Medievil, ode alle gesta di Sir Daniel Fortesque [RECENSIONE]

Abbiamo deciso di parlarvi di uno dei giochi che ha segnato la vita videoludica di molti, Medievil e del suo eroe: Sir Daniel Fortesque

medievil

Era il 1998 quando dalla sua Cripta si risvegliava Sir Daniel Fortesque, dando inizio ad uno dei giochi più amati degli anni ’90, Medievil. La vena goliardica presente in tutto il titolo, unita ad ambientazioni gotiche e a tratti oscure riescono a rendere il gioco imperdibile per pratiamente chiunque.

Il gameplay poi, con tutti i difetti che un gioco di fine anni ’90 può avere, sebbene estremamente modernizzato nella versione remastered, rende tutto il titolo gradevole sebbene non troppo fluido e con molti problemi. Ma andiamo con ordine.

Abbiamo deciso di rendere omaggio a un gioco oramai nel cuore di moltissimi di noi, facendo riferimento alla versione per PS4, senza tuttavia dimenticare le origini del brand. Ecco la nostra Recensione.

Medievil: La Storia

L’intera vicenda è collocata temporalmente nel 1386, nel regno fittizio di Gallowmere. Qui il Re Pellegrino, mite e saggio, viene attaccato dai demoni di Zarok, potente stregone fino a quel momento fido consigliere del sovrano.

Il Re riesce a scacciare l’avversario, mettendo in fuga i demoni e rinchiudendo Zarok in una prigione eterna. Da quel momento i menestrelli cantano le gesta in battaglia del prode Sir Daniel Fortesque e di come riuscì a sconfiggere lo stregone, in quanto il cavaliere era solito raccontare falsamente le sue gesta.

Tuttavia la realtà, che ci viene mostrata nella prima cut scene del gioco, è che il cavaliere fu ucciso durante il primo assalto da una freccia che gli si conficcò nell’occhio. Quando Zarok riuscì a liberarsi, cento anni dopo, riportò in vita tutti i suoi demoni, pronto a fare marcia sul regno di Gallowmere, rapendo le anime dei cittadini e piegandoli al suo dovere.

Lo stregone non aveva però fatto i conti col nostro prode Sir Daniel che, risvegliatori anch’esso, avrà sulle spalle il peso della salvezza del mondo.

Solo da questo prologo si può intuire come tutto il gioco si baserà su questa dicotomia comica. Da una parte Sir Daniel è un totale inetto risvegliato per caso dal potere di Zarok, dall’altra è l’unico in grado di fermare lo stregone.

Quando infatti accederemo al Salone degli Eroi, dove potremo ottenere upgrade nell’equipaggiamento, le varie statue dei prodi cavaliere che ci aiuteranno non faranno altro che ricordarci di quanto Sir Daniel sia un totale incapace.

Le buffe espressioni del cavaliere scheletro che, in maniera geniale non può parlare, rendono ogni momento comico, in netto contrasto con l’ambientazione estremamente cupa e dai tratti decisamente horror.

Il Gamepley

Il Gameplay di Medievil è rimasto molto ancorato a quello che fu. Sebbene i movimenti di Sir Daniel, specialmente i salti, siano più fluidi rispetto a 20 anni fa, la legnosità del nostro eroe scheletro è tutta lì da guardare.

Tuttavia quelli che erano i punti di forza del primo capitolo per PS1 sono altrettanto invariati nella versione PS4. I nemici affrontati sono vari e ben creati, le armi molteplici, cosa che rende possibile per ogni giocatore creare la propria strategia.

Il livello di sfida dell’intero titolo è ottima, con momenti che richiedono davvero uno sforzo di concentrazione non indifferente. Tuttavia a volte la difficoltà viene drogata da alcuni difetti che non sono stati messi a puntino dai ragazzi Other Ocean che si sono occupato della remastered.

Il combattimento, sia corpo a corpo che a distanza risulta infatti spesso impreciso, a causa del lock-on dei nemici e delle hitbox decisamente poco curate che in situazioni molto caotiche rendono il gioco di difficile lettura.

I movimenti in battaglia di Sir Daniel sono scivolosi e legnosi come un tempo, con qualche ovvia miglioria, e l’interazione con lo scenario è problematica.

La telecamera, sebbene migliore nella versione PS4 di quella davvero approssimativa di quella Playstation 1 è comunque mal gestita e a volte rende le azioni, specialmente nelle sezioni di platform, inutilmente complicate.

Il Level Design

Il Level Design di Medievil è sicuramente uno dei punti di forza del titolo. Le location sono varie, ispirate e dettagliate. Si passa dal classico villaggio medievale, al campo di zucche popolato da spaventapasseri assassini, fino a mausolei e formicai. Medievil ha 22 livelli, tutti unici e con trovate di level design davvero ottime.

Certo, ci sono anche location meno ispirate e più piatte, ma nel complesso il gioco risulta poco ripetitivo ed estremamente divertente anche grazie ai numerosi indovinelli ambientali ai quali Sir Daniel deve trovare una soluzione.

Le BossFight sono esteticamente molto belle ma ben poco complesse, levando alcuni esempi che metteranno a dura prova il giocatore. Tuttavia l’assoluta coerenza che questi nemici hanno con la trama e l’ambientazione li rendono tutti unici e perfetti per il gioco.

Visivamente la remastered è assolutamente incredibile. Gallowmere non è mai stata così bella ed ogni elemento è stato assolutamente curato. Discutibile la scelta di lasciare il doppiaggio originale che in Italiano risulta fuori sincro spesso e volentieri e caratterizzato da cadenze regionali a volte ridicole.

Conclusioni

Medievil nella sua versione PS4 pecca sicuramente di un gameplay ispirato e di livello sicuramente inferiore rispetto a molti altri titoli contemporanei. Possiede inoltre un level design molto bello ma comunque classico e basilare.

Il gioco risulta comunque divertente, divertentissimo. Il personaggio di Sir Daniel è uno dei più comici e allo stesso tempo epici mai visti in un videogioco. Ogni livello scorre benissimo e, in ognuna delle 22 location, si trova sempre qualcosa da ricordare.

Ovviamente aiuta molto l’effetto nostalgia, fortemente presente in molti che sono cresciuti con la prima iterazione per Playstation 1. Tuttavia, questo gioco riuscirà a divertire anche chi, non cercando un gioco stilisticamente perfetto ma voglia divertirsi, si lasci guidare a Gallowmere da Sir Daniel Fortesque, l’eroe che non possiamo fare a meno di amare.

Che ne pensate di questa nostra recensione?

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