Rebel Wilson sui suoi primi ruoli: “Volevo apparire brutta, era parte del mio piano”

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“Realizzai in fretta che più grassa eri, più il pubblico rideva”: Rebel Wilson sui suoi ruoli passati e sull’importanza del suo peso

Rebel Wilson, che di recente sta facendo molto discutere per la sua uscita su Sacha Baron Cohen nella sua autobiografia, parla dei ruoli della prima fase della sua carriera che la vedevano spesso nel ruolo della ragazza “grassa”. Oggi rivela che calarsi in parti come quelle era una scelta deliberata per fare carriera, e almeno in una occasione fu prevista da contratto.

“Volevo fare qualcosa di me stessa, avere una grande carriera e fare un sacco di soldi. Sapevo che non sarei stata presa sul serio come Cate Blanchett o Nicole Kidman, ma realizzai in fretta che più grassa eri più il pubblico rideva. Quindi facevo sporgere la pancia e indossavo micro-shorts sui palco, nessun trucco, roba che faceva inorridire mia madre”.

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“Fu davvero una decisione conscia di apparire brutta. Era parte del mio piano” dice la Wilson, che nella serie di film Pitch Perfect interpretò il personaggio di “Fat Amy”: a quanto pare, da contratto, dal 2012 al 2017 non poteva perdere peso. Uno di tanti modi per farsi strada in un’industria ultra-competitiva come quella dello spettacolo.

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Di recente ovviamente le cose sono cambiate: nel 2020 la Wilson si è imposta di perdere 27 chili e ci è riuscita, dicendosi anche “super-sicura” del suo fisico. Negli anni comunque la sua attività si è riflessa in un atteggiamento di body positivity che è stato ben accolto dal pubblico in supporto dell’accettazione delle proprie caratteristiche fisiche, specie da parte femminile.

Fonte: IndieWire

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