Quella penale da 40 Dollari che fece nascere Netflix

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Molti di noi usufruiscono del servizio di streaming più famoso al mondo senza conoscerne la storia. Com’è nato Netflix?!

Oggi è facile, si torna a casa e si accende il tablet, smart tv, computer, Google Chromecast e scaldandoci la pizza iniziamo a guardare la serie tv del momento. La storia di Netflix però non è stata sempre positiva, è una storia che ha anche dei risvolti negativi, come tutte quelle storie che vogliono portare innovazione e “rivoluzione”. E chi direbbe che Netflix non innova?

Per ripercorrere la storia di Netflix dobbiamo tornare indietro, precisamente al 1997, quando un giovane ingegnere informatico con laurea a Stanford di nome Reed Hastings viene costretto a pagare una penale di 40 dollari per aver restituito in ritardo un dvd a noleggio. Indignato dal trattamento subito, paga la penale e cerca di far concorrenza al colosso di distribuzione che lo aveva “multato”. Il film preso a noleggio era Apollo 13. Quel colosso era BlockbusterHastings lo ha rivelato in una intervista alla CNBC.

Siamo a Los Gatos, California, la terra dove tutto è possibile e dove tutte le più grandi innovazioni del nostro secolo sono uscite. Hastings mette su una ditta che, previo pagamento di 6 dollari, spedisce un CD (la tecnologia DVD non si era ancora diffusa) con vari blocchi di film da poter vedere. Sia il prezzo di noleggio che di spedizione sono compresi nei 6 Dollari. L’idea però non parte, anzi Hastings nota che pian piano stanno creando un buco. Non ci stanno dentro con le spese; e poi, dov’è l’innovazione? Qual è la differenza tra un semplice Blockbuster e Netflix?!

La storia di Netflix non è facile da riportare, Hastings la cambia ad ogni convention o intervista. Ad esempio nell’ultimo meeting di Barcellona ha affermato che l’idea è nata da un problema di matematica, che in realtà la penale non c’entra nulla. Ma la bellezza delle storie, il loro fascino, sta anche nelle voci che vi ruotano intorno. O sbaglio?!

Una cosa però è certa: Hastings di lì a poco avrebbe rivoluzionato l’intero settore e si sarebbe ripreso quei 40 dollari di penale che Blockbuster gli aveva chiesto. Comincia a pensare ad una formula rivoluzionaria: un abbonamento mensile attraverso il quale usufruire di un immenso catalogo di film.

  • Ti abbonavi
  • Potevi ordinare fino a 3 film contemporaneamente
  • Ti arrivavano a casa
  • Dopo aver restituito i 3 film potevi ordinarne altrettanti. Il tutto senza che il tuo abbonamento crescesse.

Nel 2005 l’azienda di Hastings spedisce oltre un milione di DVD al giorno. Un vero e proprio boom di abbonati, che erano intorno ai 10 milioni.

Il 2009 è un anno d’oro, infatti il catalogo era cresciuto a dismisura grazie agli introiti derivati dagli abbonamenti: 100.000 titoli disponibili.

E’ nel 2007 che inizia a bozzarsi l’idea che abbiamo oggi di Netflix: ovvero della più grande piattaforma streaming del mondo. Mentre in Italia ancora molte zone dovevano ricevere un segnale internet potente per lo streaming, negli States la piattaforma di streaming Netflix iniziò a prendere forma.

All’abbonamento standard viene avvicinato un altro abbonamento per guardare tutto il catalogo di Netflix sul loro sito internet. La rivoluzione inizia proprio da qui.

Hastings, appena vide che l’idea funzionava, cercò immediatamente di rivenderla a Blockbuster, principale competitor. Quest’ultimo però rifiutò di acquistare Netflix a 5 milioni. La storia la conosciamo tutti. Oggi Blockbuster è fallito.

Nel 2011 decide di inserire nel catalogo i propri titoli, autoprodotti. Inizia con House of Cards. Grazie a Netflix, il regista David Fincher ha potuto così realizzare un suo piccolo sogno nel cassetto: adattare il famoso romanzo di Michael Dobbs. Quest’ultimo aveva però ambientato il romanzo all’interno dei “palazzi del potere” inglesi, mentre Fincher decide di ambientare la serie tv all’interno della Casa Bianca. Cercare di smascherare meccanismi politici attraverso il bel viso di Kevin Spacey.

N.B. non cercate come pazzi House of Cards sul nostro Netflix, purtroppo in Italia è distribuito da Sky e per gli abbonati Net non è possibile vederlo sulla piattaforma.

In ITALIA la piattaforma streaming arriva nel 2015, molto ma molto in ritardo rispetto ad altri posti. Mentre Infinity già era da un po’ che girava sui nostri schermi del pc o dei tablet, Netflix si è fatto attendere.

E’ curioso vedere che, proprio mentre in Italia veniva lanciata la piattaforma streaming il titolo raggiungeva il suo massimo in borsa. Infatti, il 26 Agosto 2015 il titolo ha raggiunto quota 130 dollari ad azione.

Netflix, secondo alcuni dati aggiornati a Gennaio, è presente in 130 Paesi. Restano fuori soltanto questi paesi:

Netflix non è ancora disponibile in Cina, ma in futuro non escludiamo di poter fornire il nostro servizio anche in quest’area geografica. Netflix non è inoltre disponibile in Crimea, Corea del Nord e Siria, a causa delle limitazioni imposte dal governo statunitense sulle aziende americane.

(info disponibile a questo link)

Nel 2017 Netflix conta di chiudere il proprio parco utenti intorno ai 100 milioni (link dell’articolo qui), le premesse sono buone e nonostante l’azienda attualmente sia in rosso, gli istituti di credito continuano a crederci. Tanto che continuano a sborsare prestiti su prestiti, credendo moltissimo nella creatura creata da Reed HastingsNetflix oltre ad investire

Qualche curiosità su Netflix:

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