Musicult – Shaggy: Boombastic

Boombastic
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“She call me Mr. Boombastic, tell me fantastic”: se l’avete letta cantando, avete vissuto nel tempo straordinario di questa canzone. Ve la ricordate? E di Shaggy?

Anno 1995: sbucato più o meno dal nulla, l’artista giamaicano Shaggy (Orville Burrell) re-inventa il reggae fondendolo con il rap nella hit indimenticabile Boombastic. In realtà non è il suo primo successo: già l’album del 1993, Pure Pleasure, lo ha reso una celebrità e gli ha guadagnato diverse alte posizioni in classifica specie con il singolo Oh Carolina.

Ma è Boombastic (che vuol dire rumoroso, altisonante, roboante) la vera hit che lo rende una leggenda nello spazio di quattro minuti di canzone. Complice l’arrangiamento asciutto e ripetitivo, quasi ipnotico, e la sua voce tutta particolare che sembra quasi un divertito lamento e gioca con un basso numero di note per creare un pattern vocale immediatamente memorabile.

Ancora oggi, a distanza di decadi, chi ha vissuto quel periodo di metà anni ’90 non può dimenticare questo ritornello: “She call me Mr. Boombastic, tell me fantastic”. Anni addietro, siccome internet non era così disponibile e non si potevano cercare facilmente i testi delle canzoni come oggi, qualcuno diceva “telefantastic“, ricordate?

Quando il singolo viene pubblicato, il 5 giugno 1995, ottiene un successo stratosferico e nel giro di poco tempo arriva in cima alle classifiche di tutto il mondo, compresa quella italiana ma anche quella inglese e americana. Un successo globale, che si deve a numerosi fattori tutti concorrenti.

Primo: la canzone è semplice, non richiede di essere capita quanto piuttosto di essere semplicemente memorizzata. Oltre al ritornello compaiono diverse strofe rap che tuttavia poco aggiungono al significato: il brano parla d’amore, o meglio di sesso; o, meglio ancora, di seduzione. Ma intendiamoci subito: non ci troviamo di fronte a un testo da Nobel per la Letteratura.

Shaggy si atteggia a profeta dell’amore ma non è Marvin GayeBarry White. E liriche come: “Sei l’unica giovane ragazza che può suonare il mio campanello” e “Vieni qui nella mia jacuzzi e fatti un bagno di bolle” non tornano certo utili a dimostrare il contrario. Ma poco importa perché il pezzo fa presa eccome.

Oltre a riportare in auge certe sonorità reggae un po’ rimaste all’inizio degli anni ’80 e principalmente appannaggio di gruppi new wave inglesi (e bianchi), il brano fornisce anche un’alternativa all’impegno assiduo del gangsta rap e dell’hip-hop da strada dell’epoca: una canzone divertente, leggera, da party, che non parla di assassinare nemici né di compiere furti o della vita da gangster.

Si tratta quindi di un pezzo che avvicina a sonorità rap un grande pubblico che magari, fino a quel momento, ne è rimasto discosto se non magari ascoltando occasionalmente Gangsta’s Paradise di Coolio (che esce nello stesso anno) o magari Sir Mix-a-Lot (“I like big butts and I cannot lie“) o peggio ancora un Vanilla Ice.

Certo, questo non significa che Shaggy faccia scoprire il mondo del rap a una nuova marea di pubblico, anzi. Ma ascoltarlo “fa figo”, va alle feste e ha successo anche con un famoso commercial di una nota marca di jeans (qui sotto), con la canzone in versione remix. Insomma, Boombastic sa di modernità, di fine millennio e di emancipazione della cultura rap e hip-hop (e reggae) nel mondo.

Il tocco finale lo porta MTV, qui nella sua età dell’oro, con un videoclip assolutamente essenziale che vede Shaggy aggirarsi su e giù per una casa durante un party e circondato da una marea di ragazze bellissime che con lui ballano e flirtano e si mostrano in pose sensuali con vestiti succinti e sguardi seducenti. Niente di sconvolgente: ai tempi il regolare video rap su MTV (e non solo) è così.

Cosa succede poi? Shaggy continua a fare moltissimi album e collabora anche con Sting nel 2018 nel disco 44/876. Si può tranquillamente citare tra gli artisti di maggior successo al mondo, per quanto le sue ultime vere hit risalgano al 2000 e all’album di grande successo Hot Shot. Inutile dire che oggi la stragrande maggioranza del pubblico associa al suo nome il titolo di una canzone sola.

E sappiamo qual è: Boombastic rimane uno di quei brani simbolo di un’epoca e famosi per un’intera generazione. Una canzone che viene ricordata sopra tutte le altre al punto spesso di non richiamare neppure il cantante o l’interprete prima di ricordarsi il memorabile ritornello. Una di quelle congiunzioni astrali che, per una serie di motivi, hanno fatto la storia della musica.

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