Spyro the Dragon | Recensione della trilogia originale

La nostra recensione di una trilogia di videogiochi particolarmente amata: siamo ai primi tempi della PlayStation, e parliamo di Spyro the Dragon

Spyro
Credits: ModernXP / YouTube; Sughero - Walkthrough NON Commentati (SugheroGame) / YouTube; Dr.Hunter23 / YouTube;

Spyro 1, 2 e 3: la recensione dei tre storici titoli per PlayStation

Anno 1998. La PlayStation si trova all’avanguardia della quinta generazione di console, quella del 3D, e Spyro the Dragon è uno dei titoli mascotte dell’azienda. Il ruolo fondamentale che ricopre consentendo subito alla PlayStation di proporsi qualitativamente in modo sempre valido è storicamente riconosciuto.

La famosa trilogia originale viene sviluppata dalla Insomniac Games, che poi creerà Ratchet and Clank, il franchise di Resistance e Sunset Overdrive. Dopo l’esperienza con lo sparatutto Disruptor (1996), la Insomniac decide di entrare nel vivo della competizione, sul mercato per giovani e giovanissimi interessati alla PlayStation.

Il rivale da battere ha un solo nome: Mario. Già Crash Bandicoot, primo personaggio simbolo dei giochi PSX, è in quegli anni in lotta con l’imbattibile icona videoludica della Nintendo e Spyro corre in fretta a dargli manforte. La Insomniac sviluppa un gioco non-violento, per bambini e ragazzi, colorato e divertente, proprio con questo scopo.

Spyro the Dragon esce nel settembre 1998 e ottiene subito un enorme successo, tanto che non si perde tempo per i due sequel: Spyro 2: Gateway to Glimmer (1999) e Spyro 3: Year of the Dragon (2000). Il draghetto viola diviene presto un simbolo di quell’era videoludica, conquistando milioni di giocatori.

Spyro the Dragon gameplay – La Casa degli Artigiani, 1998

Il gameplay: Spyro e il suo mondo magico

Il giocatore controlla Spyro, un giovane drago viola al quale vengono affidati di volta in volta compiti estremamente importanti, dal salvare il suo intero regno al dover sconfiggere, naturalmente, il cattivone di turno. In questa fase della storia dei videogame e specialmente nell’ambito dei platform la trama non è cosa essenziale.

Spyro si muove in ambienti 3D limitati ma più o meno ampi, avendo a disposizione un numero di mosse (tra cui la planata) che gli consentono di raggiungere aree nascoste o segrete. Con lui si muove sempre la lucciola Sparx, indicatore della salute che sparisce quando Spyro è prossimo alla morte.

La raccolta dei famosi “collectibles”, elemento tipico di ogni platform classico, decide l’avanzamento nel gioco. Oltre alle gemme di vari colori e valori, Spyro deve di gioco in gioco collezionare altri oggetti preziosi, come, nel secondo titolo, le celebri “sfere”. Ciò richiede curiosità, metodo e attenzione ai dettagli.

Salvare draghi imprigionati, recuperare talismani e uova di drago sono le ulteriori varianti che decidono il completamento dei livelli, rispettivamente, in ciascuno dei giochi. Nel frattempo a Spyro capita anche di aiutare vari “popoli”, ma la prestazione non è mai “volontaria”, bensì inscindibile dal completamento del gioco.

Spyro 2: Gateway to Glimmer (negli Stati Uniti: Ripto’s Rage!) gameplay – Barlume, 1999

Affinità ed elementi comuni tra i titoli

I primi tre giochi sono strutturati tutti in modo simile: ci si muove tra varie “case” (i “mondi”) dalle quali si può avere accesso ai livelli, alle arene dei boss, alle aree bonus, ecc. Per procedere si deve sempre completare qualche obiettivo, come aver raccolto un numero sufficiente di collectibles o aver completato tutti i livelli di un’area.

Nei livelli Spyro interagisce spesso con dei comprimari e altri personaggi: spesso solo delle comparse che hanno lo scopo di caratterizzare l’ambiente del livello. In Spyro 3, per esempio, nel livello Sunny Villa, ambientato in una specie di antica Roma, compaiono degli orsi vestiti da romani. Va bene così, non occorre che abbia un senso.

A partire dal secondo gioco vengono introdotti dei personaggi ricorrenti, come l’odiato Riccone (Moneybags) che svuota le tasche di Spyro a più riprese, e l’amatissimo Hunter, una specie di ghepardo antropomorfo che svolge anche il ruolo di spalla comica. Altre figure ricorrenti sono il fauno Elora, l’eccentrico Professore e la maga Bianca.

Ci sono anche i cattivi, naturalmente, che spesso agiscono con malvagità sono perché pensati per farlo e fanno affidamento a pletore di scagnozzi in confronto ai quali i minions sembrano un branco di geni. Spyro li sconfigge facendo affidamento sui suoi poteri: carica, sputa fuoco, vola e utilizza vari potenziamenti.

Spyro 3: Year of the Dragon gameplay – Villa Solare, 2000