Box Office Italia, Joker è già un trionfo

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Il botteghino mondiale ha già risposto presente, e il Box Office Italia non è certo da meno nel confermare il successo del Joker di Todd Philips. Polemiche a parte, improbabili allarmi superati (non che in Europa fosse montato alcun tipo di panico attorno al film), il nuovo lungometraggio dedicato al leggendario villain DC ha evidentemente confermato la voglia di un nuovo superhero movie. E se in USA Joker è già il più grande esordio mai registrato in ottobre (stracciando il Venom dello scorso anno), anche i numeri italiani seguono il trend. 6,2 milioni messi insieme nel primo weekend, sale piene e plauso critico pressoché unanime. E’ di gran lunga il miglior esordio mai registrato per un film DC.

Hollywood

Resto della top più moderato nell’andamento, con Tarantino che tiene senza difficoltà il secondo posto e sale oltre i 10 milioni complessivi. Convincono a metà le nuove uscite, che nonostante medie dignitose non sembrano in grado di scalfire il dominio dei due colossi d’ottobre. Non sfonda lo Yeti Dreamworks, così come partono inevitabilmente a rilento le commedie. Successi a metà anche per Rambo e Ad Astra, stabili intorno al mezzo milione e difficilmente destinati ad avanzare ulteriormente.

Questa la Top Ten approfondita del Box Office Italia al lunedì del 7 ottobre:

  1. JOKER WE: 6.263.908 euro TOT: 6.263.908;
    SPETT: 857.453; SALE: 845; SETT: 1
    Vittoria a Venezia, polemica ideologica e persino allarme anti-terrorismo non hanno fatto altro che aumentare il buzz intorno al Joker. Se è presto per parlare di Oscar, è inevitabile iniziare a considerare il film come il primo vero trionfo DC dall’era Nolan.
  2. C’ERA UNA VOLTA… A HOLLYWOOD WE: 911.249 euro TOT: 10.563.263;
    SPETT: 125.258; SALE: 482; SETT: 3
    Ultima settimana ai piani alti per Tarantino, che comincia a perdere quota e fare un bilancio. Bilancio inevitabilmente positivo: Hollywood è in linea con Django, e diventerà probabilmente il più grande incasso dell’autore.
  3. IL PICCOLO YETI WE: 778.388 euro TOT: 778.388;
    SPETT: 123.101; SALE: 397; SETT: 1
    Non diventerà il nuovo Dragon Trainer, lo Yeti faticosamente distribuito dalla Dreamworks. Lavoro minore lanciato in un periodo minore, supererà a stento i due milioni.
  4. AD ASTRA  WE: 411.473 euro; TOT: 1.463.453;
    SPETT: 59.982; SALE: 378; SETT: 2
    Non benissimo neanche l’Ad Astra di James Gray. Forse caricato troppo da recensioni e sparate veneziane, non sembra il tipo di film capace di imporsi come blockbuster nel 2019.
  5. TUTTAPPOSTO WE: 376.299 euro; TOT: 376.299;
    SPETT: 59.419 ; SALE: 297; SETT: 1
    Con il patrocinio di Ficarra e Picone,Tuttapposto lancia un nuovo assalto al terreno delle commedie italiane. Dati in linea con gli altri lavori del genere, discreti ma lontani miglia dai fasti passati.
  6. RAMBO – LAST BLOOD WE: 317.292 euro TOT: 1.281.383;
    SPETT: 43.758; SALE: 274; SETT: 2
    Il Rambo low-cost piace a metà, complice anche un certo passatismo dietro l’icona anni ’80 per definizione. Numeri così così, in linea con il resto del mondo.
  7. IO, LEONARDO WE: 288.660 euro TOT: 323.782;
    SPETT: 43.875; SALE: 317; SETT: 1
    Male il lavoro biografico dedicato all’omonimo personaggio, il Leonardo Da Vinci di Argentero ha la seconda peggior media tra le new entry.
  8. DORA E LA CITTà PERDUTA WE: 233.437 euro; TOT: 719.815;
    SPETT: 37.316 ; SALE: 309; SETT: 2
    Il debutto non aveva convinto, l’arrivo del Piccolo Yeti frena ancora le moderate ambizioni di Dora. Periodo non entusiasmante per i film per famiglie.
  9. YESTERDAY WE: 194.206 euro; TOT: 811.247;
    SPETT: 28.187; SALE: 286; SETT: 2
    Altra vittima di una distribuzione tardiva, l’ultimo Danny Boyle è arrivato in Italia con 5 mesi di ritardo. Per schivare il periodo morto di maggio-giugno, è finito travolto dalla concorrenza autunnale.
  10. APPENA UN MINUTO WE: 149.440 euro; TOT: 149.440;
    SPETT: 23.328; SALE: 250; SETT: 1
    Male il nuovo lavoro in regia di Mandelli. Ancora in cerca di una cifra personale dopo Bene Ma Non Benissimo, paga anche lui la concorrenza e l’inevitabile disaffezione verso un certo tipo di prodotto.fonte: cinetel