Franz Ferdinand – Recensione Always Ascending

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Ecco il nuovo lavoro della band scozzese.

Con Always Ascending i Franz Ferdinand sono giunti al loro quinto album in studio, se non contiamo l’album collaborativo con gli Sparks (2015). E al quinto album la vecchiaia comincia a farsi sentire.

C’è chi definirebbe Always Ascending un album maturo, profondo, intenso. A noi sembra piuttosto di sentire una band stanca, povera di idee, che procede molto per inerzia. Non c’è da essere spietati, il fan medio dei Franz Ferdinand può certo trovare in quest’album di che sollazzarsi. Ma è certo che il gruppo di Alex Kapranos ha ormai perso lo smalto di un tempo.

Il motivo? Sicuramente il recente cambio di formazione, che ha visto l’uscita dal gruppo dello storico chitarrista Nick McCarthy, e la sua sostituzione con il tastierista Julian Corrie e il chitarrista Dino Bardot (già ve ne abbiamo parlato). Se si va a guardare la storia precedente della band, si scopre subito che McCarthy è stato co-compositore, assieme a Kapranos, di quasi tutte le canzoni del gruppo.

Ed in effetti in Always Ascending i Franz Ferdinand suonano un pò… a metà. Gli spunti sembrano poco sviluppati, appena abbozzati, e i pezzi poco rifiniti. I tre singoli, la title track, Lazy Boy e Feel the Love Go, rappresentano i momenti migliori dell’album, e questo è tutto dire. Unico altro passaggio interessante è quello di Huck and Jim, l’unica canzone forse un poco originale (per lo stile del gruppo).

Per il resto il vecchio post-punk revival e le texture di chitarra sono sepolti sotto un velo di disco/new wave molto 1982, che però sembra “steso” male. Ecco perchè Always Ascending sembra una transizione a metà; non quindi un cambio di rotta, non un’evoluzione di stile.

Non si può sapere quanto di questo disco si possa considerare un passo falso.

Nè quanto di questo passo falso sia dovuto all’arrivo dei due nuovi membri, o quanto sia invece dovuto alla stanchezza di un gruppo che già invecchia. Cosa che non sarebbe comunque una scusante: ci sono gruppi attivi da più di vent’anni, come gli Spoon, che sfornano ancora dei capolavori.

Insomma, per Always Ascending il responso è, purtroppo, un sufficiente, ma non si va oltre. Sicuramente è un disco che si può apprezzare di più ed approfondire a ogni ascolto.

Ma tutto lascia presagire che per i Franz Ferdinand i tempi d’oro stiano cominciando a finire.

 

Anno di pubblicazione: 2018
Genere: Indie Rock

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