Mafia II: il crimine stile anni ’50 nel sequel del mitico gioco | RECENSIONE

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La Mafia videoludica non è mai stata così realistica

Mafia 2 è il secondo capitolo della fortunata saga dedicata al mondo del crimine organizzato, neanche a dirlo, all’italiana. Iniziata con Mafia nel 2002, la trilogia vede nel secondo capitolo un titolo altrettanto riuscito rispetto al primo, se non di più.

Certo, il fascino anni ’30 non si batte. Ma le vicende narrate in Mafia II percorrono citazioni, cliché e stereotipi, ricalcandoli e anche scongiurandoli. Si sente chiaramente l’influenza dei lavori di Martin Scorsese, così come la volontà di coinvolgere ancora di più il giocatore nel mondo del crimine a tutto tondo.

Si parte dalle origini: la guerra. Distaccato in Sicilia, l’italo-americano Vito Scaletta è testimone di come un boss mafioso è in grado di far arrendere agli alleati un intero paesino solo con la sua parola. Ne rimane colpito.

Tornato in America si trova con una famiglia vessata dai debiti e il padre morto sul lavoro. Dall’altra parte, c’è una scappatoia facile offerta dall’amico Joe Barbaro (chiara parodia dei personaggi di Joe Pesci). Ed è: entrare nella criminalità organizzata, dove lui è già inserito.

Sembra la scelta giusta: lavori facili, anche se poco “puliti”, molto guadagno, più rispetto, onore, ricchezza e… donne. Il gioco indaga abilmente, come i film de Il Padrino, su come la mafia si organizza; ma ancor di più sul perché i “picciotti” entrano a farne parte in primis.

Il gameplay, primariamente un third-person shooter, segue le avventure e disavventure di Vito e Joe, tra una spedizione di contrabbando e una rappresaglia armata, la caccia a un informatore o la vendetta contro un traditore.

Ben presto, le cose vanno male (evidenza di come il gioco, come il capitolo precedente, non sia affatto un’elegia della vita da criminale). A Vito e Joe capita un guaio dopo l’altro, a volte per sfortuna, a volte perché si gettano in situazioni pericolose senza riflettere.

Riparato un danno se ne creano altri due e presto la coppia di gangster di ritrova nel mezzo di una faida che coinvolge i tre principali clan mafiosi in città, per via di quella cosa che lo stesso Don Vito Corleone avvertiva di evitare: la droga.

Giunti alla fine del gioco, Vito scopre una orribile verità sulla morte del padre e si ritrova tuttavia prigioniero di quel mondo di regole e vendette che gliel’ha portato via. Non gli rimane altro, come a tutti, che adeguarsi.

La trama è salda e funziona benissimo, sullo sfondo di un open world curato, che nella parodia di una New York in miniatura è attento alle divisione tra le zone di influenza e le diversità etniche, con tanto di dettagli nelle architetture, nei costumi e nella caratterizzazione dei personaggi secondari.

Anche se è vero che poco si può interagire con cittadini ed esercizi commerciali (ci sono principalmente negozi di armi e di vestiti, e ristoranti), c’è comunque una grande libertà di gameplay.

Le missioni principali si possono ignorare, scegliendo invece di vagare per la città a bordo dei fantastici modelli di auto ben ricostruiti, ascoltando musica dell’epoca da tre stazioni radio diverse. Non è GTA, ma la ricostruzione degli anni ’50 nel gioco è davvero convincente.

Insomma, un lavoro che è il perfetto corrispettivo dei film di mafia, come la serie di Uncharted, per esempio, lo è di quelli di avventura. Più ancora che nel primo capitolo, gli elementi sono tutti perfettamente equilibrati: gameplay, ambientazione e trama funzionano alla grande.

Mafia 2 rimane un gioiello a sé stante per felici intuizioni, scelte azzeccate e un impegno nella progettazione che ripaga a dir poco. Un gioco che sembra un film, non lo è ma coinvolge nella stessa maniera.

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Mafia II | Testato su PC

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RECENSIONE
VOTO
8.6
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Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su SentireAscoltare, OndaRock, Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.
mafia-2-recensione-gioco-videoCome il predecessore, se non di più, Mafia II catapulta il giocatore all'interno delle dinamiche mafiose degli anni '50 in modo perfetto. Il gameplay lascia spazio di manovra al giocatore senza farlo troppo perdere nella vasta mappa ma si concentra perfettamente su una storia di altissimo livello.