Dragon Ball bannato da una televisione di Valencia perché sessista

Una televisione di Valencia ha deciso di non mandare in onda Dragon Ball in quanto ritenuto sessista e dal linguaggio stereotipante

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La televisione spagnola di Valencia À Punt ha dichiarato di non voler trasmettere Dragon Ball sui propri canali in quanto ritenuto sessista.

All’inizio di questo mese, a seguito di una campagna dei fan che chiedeva che il canale trasmettesse la serie, la deputata di Compromís Mónica Àlvaro ha chiesto se fosse in programma inserire le avventure di Goku e Vegeta nel palinsesto (qui la critica mossa da un politico americano a Dragon Ball Z).

Lo scorso 23 marzo  Alfred Costa, direttore generale di À Punt ha spiegato che il canale non avrebbe trasmesso Dragon Ball a causa dell’alto costo delle licenze della serie e dei regolamenti della regione sull’uguaglianza di genere nella programmazione dei bambini.

Secondo infatti l’articolo 5 della Legge n. 6/2016 della Generalitat Valenciana, il Governo della regione e le reti televisive devono adottare, attraverso l’autoregolamentazione, codici di condotta volti a trasmettere il principio di uguaglianza escludendo i contenuti sessisti, soprattutto nella programmazione per bambini e giovani

I media pubblici dovrebbero presentare Parità di trattamento e opportunità per uomini e donne, l’uso di un linguaggio non sessista e la garanzia di uno stereotipo di immagine plurale e non plurale di donne e uomini – si continua a leggere nella dichiarazione di A Punt.

Concludendo, il documento chiede alle emittenti di scartare i contenuti che incoraggiano la discriminazione di genere attraverso stereotipi e ruoli sessisti – come, per l’appunto, è inteso Dragon Ball.

Le molte proteste giunte dopo questa decisione hanno evidenziato l’ipocrisia di questa decisione in quant i cittadini valenciani abbiano la possibilità di acquistare copie fisiche del celeberrimo anime.

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