MF DOOM: chi era “il rapper preferito del vostro rapper preferito”

LaScimmiaPensa racconta MF DOOM

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Screenshot dal video "JJ DOOM - GUV'NOR (Official Video)"
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MF DOOM, Viktor Vaughn, King Geedorah, Metal Fingers: tanti nomi, un solo uomo

Dopo la triste ed inaspettata notizia della scomparsa di uno dei nomi più importanti della storia dell’hip-hop, MF DOOM, abbiamo deciso di dedicargli un articolo per raccontarvi chi era, cosa ha fatto e perché è così importante. È la storia di Daniel Dumile, newyorkese classe ’71, che già dagli 8/9 anni comincia ad ascoltare Tom Tom Club e Otis Redding su dei giradischi della Technics trovati a casa della babysitter e a collezionare e divorare fumetti (almeno fino alla scoperta delle console Atari), passione che influenzerà tutta la sua futura carriera nel rap.

Nell’88 il giovanissimo Dumile entra in attività con il fratello minore Dingilizwe – in arte DJ Subroc – nel trio hip-hop KMD (acronimo per “Kausing Much Damage“) come rapper e produttore con il primo dei suoi tanti moniker, “Zev Love X“. Il collettivo riesce, grazie ad un’apparizione in un album dei 3rd Bass, ad attirare l’attenzione dell’Elektra Records, che produrrà e distribuirà il loro album di debutto.

“As luck would have it, one of America’s two most powerful villains of the next decade has turned loose to strike terror into the hearts of men…”

(Credits: TheArches – Wikipedia)

Sfortunatamente, Subroc perderà la vita in un incidente stradale prima dell’uscita del secondo album dei KMD, che causerà la rescissione a seguito di controversie con l’etichetta per la natura decisamente esplicita dei testi e della copertina e verrà successivamente completato e pubblicato indipendentemente da Zev Love X, rimasto ormai da solo. Da quel momento Daniel Dumile, affranto per la perdita del fratello e per il prematuro fallimento della sua carriera, si ritirerà dalle scene per pianificare la sua vendetta contro l’industria discografica.

Questi ultimi eventi della sua vita sembrano delineare la perfetta backstory per un supercattivo dei fumetti. Dumile, infatti, tornerà cinque anni più tardi con la voce cambiata dal “migliaio di blunt” fumati e con il volto coperto da una maschera, interpretando l’incarnazione musicale di uno dei suoi idoli fumettistici (Doctor Doom) sotto il nome di MF DOOM, “tutto in maiuscolo“.

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“He solds scrolls, lo and behold, know who’s the illest ever like the greatest story told”

MF DOOM e Madlib (Credits: GreatMusicLover, Possan~commonswiki, Carl Pocket – Wikipedia)

MF DOOM debutterà finalmente nel 1999 con “Operation: Doomsday“, disco quasi interamente auto-prodotto, pieno di skit e campionamenti di cartoni animati supereroistici e trasposizioni di conversazioni prese da fumetti, il tutto atto alla caratterizzazione della nuova persona (intesa in senso jungiano) del rapper. Nonostante sia tutto ancora acerbo e meno aggressivo del resto dei suoi lavori, Operation Doomsday anticipa l’enorme potenziale del nuovo Dumile, ritornato da completo outsider con il suo rap anticonformista in una scena piena di cliché da gangster.

Da lì, DOOM passerà il suo periodo più prolifico (i primi anni del 2000) a produrre per altri ed a pubblicare sotto ulteriori pseudonimi (King Geedorah, Viktor Vaughn, Metal Fingers, Metal Face) – che, nella sua idea di musica come se fosse un universo fumettistico, rappresentano ognuno degli effetivi personaggi – fino al 2004, quando realizzerà, nel giro di un solo anno, i suoi due migliori progetti, nonché due tra gli album più belli ed importanti dell’intera storia dell’hip-hop ad oggi.

Agli inizi del 2002, Dumile riceve una chiamata dal manager del produttore di Otis Jackson Jr., alias “Madlib“, per volare a Los Angeles e lavorare ad un progetto assieme. Così, due anni più tardi, dopo aver scartato poco meno di un centinaio di beat, dall’alto di un bunker situato sulle colline della Città degli Angeli, avrà luce “Madvillainy“, l’unica collaborazione del duo sotto il nome di Madvillain. Un mix incredibile di rime taglienti e storie di supercattivi immerse nella narrativa aggressiva e narcisistica di DOOM, che delinea uno stilizzato ritratto di un uomo corrotto dalla società. Il tutto, sugli impeccabili campionamenti di Madlib, che, armato solamente di un SP-303 e di qualche giradischi, pesca persino da dischi di Frank Zappa.

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“This one goes out to all my peoples skippin’ bail, dippin’ jail, whippin’ tail and sippin’ ale”

Soltanto poco tempo, uscirà dopo un altro capolavoro: “MM…Food“. Anche qui il songwriting è satirico (si tratta pur sempre di un album che ha come concept principale il cibo) e pungente, i riferimenti misteriosi e le punchline risultano ancora una volta l’arma più efficace del “supercattivo”. Dopo quest’ultimo lavoro, il nostro si dedicherà nuovamente a collaborazioni con altri rapper e produttori, sulla scia di Madvillainy, fino al 2009, quando uscirà il suo ultimo full-lenght album sotto il nome di MF DOOM, “Born Like This“.

Si conclude, allora, nel 2020 la carriera dell’enigmatico artista, con una dozzina di LP all’attivo in totale (tra collaborazioni e pubblicazioni sotto i vari pseudonimi) e decine di apparizioni come produttore o ospite. Carriera che ha lasciato un indelebile segno nella storia dell’hip-hop, influenzando un grande numero di artisti seppur rimanendo, in qualche modo, “underground” grazie alla misteriosa persona di Daniel Dumile dalla voce roca e baritona, il supercattivo mascherato dal trascorso burrascoso, “il rapper preferito del vostro rapper preferito“.

R.I.P. MF DOOM.

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