Band in Italy – 3 ascolti fondamentali per conoscere i Ministri

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Ministri

I Ministri sono uno dei gruppi rock italiani più rappresentativi della scena musicale dell’ultimo decennio.

In questa nostra rubrica raccontiamo la musica italiana degli ultimi decenni, presentando alcune delle band più importanti del nostro paese. Oggi ci occupiamo dei Ministri.

Come sempre i nostri ascolti saranno tre.

1. Un brano pubblicato nei primi anni di attività.

2. Un singolo rappresentativo, scelto sull’intera discografia.

3. Una canzone dell’ultimo album per evidenziarne la dinamica evolutiva.

Nel 2003 tre amici, Federico Dragogna, Davide Autelitano e Michele Esposito decidono di formare un gruppo chiamato Il ministro del tempo. Poco tempo dopo il nome verrà modificato nel più breve e diretto Ministri.

Federico è un chitarrista e un ottimo autore di brani. Davide, detto anche Divi, è un carismatico bassista e prima voce del gruppo, Michele Esposito suona invece la batteria.
Fin dai primi EP e dal primo album I soldi sono finiti del 2006 la band è maturata molto, sia dal punto di vista della scrittura che da quello sonoro. Hanno suonato su diversi palchi italiani e internazionali, hanno raggiunto ottimi risultati e successo di pubblico, a cui si aggiungono anche buone opinioni della critica.

I testi dei Ministri sono attuali, intelligenti, spesso ironici o polemici nei confronti della società, ma non risultano mai scontati o banali. Canzoni come Tempi Bui, Diritto al tetto, Il bel canto, Una palude riescono a colpire, emozionare e a far riflettere l’ascoltatore.

La musica è un rock energico, talvolta vicino al grunge, talvolta al punk, che ben riesce ad esprimersi attraverso la voce roca e graffiante di Divi, alla quale si accosta perfettamente la chitarra di Federico Dragogna. A questi pezzi si alternano poi ballate e canzoni più lente e rilassanti nelle quali però i Ministri non perdono mai la loro carica ed energia.

1. Il bel canto – Tempi bui (2009)

“Che cosa stavi comprando

Quando si è richiuso il cielo?

Quando volevi abbracciarmi

E hai rovesciato il veleno.”

Il secondo album dei Ministri è un concentrato di spunti interessanti e di testi eccezionali. È un lavoro ricco di ironia, che per la band è un ottimo strumento per combattere e resistere al mondo che li circonda.

A colpire con forza il pubblico è il singolo Bevo, che parla in modo divertente, ma al tempo stesso tagliente e critico, dei problemi legati all’eccessivo consumo di alcol tra i giovani.

Tra le altre canzoni interessanti del disco troviamo Diritto al tetto, Tempi bui, Berlino 3, e la Ballata del lavoro interinale.

Hanno dovuto sudare per prendermi le misure

Ora mi vestono loro ed io posso tornare a cucire.”

Il bel canto è una canzone incredibile, e lo è ancor di più durante le sue innumerevoli esecuzioni live, nelle quali Divi si lancia spesso in un divertente ed energico stage diving. Il testo è una riflessione, un flusso di coscienza, un’analisi della propria impotenza e fragilità di fronte alla società, in cui ognuno può cogliere diverse sfumature d’interpretazione e significato. Da notare la citazione della critica di Nanni Moretti ad Alberto Sordi nel finale di canzone con la frase:

“Ci meritiamo le stragi, altro che Alberto Sordi.”

2. Spingere – Per un passato migliore (2013)

“A dire il vero io volevo solo stare bene

Fare a meno di vederti quando fuori piove

convincere i vicini a fare l’amore

stare alla larga dai finali a crepacuore”

Per un passato migliore è un album importante per i Ministri. Dopo varie sperimentazioni sembrano voler tornare a un suono più semplice e diretto, per esprimere al meglio ciò che han saputo produrre con ore e ore in sala prove solo con basso, chitarra e batteria.

Il disco è un interessante mix di canzoni rapide e forti, alle quali si alternano ballate e ritmi più calmi come Una Palude e La pista anarchica. Tra le canzoni più interessanti troviamo anche Stare dove sono, Se si prendono te e Le nostre condizioni.

“Non chiediamo altro al mondo

che distruggerci e poi salvarci

prima che sia troppo tardi per i farmaci e per le plastiche”

Spingere è un brano semplice, chiaro e coinvolgente. Il ritmo veloce e la linea di basso accompagnano la strofa in modo eccellente per esplodere poi nel ritornello. Il testo è come sempre ironico e intelligente, pur essendo una della canzoni un po’ più leggere del disco.

3. Cultura generale – Cultura generale (2015)

“E i libri da salvare

Quelli da colorare

Fate come vi pare

Cultura generale”

Prodotto dal grande produttore americano Gordon Raphael, che tra gli altri ha lavorato anche con gli Strokes, Cultura Generale è un disco con un contenuto eterogeneo, canzoni interessanti e dal suono molto curato ed elaborato. Il tentativo di cambiare ed evolvere appare evidente in tutto l’album. I risultati sono buoni, seppur con qualche canzone un po’ al di sotto delle aspettative.

Tra i brani più interessanti troviamo Sabotaggi, Idioti, Io sono fatto di neve e Cronometrare la polvere.

“La nostra lingua sacra come un telegiornale

Parole senza tempo che tanto il tempo non sa parlare

Poeti senza voce ma con uno splendido altare”

Cultura generale è un brano che ben rappresenta l’album. Le voci di Divi e Fede si alternano magistralmente su una dolce base, raccontando l’Italia e i suoi problemi, la sua cultura e la staticità, la bellezza e la mancanza di futuro per i giovani.

I Ministri sono tornati da poco con il singolo Fidatevi, in attesa dell’uscita del prossimo album, non possiamo che aspettare e sperare che sia un ulteriore passo avanti della loro carriera e della loro musica.

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