Confronting a Serial Killer, la Recensione della docuserie su Sam Little

Disponibile su Starzplay, la recensione dell'acclamata Confronting a Serial Killer, agghiacciante docuserie su uno degli assassini più prolifici della storia americana.

Confronting A Serial Killer; Jillian Lauren; Sam Little
La giornalista Jillian Lauren in Confronting a Serial Killer. Credits: Starz
Condividi l'articolo

Vittima e carnefice, il più prolifico serial killer della storia d’America. Disponibile su Starzplay (canale Amazon Prime Video), Confronting a Serial Killer, docuserie in cinque puntate che vi terrà incollati allo schermo. Soprattutto chi è in astinenza da Mindhunter.

A seguire la narrazione della giornalista Jillian Lauren troviamo la macchina da presa di un regista che di documentari a tema serial killer se ne intende: Joe Berlinger. E con A Confronto Con Un Serial Killer aggiunge un’altra perla alla sua già degna filmografia nel genere.

Confronting A Serial Killer, la Trama

Dal 2018 ad oggi, tre anni di ricerche e interviste con cui Jillian Lauren entra nella mente di Sam Little, la cui “fama” lo precede senz’altro. Con circa cento donne uccise, Little rientra tra i serial killer più prolifici di sempre, mietendo vittime in un arco temporale di circa trent’anni.

Ripercorrendo la sua storia, la giornalista-narratrice entrerà in stretto contatto con l’assassino, tra interviste e racconti agghiaccianti raccolti in questi anni.

Confronting A Serial Killer, la Recensione

Per riassumere brevemente questa interessante docuserie, si potrebbe parlare di una vera e propria discesa all’inferno. Perché in fin dei conti, la mente di Sam Little è equiparabile ad un girone infernale, ben lontano però dal contrappasso dantesco con la sua catabasi.

Confronting A Serial Killer viaggia principalmente su due binari, in maniera molto asciutta e ben lontano dalla morbosità del racconto. Chiaramente tutto gira intorno alle confessioni di un serial killer, strangolatore seriale, provando a capire i meccanismi che lo portavano ad uccidere.

LEGGI ANCHE:  The Stand, Recensione della serie tratta dal romanzo di Stephen King

Ciò che però preme alla Lauren è raccontare una storia nel migliore dei modi, a tutto tondo, senza tralasciare nulla. Gli audio di Little e i racconti dei familiari delle vittime stesse e delle fortunate sopravvissute si alternano alla perfezione, andando a chiudere l’infernale cerchio.

L’attenzione dello spettatore quindi verrà catalizzata da questi due richiami, accantonando la morbosità a costo di non soddisfare il voyeurismo dello spettatore. Per ogni confessione di Little, c’è un contraltare fatto di sofferenza, di una famiglia spezzata costretta a combattere con i tribunali per ottenere una certa giustizia.

Da un lato, i brividi delle azioni assassine di Sam Little, dunque, dall’altro quelli legati ad un sistema basato su pregiudizi di ogni forma. Come il fatto che ad una prostituta drogata non si può certo credere fino in fondo, visto il suo status.

E quindi è anche giusto ridimensionare le accuse, visto il pulpito dalle quali provengono. Considerazioni che fanno riflettere sul senso della benda intorno agli occhi della Giustizia e la facilità di eluderla.

Confronting a Serial Killer, recensione, lauren jillian
La giornalista Jillian Laureen

La centralità della figura femminile è quindi prerogativa basilare su cui Confronting A Serial Killer dirama le sue considerazioni, anche per quei minuti dedicati alla narratrice, potenziale vittima ideale di Little, vista la sua storia fatta di abusi e droga. Per l’appunto, identificarsi con le vittime per conoscere a pieno la storia ma soprattutto il trauma. Questo il mantra della Lauren nella sua narrazione.

LEGGI ANCHE:  The Stand, Recensione della serie tratta dal romanzo di Stephen King

Col passare dei minuti, Sam Little diviene sempre più una vera e propria incarnazione del male. Perché uccideva? Forse per vendetta verso la figura materna, mai tollerata. Sicuramente perché vedeva le donne come oggetti da possedere in esclusiva. Esattamente come prevede la narrazione machista, elemento condiviso da molti serial killer.

Non sono infatti poi così diverse le motivazioni di Sam Little rispetto a quelle degli uomini che compiono atti di femminicidio. Ossessione, possessione morbosa di un oggetto che o appartiene all’uomo o a nessun altro. O mia o di nessuno.

Confronting a Serial Killer, recensione
I ritratti delle vittime

Attraverso una tragica storia americana, Confronting A Serial Killer mostra in maniera asciutta e lineare la lucida follia dell’uomo Sam Little. Ma non di minor importanza anche la condizione di oppressione in cui si trova il genere femminile, incastrato tra le mani di potenziali serial killer figli di una cultura che vede proprio l’oppressione come unica arma per vincere una gara che non esiste.

Impossibile rimanere distaccati dai racconti di vittime e killer. Pur non avendo il mordente del classico show morboso americano, Confronting A Serial Killer vi trascinerà nel folle baratro di violenza e soprusi da parte di un uomo che uccideva per mero gusto suprematista e che fino alla sua morte (avvenuta a fine 2020) non sembra aver mai provato alcun rimorso.

Il Trailer