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Arrival – Recensione in anteprima

Stiamo tutti aspettando con ansia di vedere come Denis Villenueve, se la caverà con il seguito di uno dei film più belli e amati della storia del cinema: Blade Runner.

In attesa di tutto ciò, possiamo comunque goderci un ulteriore prova del suo talento, con un’altra pellicola dai toni fantascientifici, che all’interno di essa, nasconde una profondità enorme.

Arrival è la storia di un gruppo, una squadra speciale, chiamata in causa per analizzare una razza aliena, atterata sulla terra con ben 12 astronavi soprannominate “gusci”. Protagonista principale della vicenda è Louise, interpretata dalla splendida Amy Adams, una donna esperta e tenace, ma che non può fare a meno di pensare alla morte della figlia. Cosa vogliono questi essere extraterrestri? Perché hanno scelto la terra? Il compito si rivelerà difficile, riservando più di una sorpresa.

Villenueve sa di avere tra le mani un progetto ambizioso e decide, con molto coraggio, di giocare con elementi fondamentali, come il montaggio, la narrazione, spostando l’attenzione su diversi livelli e riuscendo ad equlibrare il tutto con grande semplicità. Complice anche una sceneggiatura che riesce a farti entrare sin da subito nella vicenda, caratterizzando, in maniera veramente notevole, il senso di mistero che durante la visione diventerà sempre più lampante.

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Accompagnata più volte da un brano musicale (che la maggior parte riconoscerà di aver già sentito in Shutter Island) e da una colonna sonora dai toni molto particolari, la pellicola mette in mostra una fotografia meravigliosa, che messa insieme alla regia di Villenueve non delude le aspettative.

Purtroppo bisogna tenere conto di qualche piccolo difetto:

La sceneggiatura, per quanto sia scritta bene, si dimentica di caratterizzare al meglio i personaggi secondari, innamorandosi di figure che non richiedono uno spessore psicologico. Uno spessore che sarebbe servito al personaggio interpretato da Jeremy Renner, ma ricordiamo che sono difetti di poco conto e quindi non rovinano la visione.

Tutto ciò che provi è una sensazione positiva.
Vedendo il film, ti rendi conto di come, oggigiorno, si possano reinventare, all’interno della fantascienza, elementi visti e stravisti, trovando anche un perfetto connubio tra il cinema d’autore e quello commerciale.
Arrival è puro cinema ed è destinato a diventare un punto di riferimento fantascientifico.
Simone Martinelli
Nato a Milano nel 1992. Appassionato di cinema sin da piccolo. I suoi registi preferiti sono David Lynch e Nicolas Winding Refn. Ama guardare film ogni giorno, alimentando sempre di più la sua fame di pellicole. Sogna un mondo senza Paolo Ruffini dietro la macchina da presa.

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