I migliori contenuti originali Netflix secondo la Scimmia

(Netflix)

Netflix è sbarcato da poco più di due anni in Italia (22 Ottobre 2015) e grazie ad un’offerta varia e intelligente si è imposto con prepotenza nel panorama dell’intrattenimento streaming. E’ stato in grado di combattere anche l’abitudine di molti a guardare contenuti video tramite streaming pirata. Sulla scia di Netflix, molte altre piattaforme streaming stanno iniziando a farsi conoscere, come TimVision, InfinityTv, Amazon Prime Video, senza dimenticare Sky, presente ormai da molto tempo nel nostro paese. La disputa riguardo i benefici che tale nuovo strumento di diffusione possa portare o sottrarre al mercato del cinema e della tv è ancora aperta ed ha infiammato anche il retroscena del Festival di Cannes. Ricorderete in proposito la querelle tra Netflix e Almodovar riguardo Okja di Bong Joon-ho, prodotto appunto dalla società di Reed Hastings. Netflix alla fine del 2016 ha raggiunto un fatturato di oltre 8 miliardi di dollari, registrando quasi 100 milioni di abbonati in oltre 190 paesi. Nel 2011 Netflix annunciò la volontà di produrre contenuti originali e dopo aver iniziato col botto dando alla luce due serie tv di grande successo come House of Cards e Orange is the new black nel 2013, ha continuato ad imporsi con un crescente ventaglio di prodotti. La redazione della Scimmia si è interrogata su quali siano i Migliori contenuti originali Netflix e abbiamo deciso di proporvi la nostra classifica.

14) Chef’s Table – Documentario

Netflix si dimostra intelligentemente al passo con le tendenze confezionando un documentario a puntate sulla cucina. Abituati all’approccio show, proprio delle più popolari trasmissioni a tema culinario, stupisce la leggera impronta documentaristica di Chef’s Table, abile nel mostrare le meraviglie dei migliori chef al mondo, ma anche attenta a mantenere uno stile dove domina la narrativa, scavando a fondo nelle esperienze personali dei protagonisti e analizzando, non solo la loro arte culinaria, ma anche come questa si riflette sulla loro vita e come le loro idee lasciano un pesante imprinting nel loro lavoro. La piacevole alternanza delle più svariate cucine garantisce a Chef’s Table la vivacità che non permette di annoiarsi.  Il forte impatto visivo degli episodi rende Chef’s Table un prodotto in cui l’arte della cucina si esalta, muovendosi in un turbinio di differenti etnie, diete, processi culinari, spiriti di ristorazione e filosofie alimentari.

(a cura di Lapo Maranghi)

13) Big Mouth – Serie Animata

Big Mouth è una serie Netflix sulla pubertà, sbarcata a settembre sulla piattaforma streaming, riscuotendo grande apprezzamento da parte di critica e pubblico. La spassosa e irriverente indagine di Big Mouth nell’esplosione ormonale che apre la porta alle prime esperienze sessuali di un gruppo di ragazzini alla scoperta dei cambiamenti del proprio corpo, con la descrizione degli eventi affidata in primo luogo a due eccentrici personaggi: che sono il Mostro degli ormoni maschile e il Mostro degli ormoni femminile, volgari e pungenti ma genialmente caricaturali. A far da spalla a queste semi-irreali presenze (dato che paiono essere invisibili, ma con ampie incursioni che li portano ad interferire concretamente con la realtà), c’è anche il fantasma di Duke Ellington, che vive nella casa del protagonista Nick Birch, (un giovane in ritardo puberale rispetto agli amici) e si intrattiene con lui in numerose occasioni per delle vere e proprie lezioni sul sesso, anche queste sempre al di sopra delle righe. Big Mouth è schietto, intelligentemente divertente, leggero e si presta inevitabilmente ad un binge watching sfrenato. Nota di merito (ulteriore) le parodistiche scene musical inserite qua e là negli episodi. 

(a cura di Lapo Maranghi)

12) Dark – Serie Tv

Sic mundus creatus est. A guardare il pilot di Dark, la tentazione di definirla una Stranger Things più cupa è sicuramente forte. Infatti la scomparsa di un bambino in una misteriosa città fornisce lo spunto d’avvio della vicenda, proprio come nella serie ideata dai fratelli Duffer. Niente di più sbagliato. Dark è un thriller psicologico di altissimo livello, che riesce nell’obiettivo primario di tenere la tensione ad un livello costantemente alto. Infatti l’impianto del genere thriller è perfettamente sorretto dall’ambientazione cupa ed accuratamente scelta di una piccola cittadina tedesca, il cui grigiore è perfettamente rappresentativo dell’animo dei personaggi.  

Il tema fondante può essere sicuramente individuato nella concezione pessimistica della natura dell’uomo. La straordinaria occasione del viaggio del tempo viene presentata, riprendendo un tema già noto, come una violenta storpiatura degli equilibri della natura, se degli eventi, passati o futuri, si modifica il corso.

La sovrapposizione dei piani temporali crea un intreccio fittissimo, degno delle foreste di Winden, e offre la possibilità di indagare a fondo l’animo dei personaggi, in un’introspezione lucida e mai banale.

Uno degli indiscussi pregi della serie è l’iniziale asetticità degli attori, che si lega perfettamente all’alone di mistero iniziale, ma che man mano si scioglie in storie estremamente umane, che disvelano il dinamismo evolutivo dei personaggi, in un confine estremamente labile fra bene e male. 

Il corso degli eventi è sorretto nel suo svolgimento da un impianto filosofico che si rifà in maniera chiara alla dottrina dell’eterno ritorno di Nietzsche, mista a un senso di ancestralità che si manifesta attraverso il significato chiave di massime latine come quella citata sopra.

La grande qualità della storyline è inoltre impreziosita dall’alto livello della fotografia e da scelte musicali perfettamente aderenti al clima di suspence e curiosità, prima fra tutte la splendida colonna sonora che ci introduce all’oscuro mondo di Winden e ai suoi misteri.

(a cura di Alessio Corsaro)