Stephen King e il cinema – parte III – le serie televisive

Condividi l'articolo

Ultima serie da prendere in esame, di cui abbiamo pubblicato una recensione dedicata, è 22/11/’63, tratta nel 2016 dall’omonimo romanzo del 2011. E’ diretta da Kevin MacDonald. Protagonista è il professore Jake Epping, ovvero Jake Amberson, interpretato da James Franco, che viaggia dal nuovo millennio agli anni ’60 per evitare l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. La serie è ottima, buona la scenografia, la regia e la fotografia che non perdono un colpo. Saggia la scelta di condensare la trama in 8 episodi, così da non dilungarsi in inutili fronzoli. Stupendo il bilancio che si crea fra romanticismo, thriller e ricostruzione storica, senza che la storia perda mai un colpo, facendo anche un’introspettiva nell’America del boom anni ’60. James Franco recita alla perfezione il ruolo disegnato da King, e la storia è un crescendo continuo, insomma non ci si riesce a staccare dallo schermo. Consigliata? Assolutamente sì! 

 

 

 

 

 

 

LEGGI ANCHE:  Stranger Things, Millie Bobby Brown spoilera il futuro di Hopper?

 

 

E quindi finisce qui il nostro viaggio nell’universo kinghiano. Non sono stati citati tutti i film, né tantomeno tutte le serie/miniserie tv, e nemmeno gli innumerevoli cortometraggi, ma sono stati citati tutti i “degni di nota” (secondo il parere di chi scrive, ovviamente). Si vuole lodare King con questi articolo, senza dubbio, e tutto il mondo che gli si è generato attorno. Il consiglio più spassionato è quello del prof che dice “andatevi a leggervi i libri”, perché meritano, ma veramente. Insomma, Shining di Kubrick è un gran capolavoro, ma le idee erano di King o no? E per le Ali della Libertà? Per il Miglio Verde? I tre articoli volevano fare una panoramica generale e poco approfondita sull’horror che lo scrittore del Maine ha portato nel cinema, così da incuriosirvi e magari andare a vederne qualcuno di quelli citati (ad esempio La Zona Morta, per conoscere un Cronenberg un po’ diverso dal solito).

Ed è inutile negare che le influenze kinghiane terminino qui, perché servirebbero mille articoli per ricordarle tutte. Vogliamo parlare di Stranger Things? Troviamo quattro bambini, dell’età di circa dodici anni (anzi proprio dodici ne ha Will Byers, il bambino che scompare, e dodici ne hanno i bambini di Stand By Me), che cercano di sconfiggere un mostro con una fionda e dei sassi appuntiti. Ricorda qualcosa? Stand By Me? It? E chi conosce bene i libri di Stephen King può forse negare che ci sia una connessione con Twin Peaks di Lynch?

LEGGI ANCHE:  Stranger Things, Winona Ryder su Sadie Sink: "Sarà come Meryl Streep"

Insomma, potrei continuare per intere pagine, Stephen King ha creato un universo talmente grande nel “suo” Maine che è impossibile non ritrovarne dei frammenti anche in tantissime altre opere (seppur non direttamente ispirate a lui).

Non mi resta che augurarvi una buona visione e una buona lettura.

Se vi siete persi le precedenti puntate di questa rubrica, potete trovarle qui e qui