Facce

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Quando penso al cinema nella mia testa si fa limpida e chiara l’immagine della piuma di Forrest Gump. La scena scorre sapete, limpida e chiara. Perché? Perché il cinema è il viaggio di quella piuma. Viene colto da venti improvvisi: sale, scende, si sposta. Ogni minima idea di un regista, attore, sceneggiatore o tecnico può spostare quella piuma e farle prendere una strada inaspettata dove noi, spettatori e veri protagonisti dell’opera, non avremmo mai pensato andasse.

Chi di voi si sarebbe mai aspettato di vedere un De Niro ventenne, degno del miglior Vito Corleone, ancora una volta sullo schermo? Chi di voi avrebbe mai immaginato di rivedere il generale Tarkin ancor prima di deludere Darth Vader (o Fener per i nostalgici come me) con la faccia del compianto Peter Cushing in Rogue One?
Posso dire, con quasi assoluta certezza, che la piuma ha ricevuto un gran soffio nuovo.

Sto parlando della scelta di Martin Scorsese di utlizzare la CGI per ringiovanire i suoi attori in Irishman, prossimo ed attesisissimo film di genere gangster del regista, e del recente Rogue One nella quale è stata utilizzata la medesima tecnica per mostrarci i volti di attori venuti a mancare anni fa.

Sky Captain Wrold Tomorrow (2004), Dr. Totenkopf (Laurence Oliver)

Sì, è vero, è capitato in in passato di dover ricorrere alla CGI per completare parti di attori venuti a mancare durante le riprese: ricordiamo Oliver Reed nel ruolo di Proximo nel film “il gladiatore”, Brandon Lee nel Corvo, lo stesso Paul Walker in Fast And Furious 7; ma la precisa scelta stilistica di utilizzare la computer grafica per plasmare un volto ad un personaggio umano è tutt’altra storia.

Allo stato attuale delle cose ci viene somministrata sottoforma di pillola della nostalgia. Vedere (ATTENZIONE SPOILER) la principessa Leila ventenne, ad un fan di Star Wars, fa scattare una scintilla emotiva nuova, mai vista prima d’oggi. Un colpo sicuramente inaspettato che cattura l’attenzione e fa scattare qualcosa, ma che ha le sue fondamenta nel “vecchio”. Un usato sicuro che paga. E’ come tornare nel garage, rivedere la propria vecchia bicicletta con il telaio riverniciato: brillante e sgargiante,poi la guardi, te ne reinnamori, ma ti aspetti che, al di là del telaio, funzioni come prima. Sarà interessante per questo vedere se Al Pacino e Robert De Niro in Irishman,con la faccia di quand’erano ventenni, avranno la stessa potenza scenica di quarant’anni fa. Sarà stimolante per regista ed attori tentare di riuscirci. Sarà meraviglioso per il pubblico gustarsi le differenze che sicuramente emergeranno.

Lo so, fa strano, sembra quasi che ci venga palesata la natura strettamente artificiale e concreta di una cosa romantica ed astratta come il cinema, ma purtroppo (perfortuna) il cinema è un’immensa fabbrica che sforna emozioni, l’ultima che ci presenta sul piatto è la nostalgia: sta a noi, pubblico, esser pronti e preparati. Era già stato fatto un esperimento nel 2004 in Sky Captain World Tomorrow in cui si erano utilizzati spezzoni di repertatorio di un Laurence Oliver morto da 15 anni per creare il dr. Totenkopf. Tentativo rimasto isolato o che, quanto meno, non ha mosso la piuma. Ci riuscirà Irishman dopo che Rogue One ha alzato il vento?

A noi non resta che goderci il volo intangibile ed estremamente reale di questa piuma che balla nell’aria solo per farci emozionare ancora…e ancora.

Ah sì, la piuma in Forrest Gump è stata creata in computer grafica.

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