Morto Enrico Bertorelli, voce di Cell in Dragon Ball Z

Scomparso a 78 anni il mitico doppiatore

Enrico Bertorelli
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La tragica scomparsa di uno dei doppiatori italiani più amati

Molti di noi lo ricordano soprattutto come voce di Cell, il mostro che spolpava vive le persone in Dragon Ball Z, temibile avversario di Goku e soci. Ma Enrico Bertorelli, classe 1942, ha fatto molto di più, prima di venire a mancare il 30 novembre 2020, in circostanze ancora non svelate.

In decenni di carriera ha prestato la sua voce a tantissimi personaggi, noti e non noti, che hanno accompagnato più di una generazione. Questo già a partire dalla stessa saga di Dragon Ball, nella quale non ha doppiato solo Cell ma molte altre figure importanti dell’anime, primarie e secondarie.

Parliamo del Governatore Red, il capo dell’esercito del Fiocco Rosso; del dottor Mieu in Dragon Ball GT; e della versione maschile del drago Ryu Shenron. Ha dato la voce poi a Solomon Muto in Yu-Gi-Oh!, a Chiriku in Naruto, al sindaco nella serie animata dedicata alle Tartarughe Ninja e a molti altri ancora.

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Altri suoi ruoli come voce televisiva, minori, sono stati in tante altre serie amatissime quali BatmanTazmaniaL’ispettore GadgetOne PieceHamtaro e I Cavalieri dello zodiaco. Attivo anche nell’ambito del doppiaggio cinematografico, ha prestato la voce, tra gli altri, a Stellan Skarsgård in Beowulf & Grendel.

Attore lui per primo, ha coltivato una sporadica carriera in film e televisione, a cominciare dal titolo Suor Anna Rosa, risalente al 1966, per terminare nel 2004 con la fiction televisiva I colori della gioventù, incentrato sull’artista futurista Umberto Boccioni. Dopo un incidente alle corde vocali, nel 2008, si è ritirato purtroppo dall’attività.

Enrico Bertorelli apparteneva a quel gruppo di voci che, se pur non viste, verrebbero immediatamente riconosciute non appena udite. Dedito a piccoli ruoli, il suo compito è sempre stato quello di caratterizzare personaggi di fantasia per renderli vivi alle orecchie dei più piccoli. E ci è sempre riuscito egregiamente.

Fonte: Metropolitan Magazine

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