Minecraft: perché in realtà è un gioco post-apocalittico

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Domanda: dove e quando è ambientato Minecraft? E se fosse la rappresentazione di un mondo dopo il crollo della civiltà? Ecco che indizi abbiamo

Che il mondo di Minecraft sia a dir poco inquietante, lo si sa. Perché lo sia di preciso è più difficile da capire: vari elementi di questo mondo sembrano semplicemente “fuori posto”, conferendo all’insieme un che di grottesco, strano ed imprevedibile che spesso sfocia in un’atmosfera anche apertamente “horror”.

Parliamo ovviamente non solo delle notti di terrore popolate da zombie, creeper, scheletri arcieri e altre creature, ma anche di miniere abbandonate colme di tesori ma anche di mostri (ragni, in genere), misteriosi templi sottomarini, canyon immensi scavati nel terreno da non si sa quale forza.

Per non dire degli Endermen, terrificanti e malefici, o del Nether, che sembra più terribile dell’inferno stesso. Che mondo è mai uno in cui si ritrovino cose del genere? Altre cose non tornano, come per esempio: perché ci sono così pochi villaggi e perché gli abitanti non sono in grado di comunicare se non a versi? E perché alcuni villaggi sono anch’essi abbandonati?

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O ancora: che ruolo hanno le streghe nascoste nelle paludi? O i mercanti itineranti con i loro alpaca? O i predoni che si dedicano a razzie improvvise per portare il bottino nelle loro impenetrabili fortezze? Insomma, volendo andar di logica è chiaro che nell’universo di Minecraft tutto vige tranne la linearità.

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