I Dossier della Scimmia: Titta Di Girolamo

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Nome: Titta Di Girolamo

Film: Le conseguenze dell’amore

Residenza: Lugano (Svizzera)

Professione: Ignota/ Ex commercialista

Frasi Celebri: “La cosa peggiore che può capitare ad un uomo che trascorre molto tempo da solo è quella di non avere immaginazione. La vita, già di per sé noiosa e ripetitiva, diventa in mancanza di fantasia uno spettacolo mortale.”

 

Titta Di Girolamo è il protagonista del secondo lungometraggio scritto e diretto da Paolo Sorrentino e intitolato “Le conseguenze dell’amore”. Questo film, uscito nelle sale nel 2004 e presentato in concorso al 57° Festival di Cannes, lascia già intravedere le grandi potenzialità e maestria del regista napoletano che, qualche anno più tardi, entrerà nell’Olimpo dei grandi vincendo l’Oscar per il miglior film straniero con “La Grande Bellezza”.

All’inizio del film, si hanno informazioni abbastanza vaghe e scaglionate su Titta Di Girolamo: è un uomo di 50 anni misterioso e sociopatico che cerca di evitare il contatto con gli altri esseri umani; è l’emblema della solitudine e il suo tempo è scandito dal fumo delle sigarette e dalle partite ad “Asso Piglia Tutto” con Carlo e Isabel, anche loro prigionieri della stessa monotona esistenza, vivendo nell’albergo che una volta era loro, ma che hanno dovuto vendere per coprire i debiti di gioco.

Vive in un albergo da 8 anni a Lugano (Svizzera), è un ex commercialista, soffre d’insonnia ed è una persona estremamente abitudinaria: puntualmente ogni primo del mese paga l’affitto al direttore dell’albergo e si concede un’iniezione di eroina una volta la settimana, sempre lo stesso giorno, alla stessa ora: il mercoledì mattina alle 10, da 24 anni. Un’evasione programmata, calcolata, senza rischi; una volta all’anno, inoltre, si sottopone al lavaggio completo del sangue. Sul suo lavoro “attuale” non si sa quasi nulla ma, vista la segretezza con cui tratta l’argomento, lascia intuire che sia qualcosa al limite della legalità.

Cosa può cambiare questa esistenza statica, chiusa e noiosa? Le conseguenze dell’amore, è ovvio. L’amore per Sofia (Olivia Magnani), la giovane barista dell’albergo che Titta non saluta mai ma che osserva attentamente e brama in gran segreto. Non certo una storia ardente di passioni e desideri, forse non è neppure un amore ricambiato ma tanto basta al Dr. Di Girolamo per dare un senso alla sua inutile esistenza.

Tony Servillo quando viene diretto da Paolo Sorrentino si esalta, e ancora una volta regala una performance di grande intensità, anche se poco supportato da un cast non all’altezza del compito. Questa pellicola contiene tutte le argomentazioni e le caratteristiche tipiche dei film “sorrentiniani”: l’avanzare dell’età che porta gli esseri umani a perdere tutti gli affetti più cari, precipitando nella solitudine più profonda e la conseguente noia, di un’esistenza stanca che deve combattere con il lento e inesorabile passare del tempo.

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