Björk: “Finalmente la Gen Z può immaginare un mondo al femminile”

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Björk parla del sessismo nei confronti suoi e di colleghe come Kate Bush: “Le dicevano che era matta o una strega pazza, e a me davano della elfa pazza”

Un tempo, sostiene (non a torto) Björk, critici musicali si occupavano: “Solo di tizi rock che cantavano di tette, birra e abuso di eroina. Scrivere dal punto di vista di una donna era considerata una forma d’arte minore”. Ora le cose sono cambiate e specialmente con l’ultima generazione, la Gen Z, che dà molto più spazio ad artiste femminili.

“Mi sono sempre molto offesa di come e quanto spesso si scriveva di Kate Bush come se fosse questa tipa matta o strega pazza, o di me che ero una elfa pazza. Noi siamo produttrici. Io ho scritto tutte le mie musiche per venti anni, ok? Non mi sto vantando. Lo dico solo per la gente che ancora pensa che io sia una elfa ingenua”.

“Se [io e Kate] fossimo stati maschi, saremmo state prese molto più sul serio. Finalmente, la Gen Z può immaginre una produzione femminile o un mondo al femminile [a woman’s world] e non sembra pazzesco o una cosa che loro [i critici] debbano ridicolizzare o della quale debbano aver paura”.

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In ogni caso, sessismo o meno, anche nelle decadi precedenti all’avvento della nuova generazione davvero si doveva essere schierati per non vedere e sentire la qualità assoluta delle produzioni di queste due artiste. E in caso non bastasse dire ciò vi consigliamo di dare un’ascoltata anche al nuovissimo disco di Björk, pubblicato qualche giorno fa: Fossora.

Fonte: NME

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Avatar di Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.