawyer, reo di aver presumibilmente rubato gli inalatori di Shannon. Tuttavia col tempo, Sayid ci viene mostrato da una parte come un uomo d’azione di primo livello, sempre pronto a guidare spedizioni e a menare le mani.

Dall’altra però, il ragazzo iracheno ha anche un grande vuoto nel cuore. Passerà infatti il resto della vita a rimpiangere prima e a cercare poi l’unico grande amore della sua vita, Nadia. Sull’isola trova un intenso ma fugace rapporto con Shannon, la cui morte lo getterà nello sconforto, tormentato sempre di più dai demoni del suo passato. Tornato a casa diventerà sicario di Ben che gli promette di ricongiungerlo con l’amore della sua vita.

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Amore e morte sono dunque i due grandi elementi che guidano tutta la vita di Sayid all’interno della serie. Il sacrificio finale che permette agli ultimi superstiti di salvarsi dopo essere stato infettato dai poteri di Dogen è la giusta e ovvia conclusione di un uomo come lui. Menzione davvero speciale per la sequenza nella quale si trova faccia a faccia con una donna che aveva torturato anni prima alla quale chiede perdono, una voltra trovatosi alle strette.

6) Kate Austen (Evangeline Lilly)

Kate è uno di quei personaggi che ha dato il volto a Lost. Presente dalla prima all’ultima puntata, la criminale dal passato oscuro e dall’animo complesso è sicuramente una delle personalità più amate e contoverse dello show. Inizialmente appare come una donna schiva, arrivata sull’isola in manette e che mente di continuo a tutti, specialmente a Jack. Col tempo scopriremo gli eventi che l’hanno portata ad essere arrestata e non potremo fare a meno di provare empatia per lei.

Protagonista del triangolo amoroso insieme allo stesso Jack e a Sawyer che nelle prime stagioni muove importanti pezzi della trama e dei rapporti interpersonali dei naufraghi, Kate col tempo riesce a trovare il suo posto nella società. Al ritorno a casa infatti, adotta Aaron che ha contribuito a far nascere e convive con Jack. Con quest’ultimo tuttavia le cose non vanno come vorrebbero ma l’amore per il figlio di Claire contribuisce a darle uno scopo nella vita.

Tornerà infatti sull’isola tentando di salvare la vita della madre di Aaron ma che, tuttavia, risulterà ormai folle a causa della vita solitaria in quella terra selvaggia. Kate è il vero collante che tiene unita tutta la storia. Quasi ogni momento cardine che vediamo accadere la vede in qualche modo protagonista. Probabilmente non troverete troppe scene iconiche nelle quali la donna primeggia, ad eccezione forse dello splendido alterco con Jack nel parcheggio una volta tornati a Los Angeles. Tuttavia allo stesso tempo faticherete a trovare un momento clou e fondamentale di Lost nel quale Kate non ha importanza vitale. Vedere per credere.

5) James “Sawyer” Ford (Josh Holloway)

Sawyer è sicuramente la personalità più complessa e sfaccettata dell’intera serie. All’apparenza un truffatore sbruffone disinteressato a chiunque non sia sè stesso, col passare degli episodi si rivela un uomo tormentato, tremendamente solo e con un trauma passato così ingombrante da fargli addirittura rifiutare il suo nome. Sawyer è infatti il cognome dell’uomo che ha distrutto la sua famiglia, seducendo sua madre e portando suo padre ad uccidere prima la moglie e poi sè stesso.

Tutto sotto gli occhi del piccolo James che da lì in poi avrebbe avuto uno e unico scopo nella vita: vendetta. Tuttavia l’isola lo trasforma. Da egoista odiato da tutti, Sawyer diventa il cuore del gruppo, l’anima di Lost in molti frangenti. Quel posto così misterioso gli concede sul piatto d’argento la possibilità di uccidere l’aguzzino della sua famiglia. Sawyer non se la fa scappare e da lì in poi cambia. Sarà sempre più solo James.

L’amore primordiale e istintivo per Kate diventa amore puro, quasi da favola per Juliet. I due condividono una vita da sogno, sebbene troppo breve, a Dharmaville. Il momento della morte della giovane con Sawyer che la guarda cadere nel vuoto è probabilmente il momento più emotivamente intenso di tutta la storia di Lost. Josh Holloway è assolutamente perfetto nel mostrare le due anime di Sawyer. Sbruffone ma fragile, coraggioso e senza paura ma anche dolce e tenero. James è l’uomo che all’inizio della serie finge di rubare gli inalatori di Shannon per puro gusto di essere fastidioso ed è anche quello che alla fine si butta dall’elicottero per permettere ai suoi compagni di salvarsi. Sawyer è tutto e il contrario di tutto. La faccia da schiaffi che ameremo per sempre.

4) Hugo “Hurley” Reyes (Jorge Garcia)

Alzi la mano chi, dopo i primi episodi di Lost, avrebbe mai scommesso che quel goffo ragazzone ispanico sarebbe divenuto un leader assoluto del gruppo e, addirittura, protettore dell’isola. Hugo inizialmente è impaurito da ogni cosa, costantemente bullizzato da Sawyer e che tenta in ogni modo di rendersi invisibile e cercare solo di sopravvivere. Tuttavia, oramai lo sappiamo, la cosa meravigliosa dell’isola è che, col tempo, tira fuori da ogni persona la vera anima.

Se nella vita precedente, Hurley era solo un commesso di fast food con problemi alimentari e psichici, vincitore di una fortuna alla lotteria con quei numeri maledetti che ben conosciamo, in quel posto magico diventa un eroe. Ma attenzione, Hugo non diviene il classico eroe epico snaturando la sua anima pura. Quella diviene invece tutta la sua forza. Mentre tutti pensano a trovare acqua, cibo e scontrarsi con gli Altri, lui costruisce un campo da golf perchè capisce, più di tutti, che è fondamentale trovare distrazioni positive in un’esperienza così difficile come un naufragio.

Quando tutti alzano la voce e fanno vedere i muscoli, Hugo sfodera il suo sorriso migliore e con la gentilezza ammorbidisce ogni spigolo di ogni situazione. Mentre gli altri preparano strategie militari, lui pensa a far ripartire un vecchio pulmino della Dharma che solo il destino sa quanto sarà importante per la sopravvivenza di tutti. Col tempo capirà che quelli che prima sembravano problemi erano in realtà doni e li userà per guidare i suoi compagni quando nessun’altro potrà.

Il motivo per il quale Hugo è senza dubbio il personaggio più amato dai fan è che, alla fine dei conti, si comporta esattamente come qualsiasi persona normale farebbe finendo su un’isola deserta. Per quanto sarebbe bello essere uomini d’azione come Sayid, leader come Jack o impavidi come John Locke, la verità è che molti di noi in una situazione così ci comporteremmo come Hurley. Saremmo tutti terrorizzati e non sapremmo davvero come andare avanti. Attraverso di lui Lost ci regala forse il più importante consiglio di vita di tutta la serie: la purezza d’animo salverà il mondo. E nessuno è più puro di Hugo.

3) Desmond Hume (Henry Ian Cusick)

Se vogliamo trovare un momento nel quale la trama di Lost entra nel vivo si mostra per quello che è realmente è, quello è proprio quanto Jack e John fanno esplodere la botola scoperchiando il rifugio di Desmond. Si tratta di uno dei personaggi più articolati, complessi, affascinanti prodotti dalle menti di J.J. Abrams e Damon Lindelof. Innamorato della sua Penny che perde per una serie di decisioni sbagliate, Desmond finisce a premere un bottone ogni 108 minuti su un’isola deserta.

Potrebbe apparire come una sorta di ponte tra le varie fasi della trama. E invece Desmond è il fulcro attorno a quale la storia si muove. Si scoprirà infatti essere stato lui la causa del naufragio dei nostri protagonisti. Sarà lui a salvare tutti quando John Locke deciderà di non credere più e smettere di premere il tasto. Sarà lui il nodo focale attraverso il quale capire e controllare i viaggi nel tempo. Desmond sarà la costante delle equazioni di Faraday. Collegherà diversi pezzi del puzzle del plot in diversi momenti decisivi della storia.

Riuscendo a vedere il futuro salverà la vita svariate volte a Charlie divenendo la causa finale dell’evoluzione dell’ex rockstar, del suo futuro sacrificio e dunque, di nuovo, della salvezza di tutti. Desmond è il cuore pulsante di Lost, unica via per la salvezza dell’intero gruppo.

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Non poteva che essere tra i primi posti di questa classifica in quanto questo personaggio è la via di snodo di ogni vicenda rilevante della storia. Se Lost è la serie geniale che conosciamo è probabilmente grande merito di come Desmond sia stato in grado di mettere tutti i pezzi del plot a loro posto, dando ordine e credibilità ad una trama intricata e tratti di difficile comprensione. Infine, ma non per importanza, è il protagonista di quella che per molti è la puntata più bella dell’intera serie. Parliamo ovviamente di La Costante, quinto episodio della quarta stagione. Qui vedremo Desmond in preda ai viaggi nel tempo, tra campi militari, infermerie e compiere, ovviamente, la celeberrima telefonata con Penny conclusiva. Uno degli apici della storia della serialità, senza alcun dubbio.

2) Benjamin Linus (Michael Emerson)

Ogni storia degna di nota ha bisogno di un villain degno di nota. E Lost, ovviamente, non fa eccezione. Ben è uno dei cattivi migliori mai apparsi nella storia delle serie tv. Spietato, freddo, machiavellico, calcolatore. Ogni singola azione che compie nella vicenda ha un scopo ben preciso, fa parte di un piano, di un disegno più ampio.

Ben è il capo degli Altri, il deus ex machina di ogni avvenimento che accade sull’isola, sebbene l’isola non lo ami. Mentre infatti in molti guariscono dai propri mali appena mettono piede lì, lui si ammala di cancro, salvato solo da un’intervento chirurgico eseguito da Jack. Sebbene appaia al di sopra di ogni cosa, anche lui sottosta ad un volere più alto, quello di Jacob, protettore di quel posto così misterioso. Ma Ben non ha lo ha mai visto ed anzi, quando scopre che altre persone arrivate dopo di lui hanno avuto il privilegio di incontrarlo inizia a perdere di sicurezza e lucidità. Sarà lui stesso infatti, al primo incontro con quest’uomo così etereo e schivo, a ucciderlo per ordine del Fumo Nero tramutatosi in John Locke.

Michael Emerson è assolutamente perfetto nel ruolo che l’ha reso celeberrimo. L’attore è eccezionale nel riuscire a dare vita ad un personaggio schivo, calcolatore ma che riesca allo stesso tempo ad incutere timore e paura. Ben dà sempre l’impressione di sapere perfettamente quello che sta accadendo e cosa succederà da lì a poco. E questo atteggiamento gli concede un vantaggio eccezionale sui suoi avversari.

Tuttavia col procedere della storia capiamo che Ben è in realtà un uomo insicuro e arrabbiato col mondo. Vorrebbe avere una storia con Juliet, ma lei ama Goodwin. Quest’ultimo verrà ovviamente utilizzato dal capo in una missione suicida. Ma questo non porterà Ben al suo obiettivo.

Prova ad instaurare un rapporto con la sua figlia adottiva Alex che, ovviamente, lo odia. L’uomo tenta di aggrapparsi al suo amore per lei, ma quando arriverà il momento di decidere, preferirà vederla morire sotto i suoi occhi piuttosto che perdere il suo potere sull’isola.

Ben è un villain complesso, sfaccettato, dalle motivazioni profonde e dal carattere variegato. Un uomo che vive di rabbia, invidia trasformati in glaciale ferocia e spietatezza. Il suo arco narrativo non si conclude con una vera redenzione anche se, alla fine, il suo bisogno disperato di un ruolo viene accolto da Hugo che, divenuto protettore dell’isola, lo vuole come suo braccio destro. Non poteva che essere nei primi posti di questa classifica.

1) John Locke (Terry O’Quinn)

Al contrario di quasi tutti gli altri sopravvissuti, per John Locke precipitare sull’isola è stato un vero e proprio miracolo. Prima dello schianto infatti non era in grado di camminare per via di un incidente che lo ha costretto a vivere su una sedia a rotelle. Incapace di accettare questa sua condizione, Locke aveva deciso di fare un walkabout in Australia per sfidare i suoi limiti e dimostrare più a sé stesso che agli altri, di potercela fare.


Arrivato in nella Terra dei caguri, gli viene negato il permesso di partecipare a quest’avventura a causa della sua condizione fisica, che sarebbe stata d’intralcio agli altri partecipanti. Disperato e ormai privo di speranze, è costretto a tornare a casa. Il volo che lo aspetta cambierà per sempre la sua vita. Il volo Oceanic 815, si schianta su un’isola apparentemente deserta. Quando John si sveglia, si accorge di aver riacquistato l’uso delle gambe, incredulo, si alza e presta soccorso agli altri passeggeri.


Locke realizza subito che quello non è un posto come un altro, quell’isola ha qualcosa di speciale, qualcosa di meraviglioso. Non è solo un luogo, è un’entità, ha una sua anima. Per lui, tutti quello che è successo, è accaduto per una ragione, era destino che lui arrivasse lì. Sull’isola, John è un uomo nuovo, ha riacquistato la fiducia in sé stesso ed è di grande aiuto agli altri.


Nel corso della storia di Lost, Locke si scontra spesso con Jack. I due infatti hanno una filosofia di vita totalmente diversa: Uno è un uomo di scienza, razionale, riflessivo. Il secondo invece è un uomo di fede, che crede nel destino e nel fatto che l’isola abbia una risposta a tutto. Questa loro divergenza li porterà a diversi momenti tesi. John non vuole andarsene, non vuole che i soccorsi li trovino, quello è il suo posto ed è pronto a tutto pur di rimanere. L’isola è tutto per lui ed è disposto a proteggerla a qualunque costo.


Nonostante appaia come una persona sicura di sé e di tutto ciò che fa, Locke è tuttavia profondamente disperato. Si aggrappa all’isola perché in fondo è l’unica cosa che può fare, perché la sua vita è lì, a casa non ha nessuno ad aspettarlo ed è terrorizzato all’idea che “l’ incantesimo” si spezzi. Sebbene in molti avrebbero potuto essere in cima a questa classifica, John Locke si merita il primo posto perché è il personaggio reale, rispecchia in pieno la vera essenza dell’essere umano.

È egoista, pensa al suo bene ed è giusto che così sia. Da molti è stato odiato e criticato per questa sua ossessione per l’isola, per il suo volerci rimanere a tutti i costi, ma cos’altro avrebbe dovuto fare? Nessuno ha mai creduto in lui, è stato tradito, umiliato, ferito dalla persona che avrebbe dovuto amarlo più di tutti. Sull’isola ha trovato quello che pensava di aver perso per sempre: la fede. Il suo è un percorso coerente che lo porta a essere un punto di riferimento intramontabile di Lost.

+1 Jack Sheppard (Matthew Fox)

Primo e ultimo volto che appare sull’isola, Jack non avrebbe potuto fare parte di questa classifica. Lui non è solamente un personaggio. Lui è il simbolo di Lost. La figura con la quale migliaia di fan si identificano quando parlano della serie. Leader del gruppo dei sopravvissuti, Jack è nodo focale di ogni decisione e di ogni evento rilevante della storia. In ogni situazione di importante per il plot, lui c’è sempre.

Si tratta di un uomo brillante, chirurgo stimato e poco incline a credere ai misteri che accadono sull’isola. Per questo spesso entra in contrasto con John Locke che di contro trova nella fede nell’isola la sua ragion d’essere. Tuttavia col proseguo della storia, anche un uomo così scettico come il dottor Sheppard dovrà ricredersi e accettare che ci sono cose al mondo che non si possono spiegare. Davvero emblematica di questo concetto è sicuramente la lettera che lo stesso John lascia a Jack prima di togliersi la vita: Vorrei che mi avessi creduto.

SuicideNote

Questa classifica non avrebbe potuto esistere senza Jack ma non sarebbe stato possibile inserirlo alla stregua di compagni molto meno rilevanti ai fini della trama. Sarebbe infatti impossibile riassumere in poche righe, come abbiamo provato a fare per gli altri, tutto ciò che questo personaggio significa per Lost e per i suoi fan. Dunque abbiamo deciso di porlo in una posizione speciale. Insieme agli altri ma comunque separato da loro. Quasi ad omaggiare le parole che lui stesso porta sul corpo sotto forma di tatuaggi: He walks amongst us, but he is not one of us (Lui cammina tra noi, ma non è uno di noi).

Cosa ne pensate di questa classifica? Siete d’accordo con noi? Chi avreste inserito? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti