5 motivi per vedere Samurai Jack (e seguire l’ultima stagione)

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JACK IS BACK. Nella nottata di sabato è uscito il primo episodio della nuova stagione di Samurai Jack, la serie animata che si era interrotta nel 2004 senza dare un finale alla storia dell’eroe orientale lanciato nel futuro. Nelle scorse settimane vi abbiamo aggiornato sull’uscita dei vari trailer della nuova stagione introducendo, a chi non lo conoscesse, il personaggio (negli articoli che ritrovate qui e qui). La serie si è ispirata originalmente a fumetti come Ronin di Frank Miller, a film come I sette samurai di Kurosawa e alla figura del guerriero errante presa in prestito dalla serie degli anni ‘70 ideata da Bruce Lee, Kung Fu. Ispirazioni che, insieme all’idea del classico uomo fuori dal suo tempo, hanno permesso alla serie di raggiungere ottimi risultati. Un mix di generi molto insolito che comprende steampunk, fantascienza, sovrannaturale, tradizioni giapponesi, iconografia western e tanto altro, in grado di creare un mondo pieno di stranezze. Detto così sembra essere un’accozzaglia di elementi casuali, ma il grande successo della serie e del team sviluppatore è il far sembrare tutti questi elementi perfettamente coerenti tra loro, senza mai dare l’idea che qualcosa sia fuori posto.

Nel complesso una storia semplice ricca di elementi complessi, raccontata brillantemente e apprezzata per i suoi aspetti tecnici: Animazioni fluide, aspetti artistici minimalisti, grande creatività, un ottimo accompagnamento sonoro e la quasi assenza di dialoghi per raccontare la storia. Elementi per niente comuni in un cartone animato che contribuiscono a donargli un aspetto quasi sperimentale.

La nuova stagione sembra portare alcuni cambiamenti alla serie tra cui il passaggio alla programmazione Adultswim e ad un conseguente inasprimento dei toni. A quanto dice il creatore, Genndy Trakosvky, sarà mantenuta un leggera vena di comicità ma la trama diverrà molto più dark e sanguinolenta. Uno sfondo più cruento per le avventure di Jack che soddisferà i fan cresciuti aspettando il suo ritorno. Il maggiore cambiamento sembra proprio essere questo, oltre ad un ulteriore avvicinamento da parte di Jack al mondo e alle tecnologie con cui è entrato in contatto in questo futuro distopico. Una stagione di 10 episodi che andranno a concludere la storia e ci riveleranno se il samurai riuscirà a sconfiggere una volta per tutte la sua nemesi. Un aspetto positivo, per chi non avesse mai visto la serie, è che la nuova stagione non sarà strettamente collegata alle precedenti dato che sono passati 50 anni dalla sua ultima avventura. Per nostra fortuna il meritato finale dell’odissea di Jack e dello show, noi abbiamo dovuto aspettarlo “solo” per 13 anni.

Sperando che la serie riesca a mantenere il livello mostrato fino al 2004 e magari ad elevarlo, vi proponiamo 5 motivi che fanno di Samurai Jack uno stupendo prodotto d’animazione e per cui vale la pena guardare sia la stagione in arrivo che, perché no, le precedenti. 5 elementi frutto della creatività di Genndy e del suo team, capaci di trasformare un semplice cartone animato in un prodotto visivamente stupefacente e cinematograficamente valido.

1. Azione spettacolare

Genndy decise di creare un cartone animato in base all’azione che lui avrebbe voluto vedere, rispettando così alcuni suoi principi. Immagini stilizzate, sviluppare visivamente il racconto, poco dialogo e arte combinata ad un’azione frenetica. L’insieme di questi elementi crea un’opera capace di combinare armoniosamente momenti di pura calma con rocambolesche battaglie. Anche l’idea di rendere la sua nemesi Aku un mutaforma contribuisce a donare imprevedibilità e varietà all’azione. Nel coreografare le scene d’azione Genndy decide di usare a volte un particolare stratagemma; viene manipolata la tempistica dei movimenti dei personaggi, attuando una sorta di rottura nella continuità dell’azione per enfatizzare un dettaglio o per sottolineare la rapidità di esecuzione di un personaggio. Questo avviene rallentando dei fotogrammi o inanellandone alcuni in rapida successione. Una velocissima sequenza di dettagli che donano l’effetto di un’azione frenetica.

Nella scena qui sopra si possono notare alcuni di questi aspetti e come ogni movimento, ogni posa e ogni frazione non vengano mai ripetuti, rendendoli unici e spettacolari.

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