Sul più bello | Recensione dell’opera prima di Alice Filippi

Sul più bello
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Sul più bello è il primo lungometraggio di Alice Filippi, che ha esordito nel 2017 con il documentario ’78 – Vai piano ma vinci, presentato al Torino Film Festival. Il film ha avuto una breve distribuzione nelle sale dopo l’anteprima speciale ad Alice nella Città, sezione parallela ed autonoma della Festa del Cinema di Roma. Dall’8 gennaio è disponibile su Prime Video.

Trama

Marta è una ragazza di 19 anni che lotta quotidianamente contro la fibrosi cistica con un vitalismo invidiabile. Al suo fianco i suoi due amici Jacopo e Federica, entrambi omosessuali alle prese con il desiderio di avere un figlio. Dopo anni dalla morte dei genitori, finalmente riesce a trasferirsi nella casa che ha avuto in eredità. La sua vita è crudele, qualche volta bizzarra, ma sicuramente non incompleta, se non fosse per quel grande amore sognato fin da bambina e mai arrivato. L’incontro con Arturo sarà la prima volta nella vita di Marta in cui la giovane sognatrice spererà di non doversene andare proprio sul più bello.

Cast

  • Ludovica Francesconi: Marta
  • Giuseppe Maggio: Arturo
  • Eleonora Gaggero: Beatrice
  • Alfa: se stesso
  • Jozef Gjura: Jacopo
  • Gaja Masciale: Federica
  • Franco Ravera: Direttore Morana
  • Elisabetta Coraini: madre di Jacopo
  • Michele Franco: maitre
  • Edoardo Rossi: padre di Beatrice
  • Gianni Bisacca: dottore
  • Vittorio: Elia Tedesco

Sul più bello, Trailer

Sul più bello: Recensione

Si potrebbe iniziare dicendo che Sul più bello è un film come tanti altri. Rientrerebbe a pieno titolo in quel filone del teen drama in cui negli ultimi anni si moltiplicano i vari Io prima di te e Colpa delle stelle. Persino in Italia c’è un precedente nella trasposizione del romanzo di Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue.

La cosiddetta sick lit trova la sua fortuna nel melodramma, nella commozione, in storie che per molti sono racconti di battaglie quotidiane e di vita. Sul più bello appartiene sicuramente al genere, ma ha l’enorme pregio di destrutturarlo, scardinandone la serietà e il rigore.

Scegliere i toni della dramedy per raccontare la malattia diventa allora una scelta quanto mai coraggiosa e radicale. La storia del bello e impossibile Arturo e la sua ricca ed elitaria famiglia, e della bizzarra ed impacciata Marta alle prese con la malattia, la morte dei genitori e i suoi due amici omosessuali non è quindi una storia come tutte le altre.

Lo schema è davvero sempre lo stesso: l’amore impossibile, e al margine contesti famigliari spesso disfunzionali che permettono di caratterizzare la vicenda intorno ai soli giovani protagonisti. La risposta di Alice Filippi è però come mai prima differente, e cerca di trasformare la forza della sua protagonista nel registro di un intero film.

Un film dallo stile registico pronunciato

A dare vita alla giovane Marta la splendida Ludovica Francesconi, che valica continuamente la goffaggine del suo personaggio con una recitazione di carattere. E in un film che parla al contorno anche di body shaming e pregiudizio, i primi piani sui particolari dell’attrice sono la via perfetta al ribaltamento dei ruoli.

Non potremo non riconoscere in Marta una moderna Amélie; d’altronde Sul più bello è dichiaratamente ispirato ad alcune pellicole. La forza espressiva del film è tutta nella ricercatezza e nella ricchezza cromatica delle tinte, in un gusto tutto pop per gli accostamenti dei colori che conquistano dalla prima inquadratura.

Riecheggiano Little Miss Sunshine e Wes Anderson nelle numerose carrellate laterali, in una simmetria sempre ragionata e funzionale alla drammaturgia. Torino in questo si fa architettura di scena perfetta per lo stile del film, nella sua urbanistica razionalissima e nei suoi scorci geometrici. Tutto ciò dimostra limpidamente che un preciso pensiero stilistico può innalzare le sorti di un’opera destinata nei presupposti ad essere una fra le tante.

Sono quindi perdonabili alcune fragilità di scrittura, o alcune performance attoriali non proprio all’altezza. Sul più bello è un film genuino, che nella dissonanza narrativa insita nella dramedy sarà capace di condurre lo spettatore attraverso la riflessione sulla malattia, la gioia della voglia di vivere, non di sopravvivere, e le lacrime per quell’emozione che ha tramato per tutta la visione.

Quando incontri la malattia conosci lo scontro, la sopravvivenza, la paura e la malinconia di quelli che restano e del tempo che non torna mai indietro. Ogni tanto raccontare tutto ciò con leggerezza è solo un grande sollievo per il cuore.

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