I 12 remake migliori dell’originale secondo la Scimmia

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12 Remake migliori dell’originale

In un’epoca cinematografica dove l’idea originale scarseggia sempre di più, capita spesso di trovarsi di fronte ad un remake e nella maggior parte dei casi il desiderio che ci aveva spinti ad andare al cinema in memoria di un bel film passato, lascia lo spazio alla delusione e al pentimento per aver creduto, ancora una volta, che un remake potesse soddisfarci. Un discorso simile potrebbe essere fatto per sequel, prequel, spin-off e adattamenti, o qualsiasi altro format l’industria cinematografica riesca ad inventarsi per riproporre uno stesso oggetto sotto una diversa forma. Capita però che quando l’originale non ha avuto grande successo o non è riuscito in pieno, possa essere vittima di una metamorfosi in positivo, esistono dei casi, pochi in tutta la storia del cinema, in cui addirittura ci sono stati remake migliori dell’originale. La redazione della Scimmia al completo ha lavorato a questa classifica, buona lettura!

 

12) Insomnia, diretto da Christopher Nolan (2002)

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Film che supera l’originale soltanto di un soffio. Erik Skjoldbjærg e il suo Insomnia del 1997 compiono un lavoro incredibile con il genere noir, trasportandolo dalla notte misteriosa al bagliore della luce del giorno. Una dimostrazione di come le atmosfere del genere possano apparire inquietanti e misteriose anche in piena vista. Il remake di Christopher Nolan sfrutta questa originalità lasciando la trama intatta, caratterizzandola con un suo personale approccio.

Se Skjoldbjærg offre una visione più cruda e violenta dell’omicidio iniziale, Nolan lo affronta con più calma. Una freddezza, quella di Nolan, che si ritrova in tutta la narrazione e contribuisce a dare vita ai plot twist a lui tanto cari. In tutto questo la privazione del sonno per Al Pacino e il suo personaggio, Dormer, viene visualizzata attraverso gli spettri dei suoi peccati. Se il regista norvegese non si preoccupa di mantenere elevata la tensione riuscendo a regalare un film originale, Nolan prende un cammino più classico ma mantenendo lo spettatore sempre sull’attenti.

Fino a qui le differenze non sono enormi, ma possono essere spiegate attraverso le ambizioni dei due registi. Skjoldbjærg regala un noir unico, non solo per la sua inversione degli elementi classici legati alla notte e al giorno, ma collegandovi il sollievo del protagonista. Nell’ultima scena infatti solo una volta rientrato nell’oscurità può tirare un sospiro di sollievo. Nolan non potendo affidarsi all’originalità dell’idea del collega, proponendo un remake, regala al film una propria visione del senso di colpa che opprime Al Pacino. Forse proprio il cast consente al film di superare l’originale. Anche dando merito a Nolan, capace di gestire due attori focosi come Pacino e Robin Williams mantenendo una calma apparente in tutte le scene.

(a cura di Vanni Moretti)

11) La Casa 2, di Sam Raimi (1987)

Evil Dead 2 monster 2

Esasperato, grottesco; Evil Dead 2 è un film che respira a pieni polmoni le atmosfere Lovecraftiane e che si ispira a Lucio Fulci per portare in scena la follia, che un eventuale contatto con gli Eterni può causare sulla mente umana. Forte di un’ottima regia e di un sapiente uso artigianale degli effetti speciali, l’opera proietta lo spettatore in una realtà distorta dove il male può piegare qualsiasi cosa al suo volere, anche la morte. La pellicola, sebbene riscriva gli eventi principali del primo capitolo della trilogia rendendo tutto ancora più violento e grottesco, preserva una sorta di continuità narrativa e che lascia molto spazio alle speculazioni personali. Una teoria molto interessante infatti, vede il nostro protagonista ingannato dal male, un imbroglio effettuato sulla sua mente e che altera i suoi ricordi e la sua percezione della realtà. Ash (Bruce Campbell), anti-eroe dello splatter e del grottesco, prende definitivamente forma in questo secondo capitolo ed entra nella storia della cinematografia mondiale, sia per merito che per fascino. Evil Dead 2 è un film incredibilmente divertente, terrificante e dallo stile visivo e narrativo irripetibile, che solo un genio come Sam Raimi poteva fare.

(a cura di Davide Roveda)