Il Gladiatore, i 15 errori storici che (forse) non hai notato

Il Gladiatore è un film pieno di inesattezze per quel che riguarda la veridicità storica. Abbiamo raccolto per voi 15 degli errori più gravi

Il Gladiatore

20 anni fa usciva nelle sale Il Gladiatore (stasera alle 21:21 su Canale 5), colossal di Ridley Scott che racconta le vicende del generale Massimo divenuto schiavo alle prese con la volontà di vendicarsi del suo destino e di quello della sua famiglia.

L’opera ha enormi punti di forza, quali le maiuscole performance attoriali di Russel Crowe e Joaquin Phoenix o le splendide musiche scritte da Hans Zimmer e cantate, nella sua lingua inventata, da Lisa Gerrard. Tuttavia il film mostra diversi errori storici, riguardanti i dialoghi, incongruenze con i fatti realmente accaduti o le sceneggiature. Ecco i 15 più gravi che abbiamo scovato.

Il Gladiatore: la trama basata su un errore

Come detto, il plot gira intorno a un generale divenuto schiavo e gladiatore, costretto a lottare nelle arene. Tuttavia questa cosa in epoca romana era impossibile a causa di una specifica legge.

Il Postliminium prevedeva che se un soldato finiva imprigionato durante una guerra, avrebbe riacquistato tutti i suoi diritti appena avesse rimesso piede a Roma. Dunque Massimo sarebbe tornato libero al suo arrivo nella Città Eterna, impedendo alla trama di dipanarsi per come la conosciamo.

Gli errori nella sceneggiatura

Al mio segnale scatenate l’Inferno! Questa è una delle frasi più famose del film e più iconiche della storia del cinema. Tuttavia nell’antica Roma non esisteva il concetto cristiano di Inferno. Massimo avrebbe dovuto parlare di Inferi o Tartaro, esattamente come nomina i Campi Elisi e non il Paradiso.

Massimo durante la storia viene spesso chiamato Ispanico, poiché proveniente dalla Spagna. Tuttavia, all’epoca dei fatti, la Spagna non esisteva ancora e dunque l’appellativo col quale avrebbero dovuto chiamare il protagonista avrebbe dovuto essere Iberico.

Il termine Colosseo, inteso come l’arena nella quale combattono i gladiatori, è stato coniato nel Medioevo, a indicare la struttura posta di fianco al Colosso di Nerone. All’epoca dei fatti si chiamava ancora Anfiteatro Flavio o Anfiteatro Massimo

Le incongruenze storiche de Il Gladiatore

L’imperatore Marco Aurelio, al quale Massimo rimane fedele tutta la vita, avrebbe dovuto essere molto più giovane nel film e non apparire come un anziano prossimo alla morte. In più nella storia non viene soffocato da Commodo come vediamo nel film, ma muore di malattia, forse la peste antonina che flagellò Roma dopo il suo ritorno dall’Oriente e della quale non si fa menzione nella pellicola, il 17 marzo 180 d.C.

Lo stesso Commodo non venne ucciso da un combattente ribello nel Colosseo, come ci viene mostrato da Ridley Scott nella pur splendida sequenza finale. L’imperatore infatti perì a causa di una congiura venendo strangolato da Narcisso, ex gladiatore nonchè suo insegnante di lotta personale, il 31 dicembre 192 d.C.

Lucilla, la sorella di Commodo e figlia di Marco Aurelio che nel film ha un figlio, Lucio, ma nella realtà non ebbe mai prole

Nell’ultima scena, quando Massimo seppellisce le statuine, dietro il Colosseo si vede il lago della Domus Aurea. Tuttavia è assolutamente impossibile che queste due strutture siano in scena contemporaneamente, in quanto il bacino venne prosciugato per gettare proprio le basi dell’Anfiteatro Flavio.

All’interno del film le scene di guerra e lotta la fanno da padrona. Di conseguenza la varierà di armi usate in battaglia è notevole. In due di queste sequenze vediamo dei soldati sparare con una balestra. Tuttavia quest’arma non sarebbe stata inventata prima del Medioevo.

Durante una scena di lotta viene liberato il velenosissimo serpente corallo che però vive solamente nell’America Centrale, zona sconosciuta all’epoca del film.

Prima di arrivare a Roma, città nella quale si svolgerà la maggior parte del film, Massimo, insieme agli altri gladiatori vivono e combatto nella provincia dello Zucchabar. Tuttavia questa regione non è mai esistita e l’unico riferimento che si trova con questo nome corrisponde ad una piccola cittadina che si trova nell’attuale Algeria.

Tra le incongruenze storiche che possiamo trovare ne Il Gladiatore, ci sono anche quelle che riguardano monumenti o intere strutture presenti nel film ma non esistenti ancora all’epoca dei fatti. E il caso dell’arco di Costantino e della basilica di Massenzio , che si possono chiaramente distinguere in alcune riprese aeree ma che non sarebbero state costruite prima del IV secolo d.C.

Gli errori durante le lotte nell’arena ne Il Gladiatore

La frase che i Gladiatori rivolgono all’imperatore Ave, Caesar, morituri te salutant, in epoca imperiale non veniva pronunciata dai guerrieri che combattevano nelle arene, ma dai condannati a morte. Inoltre i guerrieri utilizzavano armi di metallo nero o scuro, mentre nel film li vediamo imbracciare spade e lame di uno scintillante acciaio.

Nell’arena Massimo combatte contro delle tigri. Tuttavia nell’antica Roma a lottare contro i gladiatori venivano mandati altri letali felini, i leoni.

L’errore storico più risaputo de Il Gladiatore tuttavia, riguarda il comportamento dell’Imperatore. Difatti nell’antica Roma quando un combattente sottometteva il suo avversario, si aspettava il gesto del pollice dell’Imperatore che decideva se graziare o giustiziare il perdente. Il dito all’insù simboleggiava un’azione di spada, quindi la morte, al contrario stava ad indicare una spada sguainata, quindi la grazia. Gli sceneggiatori del film di Ridley Scott erano a conoscenza di questo particolare ma decisero di invertirne i significati nel film poiché nell’immaginario collettivo il pollice all’insù è utilizzato per indicare che va tutto bene.

Avevate notato questi errori? Amate Il Gladiatore? Sapevate che la sceneggiatura iniziale prevedeva un altro finale? Fatecelo sapere nei commenti

Per altre news e aggiornamenti continua a seguirci su LaScimmiaPensa.com